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domenica 25 settembre 2022
 
Svolta nelle indagini
 

Don Corinno Scotti: ora giustizia, non vendetta

16/06/2014  Don Corinno Scotti, il parroco di Brembate di Sopra, commenta con Famiglia Cristiana la notizia dell'individuazione dell'assassino della giovane studentessa. E lancia un appello: «Spero che ora non prevalgano sentimenti di vendetta nei suoi confronti. Yara resti un dono per noi e la sua morte, come ha detto il papà, ci renda tutti più buoni»

Il parroco di Brembate di Sopra, don Corinno Scotti
Il parroco di Brembate di Sopra, don Corinno Scotti

«Penso a questa persona. Spero che ora non prevalgano sentimenti di vendetta nei suoi confronti. Questa comunità in questi anni è stata molto matura. Pur impaurita e ferita non ha ceduto a sentimenti di vendetta. Il papà di Yara mi ha detto che se lei è morta è perché noi diventassimo più buoni. Se ora questa notizia verrà confermata cosa facciamo nei confronti del presunto assassino? Invochiamo la pena di morte? No, certo. A me interessa che Yara sia stata e continui ad essere un dono per la nostra comunità». Queste le prime parole di don Corinno Scotti, il parroco di Brembate di Sopra, alla notizia dell’individuazione dell’assassino di Yara Gambirasio.

«Ho tirato un sospiro di sollievo ma ancora non so nulla di preciso», dice. «Proprio quindici giorni fa abbiamo inaugurato qui in oratorio un monumento in ricordo di Yara che ho voluto chiamare stele di luce. Perché comunque andrà a finire questa dolorosa vicenda Yara è così che deve essere ricordata: come un dono, un dono prezioso».

Don Corinnoha la voce affannata. Dell’individuazione dell’assassinio della 15enne l’ha saputo dai giornalisti. Mentre parla con Famiglia Cristiana squilla il telefono della canonica. Nei lunghi mesi di attesa che qualcosa si sbloccasse sul fronte delle indagini, il parroco è rimasto sempre vicino alla famiglia Gambirasio. «Non hanno mai perso la speranza, anche se il tempo che passava induce inevitabilmente allo sconforto», racconta. È stato proprio lui  a volere il monumento in ricordo della studentessa rapita il 26 novembre 2010 e trovata morta a Chignolo d’Isola tre mesi dopo. A tagliare il nastro durante l’inaugurazione del 30 maggio scorso Gioele, il fratellino di 7 anni di Yara. Oltre alla famiglia Gambirasio, erano presenti il vicario generale della diocesi di Bergamo, monsignor Davide Pelucchi, il sindaco di Brembate Sopra Diego Locatelli e molte persone del paese.  

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