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domenica 27 settembre 2020
 
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Parto segreto e ruota degli esposti, per tutelare mamme e bambini

09/04/2015  La culla termica posta in luoghi protetti e il parto segreto in ospedale. Così, in assoluta sicurezza, è possibile per una donna salvare il bambino che porta in grembo ma non è in grado di allevare. Purtroppo pochi lo sanno.

I pochi che ne parlano la conoscono come la legge per il parto in anonimato (dpr 396/2000). E'stata pensata per contrastare l’abbandono neonatale, l'aborto e l'infanticidio e con lo stesso intento alcuni ospedali delle grandi città hanno attivato in chiave moderna la cosiddetta "ruota degli esposti", con una culla dove è possibile depositare il bambino appena nato e far sì che ottenga le cure migliori e venga poi adottato dalle numerose coppie in attesa.

Purtroppo non tutti conoscono queste possibilità. E se la cronaca più recente racconta di un bambino depositato a Giarre in Sicilia in una apposita culla,  pochi giorni dopo parla anche di un bebè abbandonato nei campi e trovato fortunatamente da una donna che ha chiamato l'ambulanza. Ma poteva finire in tragedia. Eppure la legge è dalla parte delle donne che non possono o non vogliono tenere con se il bambino che portano in grembo e cerca di aiutarle in questo difficile compito. Sia con l'istallazione delle culle termiche che con il dpr sul parto in anonimato.  

La culla termica è riscaldata e dotata di un allarme acustico attivato da un sensore che avvisa tempestivamente il personale medico nel caso di presenza di un neonato. Sono sempre più numerose nel nostro Paese, installate inizialmente in ospedali come il Federico II di Napoli, la clinica Mangiagalli di Milano, il policlinico Casilino di Roma. Successivamente, anche grazie alla Fondazione Rava, se ne sono aggiunte altre presso i seguenti ospedali: il  Del Ponte di Varese; il Sant’Anna di Torino; l'Azienda ospedaliera universitaria di Padova e l’ospedale Careggi di Firenze. Senza dimenticare le oltre cinquanta Culle per la vita predisposte dal Movimento per la vita in tutta Italia sempre nei pressi dei maggiori ospedali.

Per quanto riguarda il parto in anonimato è sufficiente che la donna in travaglio si rechi in ospedale e dichiari di volerlo fare segretamente e quindi di non poter riconoscere il bambino che sta mettendo al mondo. Lei riceverà le cure migliori e il piccolo verrà prontamente adottato. La donna che non riconosce e il neonato sono i due soggetti che la legge deve tutelare, intesi come persone distinte, ognuno con specifici diritti. La legge consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’Ospedale dove è nato (DPR 396/2000, art. 30, comma 2) affinché sia assicurata l’assistenza e anche la sua tutela giuridica. Il nome della madre rimane per sempre segreto e nell’atto di nascita del bambino viene scritto “nato da donna che non consente di essere nominata”.

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