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mercoledì 29 giugno 2022
 
Teatro
 

Il Piccolo dedica al "suo" Strehler un festival

30/03/2022  "Presente indicativo: per Giorgio Strehler (paesaggi teatrali)", è il festival internazionale di teatro, che si svolgerà a Milano, nelle tre sale del Piccolo (ma non solo) dal 4 al 31 maggio nel centenario della nascita del maestro

La tempesta
La tempesta

Presente indicativo: per Giorgio Strehler (paesaggi teatrali) è il festival internazionale, per ora numero zero, che dal 4 al 31 maggio 2022 si inserisce come momento più significativo nel programma di celebrazioni del centenario dalla nascita del maestro, che copre un anno intero di iniziative e comprende al suo interno anche il settantacinquesimo anniversario del Piccolo Teatro, fondato nella Milano del Dopoguerra da Giorgio Strehler e Paolo Grassi, allora poco più che venticinquenni. 
Uno sforzo non facile di senso per rileggere il maestro attraverso gli artisti di oggi, per confrontarsi sul piano europeo e veder come gli artisti hanno risposto alla pandemia e alla guerra in Ucraina, aprendo prospettive sul futuro. Una iniziativa importante per il sistema teatrale e la cultura, non solo milanese, come leva per superare i traumi e i cambiamenti, omaggio a un approccio rivoluzionario alla tradizione. Teatro come risposta al presente. Teatro che parla a tutti, che guarda all’Europa. Teatro che prende posizione nei confronti della realtà, posizionato politicamente. Teatro, luogo di formazione civica e acceleratore di cambiamenti sociali. Luogo di sinergie. 
Venticinque spettacoli di artisti nazionali e internazionali, di cui sette prodotti o coprodotti dal Piccolo, con diciassette prime nazionali, che si alternano tra il Piccolo e altri luoghi della città (Teatro Franco Parenti, Zona K, Casa della Carità, Anteo Palazzo del Cinema, Università di Milano), per un festival a più voci, e sguardi, che ci consegna più domande che risposte: quali sono i punti di svolta nella crisi? 
Si guarda all’Europa con altri occhi, che vengono da lontano. Si parte il 4 maggio al Teatro Strehler con la coreografa argentina Costanza Macras, sempre attenta alle tematiche sociali legate all’attualità. Il suo The Future, immersione nel buco nero del futuro, si colloca in una zona di conflitto, di pensiero e di dialogo. Si riflette sulla vertigine del tempo anche con il drammaturgo e regista uruguaiano Sergio Blanco con le sue opere El bramido de Dusseldorf (Teatro Grassi 7 e 8 maggio), riflessione su morte, arte e sessualità, e Cuando pases sobre mi tumba (Teatro Grassi 10 e 11 maggio), su alcuni tabù irrisolti della nostra società.Los años (Teatro Studio Melato 5 e 6 maggio), del regista e autore argentino Mariano Pensotti, fa riflettere sulla distanza che spesso intercorre tra ciò che ci aspettiamo dal futuro e ciò che accade nella realtà.In una seconda area tematica, fra gli altri, si colloca Best Regards (Teatro Studio Melato 9 e 10 maggio), dedicato al coreografo e performer Nigel Charnock, dove si riflette sui confini e gli orizzonti del teatro danza. Riflessione sulle forme con Carne Blu (Teatro Studio Melato 13 e 14 maggio), prima regia di Federica Rosellini, opera ibrida fra narrativa, teatro e fiaba gotica, storia del viaggio di Orlando tra Ariosto e la Woolf. Si continua  nella riflessione con Pascal Rambert e la sua opera Deux Amis (Teatro Grassi dal 13 al 15 maggio) e con il coreografo Serge Aimé Coulibaly, secondo artista africano dopo Aristide Tarnagda, con il suo Wakatt (Teatro Strehler 14 e 15 maggio).Dialettica e contrari con il teatro dello svedese Marcus Lindeen e della spiazzante Christiane Jatahy, da Rio de Janeiro, con la sua trilogia dell’orrore Entre chien et loup, dove la regista tratta difficoltà legate all’incontro con “l’altro”, all’accoglienza dello “straniero”.Riflessione critica sulla regia al V Convegno EASTAP, per capire come ci stiamo staccando da un’idea classica di regia.Sdoppiata in due spettacoli la Grecia di Theodoros Terzopoulos, promotore di proposte innovative e in grado di unire tradizione tragica e ricerche post-novecentesche, con Nora (Teatro Grassi 21 e 22 maggio), viaggio nel mondo ibseniano, e Io (Scatola Magica dal 23 al 25 maggio), focus su esilio, fuga e sradicamento di una donna.Lo spettacolo Dans le mesure de l’impossible (Teatro Strehler dal 25 al 27 maggio), di Tiago Rodrigues, nasce dall’incontro tra operatori umanitari della Croce Rossa Internazionale e di Medici senza frontiere per raccontare le fragilità e l’impegno di questi eroi del nostro tempo.L’Abisso (Casa della Carità 27 e 28 maggio), di David Enia, ci propone la tragedia del Mediterraneo, gli sbarchi, le nuove emergenze umanitarie.Il festival si chiude con la terza artista africana, ballerina e coreografa, Marlene Monteiro Freitas e il suo Mal – Embriaguez Divina (Teatro Strehler 30 e 31 maggio), un corpo a corpo con l’ambiguo fascino del male; con i Dead Centre, seconda tra le esperienze di gruppo al festival, con l’opera Beckett’S Room (Teatro Grassi dal 29 al 31 maggio), focus sulla Resistenza francese e su tutte quelle esistenze anonime che in Europa furono colpite dal conflitto; con la giovanissima artista iraniana Parnia Shams e il suo Is (Teatro Studio Melato  30 e 31 maggio), incentrato su una scuola femminile in Iran, dove il sistema scolastico è separato per sesso, elevandola a simbolo di una società sotto controllo di un’autorità invisibile che uccide la creatività e le relazioni.
Per tutto il mese del festival l’omaggio a Strehler prosegue con la proiezione delle versioni televisive di nove dei suoi titoli più conosciuti, in collaborazione con la Rai e con Anteo Palazzo del Cinema.Tutto parte dall’umano. Citando Strehler, “non ci può essere teatro senza il valore dell’umano. Senza quella luce non c’è niente”.
 

Cuando pases
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