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venerdì 10 aprile 2020
 
 

Il pranzo di Babette: quando un film diventa Magistero

08/04/2016  Tratta da un racconto di Karen Blixen, la pellicola (Oscar nel 1987 come migliore opera straniera) è ambientata alla fine dell’Ottocento. Si tratta di un piccolo capolavoro di grazia, che ha per protagoniste tre donne umili, che hanno tanto sofferto nella loro vita, ma hanno saputo conservare nel loro cuore la purezza e la bontà della loro infanzia.

Il mio film preferito? Il pranzo di Babette”. Così nel 2010 l’allora cardinale Jorge Bergoglio rispose a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita. Papa Francesco è da sempre un grande appassionato di cinema. E’ nota, per esempio, anche la sua ammirazione per l’opera di Federico Fellini, in particolare per il film “La strada”. Ma cosa ha colpito tanto il Pontefice di questa pellicola danese del 1987 che vinse l’Oscar come miglior film straniero? Tratta da un racconto di Karen Blixen ambientato alla fine dell’Ottocento, è un piccolo capolavoro di grazia, che ha per protagoniste tre donne umili, che hanno tanto sofferto nella loro vita, ma hanno saputo conservare nel loro cuore la purezza e la bontà della loro infanzia.

All’inizio conosciamo le sorelle Martina e Philippa. Figlie di un pastore protestante, anche a causa della sua religiosità bigotta, non hanno potuto in gioventù coronare le loro storie d’amore e ora vivono sole in uno sperduto paesino della costa danese. Finché nella loro vita irrompe Babette. Anche lei è sola perché ha perso il marito e il figlio nei moti della Comune parigina. E’ una cuoca eccezionale e in breve si fa ben volere da tutti. Passano gli anni e Babette riceve una lettera che le comunica di aver vinto una grossa somma alla lotteria. Le due sorelle temono che voglia utilizzare la vincita per tornare a Parigi, ma lei invece decide di utilizzarli per imbastire un sontuoso pranzo per ringraziarle. Le due anziane signore restano sbigottite dalla proposta, hanno paura che il banchetto possa sconvolgere il loro austero stile di vita e anche gli altri invitati non pronunciano una parola durante il pranzo, ligi alla loro morale puritana. Ma la bontà del cibo è tale che alla fine tutti si sentono felici e appagati nel corpo e nello spirito. Non c’è bisogno d’altro per spiegare perché quest’allegoria abbia tanto colpito papa Francesco.

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