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giovedì 19 maggio 2022
 
Taranto
 

Il premier Conte: "Non sono un venditore di fumo"

09/11/2019  Il presidente del Consiglio incontra i lavoratori di Arcelor Mittal e le famiglie di Taranto colpite sulla salute. "Non ho la soluzione in tasca, non sarebbe serio dopo solo due giorni", dice in un serrato confronto. Le rappresentanze sindacali spiegano le loro posizioni. Intanto l'arcivescovo, monsignor Santoro, invita tutte le parrocchie della diocesi a pregare per quanto sta accadendo. Sul prossimo numero di Famiglia Cristiana ampia inchiesta sull'ex Ilva.

Conte sfida la rabbia dei cittadini di Taranto e dei lavoratori di Arcelor Mittal e vola in città per inontrarli. LA consiglio di fabbrica ripete che non ha la soluzione in tasca, ma che è aperto un gabinetto di crisi per affrontare la situazione. Allo studio anche un piani B, se non si riuscisse a trovare un accordo con il colosso che ha dichiarato di volersi ritirare dall’affare. Possibile un ingresso di Cassa depositi e prestiti con il coinvolgimento di altre cordate. Nulla però è ancora davvero sul tavolo. «Io vengo qui senza maschera, ma non ho la soluzione in tasca», ha detto chiaramente facendosi largo tra la gente che lo assediava all0ingresso dello stabilimento. «Non sono un venditore di fumo... non sono un superuomo, né un fenomeno. Se ci fosse stata la soluzione a portata di mano sarebbe stata già realizzata».

In ogni caso, è l’impegno di Conte, lo Stato sta studiando tutte le possibilità per evitare che «cinquemila lavoratori restino a casa», ma anche per dare risposta a quei cittadini che sottolineano l’emergenza ambientale «Presidente non ci abbandoni», gli chiedono i comitati civici ambientalisti e i cittadini che hanno toccato con mano le conseguenze dell’inquinamento con malattie e morti per tumore. «Come faccio ad abbandonarvi... Questo  è un problema che dobbiamo risolvere insieme», ha risposto il premier.

Intanto l’arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, intervistato da Famiglia cristiana nel numero che troverete in edicola il prossimo giovedì, invita tutte le parrocchie della diocesi a pregare per quanto sta accadendo e insiste perché la città, nel suo complesso, non sia lasciata sola. «Lo sviluppo è possibile a partire dal turismo, dall’agricoltura, dalle potenzialità del porto, senza abbandonare gli operai dell’ex Ilva e sostenendo ambiente e famiglie».

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Il consiglio di fabbrica parla a Conte
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