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giovedì 09 dicembre 2021
 
Genio femminile
 

La “chimica della santità”: scienza e fede attraverso gli occhi della beata Guadalupe Ortiz

05/02/2020  Il 5 febbraio 2020, presso l’Università “La Sapienza” di Roma, un incontro sul rapporto tra scienza e fede a partire dalla testimonianza di Guadalupe Ortiz de Landázuri (1916-1975), la prima donna chimico beata che “ebbe il coraggio di studiare ciò che all’epoca, ingiustamente, non era ritenuto adatto al cervello femminile”. Dal convegno l’auspicio che diventi la patrona dei chimici di tutto il mondo

Da sinistra a destra: Bruno Botta, Marcella Trombetta e Silvestre Buscemi
Da sinistra a destra: Bruno Botta, Marcella Trombetta e Silvestre Buscemi

Esiste una formula che coniughi la razionalità dell’uomo con la sua percezione innata che esista qualcosa che va oltre la materia che si può toccare e misurare? E inoltre, esiste un modo per conciliare la Scienza e la Fede? Potremmo dire che la vita di Guadalupe Ortiz de Landázuri (1916-1975), dottoressa e ricercatrice di Scienze Chimiche, beatificata Madrid il 18 maggio 2019, sia stata una continua ricerca delle risposte a queste domande. Una vita spesa per la formazione e la sperimentazione, alla ricerca di qualcosa che la portasse a scoprire la formula della “chimica della santità”.

Del rapporto tra Scienza e Fede e del dialogo tra le due realtà si è parlato il 5 febbraio 2020 all’Università “La Sapienza” di Roma che ha organizzato una giornata di dibattito e comunicazione scientifica in cui ha trovato spazio anche il racconto della figura di Guadalupe. 

L’incontro è iniziato con un intervento del professor Bruno Botta, direttore del Dipartimento di Chimica e Tecnologie del Farmaco dell’ateneo. Il prof Botta ha spiegato la genesi dell’incontro nato “quasi per caso”, anche se per un uomo che ha un figlio sacerdote “è difficile parlare davvero di caso”, ha aggiunto.

Terminata la presentazione dei relatori ha preso la parola il prof. Silvestre Buscemi, ordinario di Chimica Organica dell’Università degli Studi di Palermo, con un intervento “né chimico né teologico”, come lo ha definito lui stesso, ma con il desiderio di spiegare per quale motivo si è appassionato alla storia di Guadalupe. Per il prof. Buscemi Guadalupe ha contribuito ad abbattere le barriere nella ricerca scientifica, e anche per questo si augura che possa diventare santa e, perché no, il santo patrono dei chimici di tutto il mondo.

Inoltre Guadalupe, come molti chimici testimoniano, “studiando gli atomi e le molecole trovò conforto nel fatto che la natura è ordinata e non è caotica. Lo studio mi conferma che tutto è ordinato, secondo me preordinato. Alcuni chiamano questo ordine natura, personificandola, io la chiamo Dio”

La professoressa Marcella Trombetta, Ordinario di Fondamenti Chimici delle Tecnologie presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha tracciato una doppia prospettiva storica. Da una parte la parabola del rapporto tra scienza e fede, “dibattito eterno”, dalle parole di sant’Agostino al lavoro di Pasteur. Dall’altra la biografia di Guadalupe, dall’infanzia alla morte, avvenuta a Pamplona il 16 luglio del 1975. 

Guadalupe è stata protagonista di una prima ondata di femminismo o una testimone credibile della compatibilità tra scienza e fede? Approfondendo due aspetti della vita della beata, quello professionale e quello della vita di fede, la professoressa Trombetta è arrivata alla conclusione che Guadalupe è stata entrambe, perché “ha avuto il coraggio di studiare ciò che all’epoca, ingiustamente, non era ritenuto adatto al cervello femminile” e perchè la sua tesi di dottorato sui tessuti che si possono ricavare dallo scarto della lavorazione del riso, “oggi sarebbe stata una pubblicazione da protagonista del mondo della ricerca”, in virtù della sua ispirazione ecologica. 

In più ha avuto modo di raccontare del periodo messicano della vita di Guadalupe con il suo spendersi per gli ultimi e per la formazione delle donne, con il contorno delle sue avventure a cavallo e in areo (che lei stessa guidava) per muoversi all’interno del grande stato centroamericano. 

Il professor Giovanni Battista Appendino, ordinario di Chimica Organica presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", ha messo in ottima compagnia Guadalupe con altri due personaggi che hanno avuto la capacità di vivere con fede una vita di ricerca scientifica e di vocazione cristiana piena: l’abate Senderens e padre Nieuwland. Il racconto della vita di questi due studiosi, che si sono resi protagonisti di scoperte eccezionali come la creazione del primo polimero, hanno arricchito il dibattito sulla compatibilità tra scienza e fede.

La giornata di lavori è poi proseguita con la presentazione di diverse pubblicazioni e ricerche scientifiche nell’ambito delle Scienze Chimiche:

Daniele Passarella | Università degli Studi di Milano Nature as Source and Inspiration in Chemical Synthesis: Cancer and Neurodegeneration as Targets

Eleonora Colombo | Università degli Studi di Milano Natural products as building blocks for self-assembled nanoparticles

Paola Marzullo | Università degli Studi di Milano Synthesis of Maytansinol-based drugs

Elisa Bonandi | Università degli Studi di Milano Design and synthesis of natural inspired hedgehog signaling inhibitors

Diego Caprioglio | Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" Sintesi one-pot del cannabinolo (CBN) da citrale e olivetolo

Daiana Mattoteia | Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" Dimetileptilcannabinoidi: da armi chimiche a candidati farmacologici

Simone Gaeta | Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" EBC46: un diterpene antitumorale dalla foresta pluviale australiana

Deborah Quaglio | Sapienza Università di Roma Approccio multidisciplinare volto all'identificazione di molecole di origine naturale per lo sviluppo di terapie antitumorali targeted

Francesca Ghirga | Sapienza Università di Roma Identificazione di diterpeni ad azione antibatterica o coadiuvante l'attività della colistina isolati dalla Fabiana densa var ramulosa

 
 
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