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domenica 19 maggio 2024
 
CINEMA E FEDE
 

Il re dei re: storia del "più ambizioso film sui Vangeli"

30/03/2018  Fu un successo mondiale. E ancora oggi brilla tra i precursori del genere: scopriamo, grazie a un articolo del numero di aprile della rivista "Il Cinematografo", perché è ancora imbattibile

Stasera Rete 4 trasmette "Il re dei re", il film di Nicholas Ray del 1961. Ma la più ambiziosa rivisitazione dei Vangeli  è il film del 1927 di Cecil B. De Mille la cui storia è raccontata nel numero di aprile della rivista Il Cinematografo, che qui anticipiamo.

L’epica abbraccia la vita di Cristo in uno dei primi kolossal biblici dallo stile magniloquente, grandioso, con il leggendario Cecil B. De Mille dietro la macchina da presa. È il più grande spettacolo del mondo, per citare il suo capolavoro sul circo. Ne Il re dei re, girato nel 1927, le note kitsch iniziali, con le orge di Maria Maddalena, cedono il passo alle imperiose scene di massa, al bianco nero che esalta la figura di Gesù in tutta la sua luminosità. Gli effetti speciali sono sbalorditivi per l’epoca, in un film da due milioni e mezzo di dollari che vuole descrivere anche la natura umana del suo protagonista. I primi piani lo avvicinano alla gente comune, e c’è anche spazio per l’ironia, quando i soldati romani provano a pescare “i pesci miracolosi” di San Pietro. Fu un successo mondiale. In circolazione esiste anche una versione da 112 minuti, più contenuta rispetto ai 155 di partenza.

Si dice che Griffith abbia girato una parte della crocifissione e, a tratti, nella potenza visiva, si vedono gli omaggi a Intolerance e a Nascita di una nazione. De Mille cita, inventa, salta da un versetto di Luca alla relazione tra Giuda e Maddalena (non veritiera). Non ha paura di sperimentare, di sentirsi un nuovo Meliés che, invece della fantascienza, riscriva i canoni del genere religioso. Costruisce le sue icone, scuote la terra e alla fine restituisce la pace ai peccatori, anche a un Giuda disperato. Nicholas Ray cercherà di seguire le orme di De Mille nel 1961, con l’omonimo Il re dei re, ma senza riuscire a eguagliarlo. Troppo manieristico, nonostante l’idea di narrare la più grande storia mai raccontata da un punto di vista originale, quello politico. Una curiosità: su imposizione del regista, a H. B. Warner (Gesù nel film) fu proibito qualsiasi tipo di distrazione, dalle partite a golf alle serate nei night club, durante le riprese, perché De Mille lo voleva “santo” dentro e fuori dal set.

LA SCHEDA

Titolo originale: King of Kings
Titolo italiano: Il re dei re
Regista: Cecil B. De Mille
Durata: 155 minuti, 112 nella versione ridotta
Anno: 1927
Uscita in Italia: 1928
Genere: religioso
Paese: Stati Uniti
Casa di produzione: DeMille Pictures Corporation
Dati tecnici: film muto

IL CINEMATOGRAFO, NATO CON "IL PRIMO RE"

  

Il re dei re è un film muto del 1927. Quando arrivò in Italia, nel 1928, nasceva la Rivista del Cinematografo, che nel 2018 compie novant’anni. Nata come bollettino per le sale parrocchiali, diventa uno spazio di discussione, che vuole raccontare il cinema da più punti di vista. Siamo la Rivista più “antica” d’Italia ma, come Il re dei re, il nostro obiettivo è rimanere sempre giovani, dinamici e cercare di innovarci per restare al passo coi tempi. Anche noi, a modo nostro, siamo stati dei precursori e, ancora oggi, non vogliamo smettere di sognare davanti al grande schermo.

 
 
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