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martedì 18 maggio 2021
 
TORINO
 

La Consolata: festa e ritorno all'antico splendore

21/06/2018  I restauri sostenuti dalla Fondazione Crt (Cassa di Risparmio di Torino). I lavori hanno riguardato la cupola e il chiostro del Convitto. Mercoledì 20 giugno le celebrazioni e la processione. Monsignor Nosiglia ha affidato alla Vergine quattro fatiche di Torino: lavoro assente o precario, l’emergenza educativa, l’accoglienza dei migranti e, infine, una fede capace di coniugarsi con la vita

Un Santuario che recupera il suo antico splendore  preprandosi nel migliore dei modi ad accogliere i fedeli, proprio nel giorno della festa liturgica. Il 20 giugno la Chiesa torinese celebra la solennità di Maria Consolata, una festa particolarmente cara ai cittadini, scandita, tra l’altro, da una processione per le vie del centro storico, presieduta dall’arcivescovo monsignor Cesare Nosiglia. E’ una festa “del popolo”,  che unisce diverse generazioni nella devozione mariana. Quest’anno, il santuario posto nel cuore della città, ufficialmente intitolato alla Vergine “consolatrix afflictorum” (consolatrice degli afflitti) ma da sempre indicato dalla religiosità popolare come “la Consolata”, si presenta all’appuntamento della festa in una veste inedita. Il chiostro del convitto, posto nella parte interna, è stato completamente restaurato e ha recuperato la lucentezza originaria. Non solo: anche la cupola esagonale è stata oggetto di un significativo risanamento (in questi giorni è ancora al lavoro una squadra di “restauratori-acrobati”: l’intervento si concluderà nel mese di luglio). I restauri sono stati possibili grazie al contributo della Fondazione Crt (Cassa di Risparmio di Torino), che ha stanziato 670.000 Euro.

Il Santuario della Consolata è un luogo unico, nel quale fede, storia e arte si fondono in maniera indissolubile. Nel corso dei secoli vi hanno lavorato celebri architetti come Guarino Guarini e Filippo Juvarra, che ne hanno fatto un capolavoro del barocco. E tante figure della santità piemontese (da don Bosco al Cottolengo, dal Cafasso al Murialdo) hanno legato la loro storia a quella del santuario. Questo terreno fertile ha nutrito anche papa Francesco, che negli anni passati non mancava di far visita alla Consolata ogni volta che si trovava a Torino e che infatti ha voluto tornarvi anche da Pontefice, durante la sua visita in Piemonte, nel 2015.  Per dare un’idea del posto che la basilica occupa nella religiosità popolare, basta dire che la Consolata custodisce più di 13.000 ex voto (il più antico risale alla fine del ‘600, il più recente è arrivato pochi mesi fa).

 

Restauri alla Consolata di Torino. Foto Ansa.
Restauri alla Consolata di Torino. Foto Ansa.

Un luogo così imponente e complesso ha bisogno di una costante manutenzione. Gli intervento ordinari non bastano. Da tempo il chiostro (che anticamente accoglieva la vita monastica dei padri Benedettini, poi Cistercensi e Oblati) pativa gli effetti dell’umidità e aveva bisogno di un decisivo risanamento. Il restauro – condotto grazie al costante confronto con la Direzione del Santuario, l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino – ha riguardato le facciate (tinteggiate con il colore originario “ricreato” ex novo), le pareti, le volte e le pavimentazioni dei porticati. Sono stati anche realizzati alcuni adeguamenti, in funzione della sicurezza e dell’accessibilità per le persone disabili. L’altra parte del lavoro interessa le mensole e i cornicioni della cupola esagonale. Per realizzare gli interventi ci sono voluti 1.700 metri quadri di ponteggi. Il restauro si concluderà tra poche settimane, dopo circa 300 giorni di cantiere. E non è che la prima tranche di un progetto più ampio, finanziato dalla Fondazione Crt con un milione di Euro. Nei prossimi mesi i lavori proseguiranno in altre aree dell’edificio.

«Il Santuario della Consolata è un patrimonio sacro, ma anche artistico e culturale di Torino e di tutto il territorio: per questo abbiamo deciso di ‘riconsegnare’ alla città il Chiostro del Convitto nella sue veste rinnovata in occasione della festività della Consolata» sottolinea Giovanni Quaglia, presidente della Fondazione Crt, aggiungendo che «l’intervento sarà il punto di partenza di un progetto di recupero e di valorizzazione molto più ampio sui Santuari delle 18 Diocesi del territorio piemontese e valdostano».  

«Il lavoro» osserva monsignor Giacomo Martinacci, rettore del santuario «è stato particolarmente delicato perché, in corso d’opera, ha richiesto impegni ben superiori a quanto inizialmente previsto, ma che la Fondazione CRT ha generosamente condiviso, proseguendo nella scia di altri interventi ancora più onerosi che in anni passati avevano consentito un radicale restauro del Santuario stesso».

Torino, mercoledì 20 giugno 2018: un momento della processione della Madonna, culmine della festa della Consolata, patrona della diocesi di Torino. In primo piano l'arcivescovo, monsignor Cesare Nosiglia. Foto di Paolo Siccardi/Walkabout.
Torino, mercoledì 20 giugno 2018: un momento della processione della Madonna, culmine della festa della Consolata, patrona della diocesi di Torino. In primo piano l'arcivescovo, monsignor Cesare Nosiglia. Foto di Paolo Siccardi/Walkabout.

«Torino non temere!»: monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo della città, il 20 giugno al Santuario della Consolata nella Messa per la festa della patrona di tutta la diocesi ha esortato la comunità ecclesiale e civile a non temere di affrontare le sfide cittadine odierne: le fatiche delle famiglie per la precarietà del lavoro, l’emergenza educativa, l’accoglienza dei migranti e, infine, quella di una testimonianza di fede che sappia coniugarsi con la vita.

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