logo san paolo
martedì 28 giugno 2022
 
peregrinatio
 

Il ritorno alla terra natia del Papa Buono

27/05/2018  Un mare di folla accoglie le spoglie di papa Giovanni XXIII. Il vescovo: abbiamo bisogno di bontà e giustizia sociale.

Dal Duomo, nella Città Alta, all'ospedale che porta il suo nome fino al Santuario della Cornabusa, penultima tappa prima dell'abbraccio più atteso al "Papa buono": quello della sua gente di Sotto il Monte, il piccolo borgo dove Roncalli è nato e cresciuto, un "Santuario a cielo aperto", come lo definisce il nipote, Marco Roncalli, tanto da prendere il nome stesso del suo cittadino più illustre: Sotto il Monte Giovanni XXIII.

In questa peregrinatio lungamente attesa delle spoglie di papa Giovanni un particolare risalta su tutti gli altri: la fede di popolo che riconosce in quel pastore dal piglio bonario un Pontefice profetico per come seppe armonizzare l'abbraccio tra la Chiesa e il mondo.

"Abbiamo bisogno di giustizia sociale ma anche di bontà", dice il vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, in un Duomo gremito di fedeli con in prima figli gli ultimi: poveri, senzatetto, sbandati. Anche loro sono venuti a ricevere la carezza del Papa buono. Come i malati dell'ospedale di Bergamo, che sfilano numerosi per accarezzare la teca del loro "Papa". Uno dei primi Pontefici, nell'età moderna, a uscire dal Vaticano per andare a far visita agli ammalati dell'ospedale Bambino Gesù il giorno di Natale del 1962. Un ritorno nella terra natia, quello di Roncalli, che è anche un ripercorrere il pontificato di un Papa amato dalla gente perché mai perse il contatto con le persone. 

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo