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Bobba: "Il servizio civile rafforza anche l'Europa"

13/04/2016  Il sottosegretario al ministero del Lavoro e delle politiche sociali spiega la situazione attuale del servizio civile e i progetti futuri, dalla collaborazione con l'Anci alla sperimentazione con le fondazioni bancarie.

Quindici anni di legge sul servizio civile. A fare il punto sulla situazione e indicare le prospettive future è il sottosegretario al ministero del Lavoro e delle politiche sociali Luigi Bobba.

Quanti soldi ci vogliono per arrivare al servizio civile universale traguardo indicato dal presidente del Consiglio?

«Cinquecento milioni e li stiamo cercando anche con accordi nuovi con enti locali, fondazioni bancarie e altri ministeri».

E l’Europa?

«Abbiamo firmato un accordo con la Francia, che può essere un buon esempio di collaborazione transnazionale. C’è un progetto pilota finanziato dall’Ue. Bisogna convincere i partner che il servizio civile migliora i giovani cittadini dei singoli Stati, ma rafforza anche la coscienza europeista. Per l’Italia è una sfida e sarà un tema che continueremo a porre a Bruxelles».

In quindici anni dalla legge cosa si è imparato?

«Che la cosa più importante non sono i poco più di 400 euro di rimborso, ma le motivazioni. Se i progetti sono validi i giovani si appassionano e scatta il valore aggiunto del servizio civile. Inoltre un giovane acquisisce competenze che gli possono servire successivamente in ambito lavorativo. Nella riforma è prevista una certificazione di queste competenze».

E le verifiche?

«Dobbiamo arrivare ad una certificazioni degli esiti. Ma già da quest’anno avvieremo una verifica su tutti gli enti accreditati e sui progetti e insieme all’Isfol e al Censis indagheremo sulla motivazioni dei giovani, perché hanno scelto e cosa è rimasto dell’esperienza. Inoltre dobbiamo capire bene in quali ambiti si muovono i progetti, per stabilire quali hanno maggiore successo e sui quali puntare. Bisogna puntare ad una crescita di sistema ed evitare la dispersione».

Nuovi progetti?

«Stiamo lavorando con l’Anci, l’Associazione dei comuni d’Italia, per utilizzare una parte dei 500 milioni destinati dal governo alle periferie urbane per progetti di integrazione sociali e di lotta alla esclusione curati dai volontari in servizio civile. Poi stiamo perfezionando un accordo con il Ministero delle politiche agricole per avviare progetti di agricoltura sociale. Nella riforma del Terzo settore, che ha una dotazione di 140 milioni di euro, ci sarà spazio anche per volontari in servizio civile. Infine stiamo avviando una sperimentazione con le Fondazioni bancarie, che potrebbero non solo finanziare progetti, ma anche farsi carico di un certo numero di giovani in servizio civile».

(Foto Ansa)

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