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venerdì 24 settembre 2021
 
polemiche
 

La retromarcia del sindaco di Biella sul caso Liliana Segre

21/11/2019  Mea culpa del primo cittadino che aveva rifiutato la cittadinza onoraria alla senatrice. Ma nel frattempo un altro sindaco di Centrodestra, quello di Sesto San Giovanni, rifiuta l'onorificenza

Marcia indietro del sindaco di Biella Claudio Ferradino, dopo la polemica scoppiata in seguito al rifiuto di Ezio Greggio della cittadina onoraria che era stata negata una settimana prima alla senatrice a vita Liliana Segre. «Io sono stato un cretino, lo ammetto, e chiedo scusa alla Segre e a Greggio, però su questa cosa è stata fatta una speculazione indegna da parte di tutti quanti e mi dispiace», ha dichiarato il sindaco ai microfoni di Stasera Italia  in onda ieri sera su Retequattro. «Il risultato è stato negativo, ingiustamente. Una grandissima sciocchezza che è diventata una cosa nazionale. La Signora Segre non ha bisogno che arrivi il Sindaco di Biella a darle la cittadinanza, è un patrimonio dell'umanita e le chiedo ancora scusa. L'ho invitata anche a Biella per la Giornata della Memoria e non c'è nulla contro di lei».

Nel frattempo è scoppiato un altro casus intorno alla senatrice sopravvissuta ad Auschwitz. ll Consiglio comunale di Sesto San Giovanni, storicamente guidata dalla sinistra fino al 20127 tanto da essere stata ribattezzata “Stalingrado d'Italia" ha bocciato la richiesta di cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre presentata dal Movimento 5 Stelle e accolta da tutta l'opposizione. Queste le motivazioni del sindaco Roberto Di Stefano, esponente di Forza Italia eletto con una maggioranza di centrodestra:  «Liliana Segre non ha a che fare con la storia della nostra città e darle la cittadinanza sarebbe svilente per lei perché è una strumentalizzazione politica». A rendere nota la decisione del sindaco è il Pd di Sesto che dichiara: «Asserire che Liliana Segre non ha alcun legame con Sesto San Giovanni è ridicolo. La senatrice è iscritta all'Aned associazione degli ex deportati attiva sul nostro territorio dagli anni Cinquanta e organizzatrice ogni anno di un partecipatissimo viaggio nei lager con la partecipazione dell'Istituzione e del labaro comunale insieme a molti istituti scolastici e cittadini. La nostra città è stata insignita orgogliosamente della Medaglia d'Oro alla Resistenza e che la Resistenza non abbia nulla a che fare con la deportazione e con la dittatura nazifascista che imprigionò la Senatrice a Auschwitz è un azzardo troppo ardito anche per il nostro sindaco. Per ultimo, Sesto San Giovanni sino ad ora è sempre stata solidale nei confronti di chiunque subisca discriminazione, aggressioni e insulti violenti. E questo ha molto a che fare con l'idea di di inclusione, di confronto e di pace che ha caratterizzato la nostra comunità cittadina».
 

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