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giovedì 19 maggio 2022
 
 

Benzina, il solito rincaro

17/07/2013  Come ogni estate sale il prezzo dei carburanti. Questa volta la colpa sarebbe dei disordini in Egitto ma è polemica tra petrolieri e Governo.

Arriva l’estate e, puntuale, porta con sé l’aumento del prezzo del carburante. Le cifre di oggi indicano un picco massimo di 1,836 euro per un litro di benzina e di 1,739 per il corrispettivo di diesel. I cittadini protestano, i distributori incrociano le braccia, le compagnie petrolifere alzano la voce e giustificano gli aumenti con ogni genere di ragione. Stavolta, almeno per ora, la colpa sarebbe del Cairo e della situazione politica egiziana che metterebbe in difficoltà i petrolieri a causa delle ristrette possibilità di passare il Canale di Suez in modo da giungere in tempo per la lavorazione del petrolio e la distribuzione.

Sarà anche così, ma molti sospettano che l’aumento sia ugualmente ingiustificato. Come l’estate scorsa. Come due anni fa. Eccetera. Intanto, il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ha richiamato i petrolieri: «Tengano conto della situazione dell’Italia affinché non ci siano aumenti». L’impressione che siano parole al vento è pressoché generale. La Federconsumatori e l’Adusbef hanno fatto i conti e pronosticano che l’aumento del prezzo del carburante per gli utenti sarà di circa «84 euro annui per costi diretti». Cioè, non per il trasporto di merci. Pensare che i costi calino è quasi un’utopia, anche se lo scorso anno qualche compagnia aveva provato un atto di buona volontà, facendo scendere i prezzi della benzina di dieci centesimi al litro. Un indizio che fa pensare: se l’hanno fatto, vuol dire che allora si può fare e che i prezzi sono davvero troppo alti.

Nel frattempo, dalle 22 di martedì 16, per tre giorni, i gestori autostradali scendono in sciopero contro l’aumento del prezzo del carburante e per trovare nuovi accordi con le compagnie e le concessionarie delle autostrade. Inoltre, il ministro Zanonato, per la prossima settimana, ha convocato le parti, cioè concessionarie autostradali, compagnie petrolifere e gestori a un tavolo attorno al quale provare a trovare una via per un nuovo accordo.

 
 
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