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domenica 16 gennaio 2022
 
Risposta al presidente dell'Ucoii
 

La poligamia offende la dignità della donna

10/08/2016  Il parere del teologo padre Giordano Muraro dopo la provocazione di Hamza Piccardo, presidente dell’Ucoii, Unione delle comunità islamiche, sulla legalizzazione della poligamia dopo l'entrata in vigore delle leggi sulle unioni civile. «La nostra società non può accettarla. La libertà per la donna non esiste o viene fortemente limitata».

Hamza Piccardo (nella foto sopra), presidente dell’Ucoii, Unione delle comunità islamiche, ha sostenuto che, se sono possibili le unioni civili tra omosessuali, allora si dovrebbe anche permettere giuridicamente la poligamia. È giusto? Qual è la posizione della Chiesa?
Giuseppe  

Risponde Giordano Muraro:

È evidente che la richiesta del Presidente Hamza Piccardo è provocatoria. Se a una persona omosessuale viene riconosciuto il diritto di unirsi civilmente con una persona dello stesso sesso, perché non dovrebbe essere riconosciuto a un uomo il diritto di avere più mogli? In molti Paesi dell’Asia e dell’Africa è legale. Perché in Europa è proibita? E perché alla poligamia non aggiungere la poliandria, cioè il diritto della donna ad avere più mariti? Si possono portare molte motivazioni, ma la ragione essenziale è che la società non può legalizzare un rapporto che non sia paritario tra un uomo e una donna. Le leggi hanno il compito di promuovere la dignità della persona umana, o almeno di non danneggiarla. Nella poligamia la donna viene invece danneggiata, perché l’esperienza dell’amore, che è la più necessaria e desiderata da ogni persona, le viene praticamente negata. Infatti la condizione essenziale dell’amore è la libertà.

Nella poligamia questa libertà per la donna non esiste o viene fortemente limitata: la donna non sceglie, ma viene scelta; e anche là dove ha la possibilità di accettare o rifiutare (cosa molto difficile e talora impossibile) entra in un rapporto in cui è l’uomo che decide e dispone la vita per tutte le sue donne, e le donne devono semplicemente accettare le decisioni dell’uomo, anche quelle affettive. Ognuna si sente una delle tante, o addirittura in second’ordine dopo la favorita, il che non giova al benessere psicofisico della donna. È vero che anche nel rapporto monogamico la donna fino a poco tempo fa era subordinata all’uomo, che dominava su di lei imponendole il suo volere; ma sarebbe veramente assurdo che dopo aver tanto lottato per instaurare anche con la legge la parità, si torni con la poligamia a considerare la donna possesso dell’uomo. L’amore richiede per sua natura libertà, totalità ed esclusività. L’uomo deve poter dire alla donna amata: sono tuo, solo tuo, tutto tuo, per sempre, e la donna deve poter dire la stessa cosa al suo uomo. Allora e solo allora è amore. Per questo la Chiesa non ha mai accettato e continua a non accettare la poligamia.

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