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domenica 04 dicembre 2022
 
TRASPORTI
 

Il treno dei pendolari all'incontrario va

01/02/2016  Meno corse e più care, con aumenti dei biglietti che sfiorano il 50%, e un divario sempre più marcato tra Nord e Sud. E' quando risulta da Pendolaria 2015, il rapporto presentato da Legambiente. "Ma la situazione sta migliorando, grazie a nuovi investimenti", replica Trenitalia.

Poveri pendolari. Negli ultimi cinque anni hanno dovuto subire un taglio del servizio ferroviario regionale del 6,5% e allo stesso tempo subire dei veri salassi sui prezzi dei biglietti, con aumenti a due cifre che arrivano fino al record del 47% stabilito dalle linee piemontesi.È un'Italia a due velocità quella emersa da Pendolaria 2015, il dossier di Legambiente che traccia un quadro sulla situazione e sugli scenari del trasporto ferroviario pendolare.

Mentre sono stati realizzati 740 km per le linee ad alta velocità, sono stati chiusi 1189 chilometri di linee ferroviarie storiche, come la Pescara-Napoli, il tratto al confine Piemonte-Lombardia tra Sesto Calende ed Oleggio, la Piacenza-Cremona e numerose altre linee in Calabria e Puglia. Proprio il divario sempre più marcato tra il Nord dove sfrecciano treni a 300 all'ora e il Sud delle carrette a binario unico è un altro degli elementi messi in evidenza dal rapporto. Basti dire che, complessivamente, in tutto il Meridione viaggiano meno treni che nella sola Lombardia.

Eppure i viaggiatori aumentano. Sono due milioni e 842mila - evidenzia Pendolaria 2015 - i passeggeri che ogni giorno usano il servizio ferroviario regionale con un aumento del 2,5% rispetto al 2014. In Lombardia sono arrivati a 703mila (con un +4,9%), crescono anche in Puglia (+2,8%), mentre diminuiscono in Sardegna (-9,4%) e in Umbria (-3,3%). Emblematica la situazione in Campania, dove malgrado i pendolari siano tornati a crescere, siamo comunque a -130mila al giorno rispetto al 2009, e in Piemonte, dove dopo la cancellazione di 14 linee, sono 35.000 i viaggiatori al giorno in meno rispetto al 2011. La ragione di queste differenze - spiega il dossier di Legambiente - è nei tagli al servizio ferroviario regionale con punte del 18,9% in Basilicata, del 26,4% in Calabria, del 15,1% in Campania e del 13,8% in Liguria.  

«Il trasporto ferroviario, con i problemi che vivono ogni giorno i pendolari nelle città e nei collegamenti al Sud, sono una grande questione nazionale, - sostiene Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente - è un tema, oltre che ambientale, di dignità e diritto alla mobilità che riguarda milioni di cittadini». Zanchini chiede «un immediato cambio delle priorità, per passare dalle grandi opere a quelle utili e urgenti nelle città e per migliorare i collegamenti al Sud che sono privi di finanziamenti. Inoltre mancano le risorse per comprare quei 1.600 treni indispensabili a rilanciare il trasporto ferroviario regionale».

Trenitalia ha commentato i dati del rapporto sostenendo che i servizi regionali, nel 2015, hanno visto crescere il numero di viaggiatori (+1,5%) insieme a puntualità, regolarità e comfort. La puntualità è migliorata del 3% rispetto al 2014, raggiungendo una percentuale dell'89,2% di treni arrivati in orario o entro i cinque minuti.  Migliora anche la regolarità (-36,4% di cancellazioni e -23,1% di avarie con arresto della corsa), e il gradimento dei clienti (+2% sul viaggio nel suo complesso) espresso nei sondaggi demoscopici. Meglio - continua Trenitalia - è andata in quelle Regioni dove i Contratti di Servizio e la regolarità nei pagamenti hanno permesso di consegnare treni nuovi e adattare i collegamenti alle reali esigenze dei cittadini e del territorio. I passeggeri che ogni giorno utilizzano il servizio regionale di Trenitalia sono circa 1milione e 600mila su circa 6500 treni. Rappresentano poco più del 50% dei viaggi fatti su ferrovie locali e circa un 29% dei viaggi complessivi compiuti ogni giorno su treni e metropolitane. A oggi Trenitalia ha rinnovato il Contratto di Servizio in nove Regioni e in due province autonome. Gli investimenti in nuovi treni hanno l'obiettivo di ridurre l'età media dei convogli (oggi 21 anni) e garantire una migliore qualità del servizio.

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