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giovedì 25 luglio 2024
 
il vaticano su radio maria
 

Il Vaticano su Radio Maria: «Terremoto castigo divino? Visione pagana e offensiva per i credenti»

04/11/2016  Sulla polemica scatenata dal conduttore dell'emittente di Erba, padre Giovanni Cavalcoli, interviene il sostituto della Segreteria di Stato monsignor Angelo Becciu: «Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede, datate al periodo precristiano che non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo. I terremotati ci perdonino, hanno la solidarietà del Papa e della Chiesa intera»

Mons. Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato vaticana
Mons. Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato vaticana

«Una visione pagana, non cristiana. Offensiva per i credenti, scandalosa per chi non crede». Da Oltretevere, dopo giorni di polemiche roventi, arriva l’intervento – pesantissimo – di condanna del Vaticano su uno dei conduttori di Radio Maria, il domenicano padre Giovanni Cavalcoli, che lo scorso 30 ottobre, a poche ore dal violento terremoto che ha devastato Norcia e Camerino provocando migliaia di sfollati, ha affermato che questi disastri sono un castigo divino per le «offese», parole di Cavalcoli, arrecate «alla famiglia e alla dignità del matrimonio con le unioni civili». A intervenire dalla Santa Sede è stato monsignor Angelo Becciu, sostituto sella Segreteria di Stato: «Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede», ha detto venerdì sera all’Ansa. Per Becciu queste posizione sono «datate al periodo precristiano che non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo». Impossibile quindi «non chiedere perdono ai nostri fratelli colpiti dalla tragedia del terremoto per essere stati additati come vittime dell’ira di Dio. Sappiano invece – conclude – che hanno la simpatia, la solidarietà e il sostegno del Papa, della Chiesa, di chi ha un briciolo di cuore».

Quindi il richiamo all’emittente di Erba a correggere i toni e il linguaggio e a conformarsi di più al Vangelo della solidarietà e della misericordia. «Chi evoca il castigo divino ai microfoni di Radio Maria», ha detto ancora monsignor Becciu, «offende lo stesso nome della Madonna che dai credenti è vista come la Madre misericordiosa». Parole nette e dure di condanna. La querelle era cominciata il 30 ottobre scorso. Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, si era subito dissociato dalle parole di Cavalcoli ammettendo in una nota, che «le espressioni riportate sono di un conduttore esterno», padre Giovanni Cavalcoli appunto, «fatte a titolo personale e non rispecchiano assolutamente il pensiero di Radio Maria al riguardo». Dopo qualche giorno di calma relativa, la polemica è riesplosa venerdì sera quando padre Cavalcoli è stato raggiunto dai conduttori della trasmissione radiofonica di Radio 24 La Zanzara confermando sostanzialmente quando detto domenica a Radio Maria: «Risentendo le mie parole, tutto sommato è un'opinione legittima», ha detto Cavalcoli al conduttore Giuseppe Cruciani. «Si può pensare che il terremoto possa essere un richiamo, un castigo... Le unioni gay sono un peccato? Si capisce... Un omosessuale è una persona che pecca contro natura. Due uomini che stanno insieme cosa sono? Peccatori», ha continuato. «Ha letto la storia di Sodoma e Gomorra? Perché vengono castigate? Per i peccati. Il castigo esiste, senz'altro. Semplicemente, sono peccati che meritano il castigo divino, non dico niente di nuovo», ha aggiunto sottolineando che si tratta di affermazioni delle quali non si vergogna minimamente: «È  lei che non capisce - replica al conduttore - io sono dottore in teologia da 30 anni. Cosa c'entrano i terremoti con la teologia? C'entrano sì! I terremoti entrano in quello che è il castigo divino conseguente al peccato originale. Le unioni sessuali possono provocare punizioni divine». Quando gli viene fatto notare che il Vaticano ha condannato le sue affermazioni, il padre non esita a ribattere: «Questa è la Bibbia. Ripassino il catechismo».  

Il post di mons. Napolioni su Facebook
Il post di mons. Napolioni su Facebook

Il vescovo di Cremona Napolioni: «Bestemmie»

Le parole di Cavalcoli non erano affatto piaciute al Vescovo di Cremona, monsignor Antonio Napolioni, che sul proprio profilo Facebook ha duramente condannato le dichiarazioni del conduttore di Radio Maria definendole delle «bestemmie elargite da pulpiti digitali».

Napolioni è originario di Camerino, uno dei centri più colpiti dalle ultime scosse, è stato parroco a San Severino Marche e da un anno guida la diocesi di Cremona. «Come uomo, credente e vescovo, non posso tacere davanti alle bestemmie che vengono elargite da pulpiti digitali, stampati e parrocchiali, quando si attribuisce al terremoto la valenza di “castigo di Dio per le unioni civili, o… per l'Europa che ha smarrito le sue radici cristiane, o per altri possibili motivi…”», ha scritto il Vescovo su Facebook, invitando «a rispettare la fede e la pazienza dei cristiani del Centro Italia, come di ogni altra vittima di calamità e violenze, e a non ferirli con parole sventurate, che fanno più male delle pietre». Parole durissime, che si scagliano contro l'idea che il terremoto sia una punizione divina e un castigo elargito per riportare i fedeli smarriti sulla retta via. «Piuttosto, ascoltate la loro testimonianza di semplice fiducia nel Signore e di umile speranza nel futuro», ha scritto mons. Napolioni. «Chiamato a custodire il Vangelo e la fede cristiana, chiedo ai tanti credenti che amo e stimo, di proseguire serenamente il proprio cammino. Nulla divida le nostre comunità, specie quando sono nella prova. Tenetevi al riparo da questi sciacallaggi ideologici, di chi mostra purtroppo di non conoscere il vero volto di Dio, rivelato dal Crocifisso Risorto. Solo la tenerezza del Padre, incarnata nella forza della mitezza, potrà forse raggiungere anche il loro cuore indurito, e ricondurlo alla carità e alla vera intelligenza delle cose. Io per questo prego e cerco di vivere», ha concluso il Vescovo di Cremona.

Chi è padre Cavalcoli

  

Sul sito domenicani.it c’è il profilo biografico di padre Giovanni Cavalcoli che è nato a Ravenna il 9 agosto 1941. Si è laureato in filosofia a Bologna nel 1970 sotto la guida di Gianfranco Morra con una tesi dal titolo “La crisi dell’intellettuale nella società moderna”. Entrato nell’Ordine Domenicano nel 1971, è stato ordinato sacerdote nel 1976. Ha insegnato teologia dal 1979 al 1982 presso l’allora Studio Teologico Accademico Bolognese (STAB). Dal 1980 al 1982 ha insegnato psicologia e metafisica presso il Seminario di Ravenna. Ha conseguito la licenza in filosofia nel 1981 e il dottorato in teologia presso la Facoltà Teologica Pontificia “S. Tommaso d’Aquino” di Roma nel l984 sotto la guida di P. Alvaro Huerga, OP, con una tesi dal titolo “Il giudizio per affinità nel dono della sapienza”. Dal 1988 al 1989 ha tenuto corsi sulla Sapienza presso l’Istituto di Magistero “Maria Assunta” di Roma. Dal 1992 è socio della Pontificia Accademia Teologica Romana. Dal 2011 è docente emerito di Teologia Dogmatica nella Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna e di Metafisica nello Studio Filosofico Domenicano di Bologna.

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