Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
venerdì 24 maggio 2024
 
Il Teologo
 

«Comunione eucaristica, perché a Messa si fa distinzione tra buoni e cattivi?»

30/05/2023  «Quando Gesù ha istituito l’Eucarestia ha detto: prendete e mangiatene tutti. Compreso Giuda Iscariota. Sarebbe meglio che durante la Messa tutti i partecipanti ricevessero l’Eucarestia e poi le scelte le faccia Gesù alla fine dei tempi»

Quando Gesù ha istituito l’Eucarestia ha detto: prendete e mangiatene tutti, compreso Giuda Iscariota che l’aveva tradito. Non sarebbe meglio che durante la Messa tutti i partecipanti ricevessero l’Eucarestia e i buoni e i cattivi li deciderà poi Gesù nell’ultimo giorno?

BARTOLO

Il pensiero che Gesù selezioni i buoni e i cattivi “nell’ultimo giorno”, come in una di resa dei conti alla “O.K. Corral”, mi sembra preoccupante e anche un po’ angosciante. Preferisco arrivare davanti a Lui, a tu per tu, con tremore, ma fiducioso nella sua misericordia, anche se il “pass” da lui stabilito (amore e attenzione verso affamati, assetati, stranieri, nudi, malati, carcerati, come ci racconta il capitolo 25 del Vangelo di Matteo) non fosse stato del tutto completato, nonostante il cibo e la bevanda che Egli ci ha donati nell’ultima sua Cena: il suo Corpo e il suo Sangue.

Un dono gratuito che possiamo soltanto accogliere con gratitudine nella Messa che, essendo una realtà di origine divina ma vissuta nel tempo e nello spazio, è passibile di difetti e di aggiustamenti. Ed ecco il tuo interrogativo, condiviso da tanti: era meglio prima o è meglio adesso? “Prima”, pochissimi fedeli si comunicavano, spesso soltanto il celebrante. “Adesso”, si comunicano tutti. Cosa è accaduto?  Prima” ci si era dimenticati del “prendete e mangiate”. Bastava assistere e guardare. “Adesso” si rischia di dimenticare il “questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue”.

A correggere i limiti di “prima” ci ha pensato il concilio Vaticano II. Ricorderà la prima Messa in italiano celebrata dal cardinale Lercaro nel 1953, con grandissimi entusiasmi e altrettante forti polemiche. A correggere l’“adesso” dobbiamo pensarci noi. L’operazione è ardua, ma urgente, perché c’è il rischio che i gesti e i riti della celebrazione mettano in secondo piano l’essenziale: il dono di Gesù, la sua presenza misteriosa, ma reale nel Pane e nel Vino consacrati. Per farla breve: la Messa può scivolare verso un incontro non con Gesù Risorto, ma con gli amici.

Allora, è meglio che durante la Messa tutti i partecipanti ricevano l’Eucaristia oppure che venga raccomandata con insistenza la  Consapevolezza di ciò che si fa? Gesù ha detto: «Prendete, e mangiatene tutti», e ha dato la sua vita, e quindi anche il suo Corpo e il  suo Sangue, proprio per i peccatori, ma per quelli che come il pubblicano nel tempio, riconoscendosi bisognosi di perdono e di misericordia, lo invocano: «O Dio, abbi pietà di me peccatore» (Luca 18,13). Sappiamo benissimo che mentre Gesù diceva: «Va’ e non peccare più», oggi si dice: «Che male c’è? Lo fanno tutti».

La superficialità, la mancanza di senso della responsabilità, il conformismo, come ben sai, non mancano. Non è il caso di incrementarli anche in chiesa. Grazie per avere posto questo problema.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo