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martedì 26 ottobre 2021
 
 

Il viaggio di Amal, storia di un’accoglienza

02/08/2014  Amal è una bambina di quattro anni fuggita in Italia dagli orrori della guera in Siria. Nella scuola Materna Umberto I di Desio, Amal ha trovato calore e accoglienza.

Questa è solo una della tante storie di integrazione riuscita dei 30.000 bambini stranieri nelle scuole dell’infanzia paritaria Fism. Amal è il nome di fantasia di una bambina mora, dagli occhi grandi, immensi. Uno sguardo, quello di Amal, che ha visto la disperazione e la follia dei bombardamenti in Siria, suo paese d’origine, dal quale è stata costretta a fuggire all’età di quattro anni. La zia di Amal, Tesreen, aveva iscritto i suoi figli alla Scuola Materna Umberto I di Desio, in provincia di Monza. E’ stata lei a proporre alla sorella di iscrivere Amal in una scuola FISM. “Per quanto ciò potesse essere funzionale ho sentito forte la necessità di costruire un rapporto con la mamma” dice Biancamaria Girardi, la neo eletta Presidente della FISM “così ho provato a parlare in inglese, due parole dai ricordi di scuola niente di più, ma è stata la scintilla che l’ha coinvolta in un rapporto”.

Quando la mamma di Amal accompagnava lei e i suoi cuginetti a scuola, le maestre cercavano di comunicare anche solo con una parola di inglese, un gesto che parlava di accoglienza e faceva spesso sorridere la donna per la loro incerta padronanza della lingua. In questo modo Amal percepiva il benessere della madre e ne giovava anche il suo inserimento. “Amal era sempre legata all’adulto, alle maestre, e giocava poco con i bambini” – continua Biancamaria Girardi – pur desiderando qualcosa di diverso per lei abbiamo intuito che questa era la sua necessità in quel momento, non abbiamo forzato pur coinvolgendo a volte gli altri bambini nella relazione con noi. Un giorno Amal chiede alla mamma di partecipare ai laboratori di teatro mamma/bambino che si proponevano nella nostra scuola. E’ stata un’esperienza unica e fondamentale per la mamma iniziare a dialogare con altri genitori e quanto più la mamma si coinvolgeva nella relazioni, quanto più era facile per la bambina stare con i coetanei.”

Madre e figlia non sono state mai forzate a parlare della Siria. Il 4 ottobre dell’ultimo anno di scuola di Amal, gli insegnanti hanno organizzato un girotondo della pace al quale hanno invitato a partecipare anche i genitori e i nonni degli alunni che desideravano unirsi ai bambini in questo gioco. Alle famiglie dei bambini stranieri è stato chiesto, se lo desideravano, di cantare il girotondo nella loro lingua. Qual giorno Amal arriva accompagnata dalla zia, perché sua madre nel frattempo aveva trovato lavoro e non poteva partecipare. Il gruppo inizia a girare cantando e dopo poco la zia scoppia a piangere. Tra le lacrime, la donna dice ai bambini che nel suo paese la pace non esiste. Dopo un istante, dal gruppo si alza la voce forte e chiara di uno dei piccoli che chiede cosa è possibile fare. “Io rispondo che possiamo pregare per loro” aggiunge Biancamaria Girardi. A quel punto i compagni di classe di Amal si avvicinano alla zia Tesreen e iniziano a intonare una nenia. Era la preghiera che Amal recitava dopo che la classe aveva pregato e che i bambini avevano imparato da soli a memoria.

La Fism si occupa anche dell’accoglienza dei bambini da 0 a tre anni, con 1400 sezioni di Nidi integrati e Sezioni Primavera. Dalla provincia di Firenze, nel Valdarno, arriva un’altra testimonianza di virtuosa collaborazione tra enti locali, aziende e cooperative sociali e i due asili nido di Cascia e Incisa, che accolgono ogni anno quindici bambini ciascuno, dai 12 ai 36 mesi. “L’esperienza prende il via nel 2009 – afferma Leonardo Alessi, responsabile nazionale Fism per il settore prima infanzia – quando la Banca di Credito Cooperativo locale decide di destinare parte delle sue risorse alla creazione di due Nidi, per i figli dei dipendenti e delle persone persone residenti sul territorio, la cui gestione è affidata a due Cooperative Sociali che provvedono alla formazione costante del personale. In questi cinque anni possiamo dire che i due Nidi sono diventati un punto di riferimento per gli abitanti e le istituzioni del comprensorio”.

 
 
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