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martedì 22 giugno 2021
 
VERSO IL RIENTRO
 

Coppia italiana in India, una gara di solidarietà pone fine all'incubo

07/05/2021  Parenti, amici, famiglie adottive, ma anche cittadini mai conosciuti prima: in poche ore raccolti 140 mila euro per permettere il ritorno a casa, l'8 maggio, di Simonetta Filippini e Enzo Galli su un volo privato dotatto di attrezzature sanitarie e  con personale medico a bordo. I coniugi erano andati a New Delhi per adottare Gemma, ormai stabilmente con loro. La madre s'era ammalata di covid.

Simonetta Filippini e Enzo Galli nel volo d'andata per l'India
Simonetta Filippini e Enzo Galli nel volo d'andata per l'India

Una corsa contro il tempo. Vinta. Una commovente gara di solidarietà che ha visto parenti, famiglie adottive, amici e sconosciuti cittadini raccogliere in poche ore i 140 mila euro necessari a organizzare il volo di rientro su un aereo privato con personale e attrezzature sanitarie.

   È la storia a lieto fine di Simonetta Filippini ed Enzo Galli, andati in India per adottare la piccola Mariam Gemma di appena 2 anni. Nel giro di pochi giorni, però, a causa dell’insorgere del covid contratto dalla donna,  la gioia di poter abbracciare la figlia tanto attesa s’era tramutata in ansia, poi in paura, infine in angoscia. E quello che doveva essere l’evento più bello per una coppia di genitori adottivi stava diventando un incubo. Il volo che li riporterà a casa dall’India partirà  da New Delhi l’8 maggio nel pomeriggio. Anche l’ultima l’autorizzazione  del Ministero della Salute è arrivata.

    «Eravamo disperati», confessa l’uomo. «Se non ci avessero riportato al più presto in Italia, non so come sarebbe andata a finire. Temevo davvero per mia moglie e per la bimba ch’era con me. Gli ospedali sono al collasso, mancano medicinali e ossigeno».

Simonetta ed Enzo, coppia di sposi originaria di Firenze e residente a Campi Bisenzio, erano arrivati a New Delhi, in India, il 19 aprile, per adottare la piccola Mariam Gemma. Il 28 aprile, poco prima della ripartenza per l’Italia, la famiglia era stata sottoposta a tampone e la donna era risultata positiva. Volo negato e avvio delle procedure di controllo. Il tutto in un Paese con le strutture sanitarie in totale crisi a causa della pandemia fuori controllo. La coppia è stata subito divisa.  «Mia moglie è stata ricoverata prima in un ospedale, quindi in un albergo Covid. Le sue condizioni nel frattempo erano peggiorate. Accusava malori e conati di vomito. Il referto delle radiografie confermava un inizio di polmonite bilaterale», spiega il marito.

   Eravamo riusciti a parlare con Enzo due notti fa: «Sono esausto», ci aveva confessato, appena messa a letto la bambina «Non chiudo occhio da giorni. Non ho mai smesso di pensare a nostra figlia e a Simonetta che, per fortuna, è riuscita a connettersi con me via wi-fi, ma anche ottenere il collegamento è stato, a dir poco, complicatissimo. Le condizioni di mia moglie non migliorano».

   Le nostre autorità diplomatiche a New Delhi, in primo luogo il console, nel frattempo si erano messe subito in contatto con i coniugi Galli: «Hanno fatto il possibile per noi e per gli altri italiani bloccati in India», afferma Enzo. «Mia moglie, nel primo ospedale in cui l’avevano condotta, stava in una stanza in cui c’erano altri malati di Covid. Ha visto i cadaveri nei corridoi».

«Sono stato lacerato a lungo da domande angoscianti», dice il papà di Gemma. «Mi chiedevo: fino a quando dovremo rimanere qui? Tra i tempi per i tamponi, le dimissioni, il ricongiungimento familiare, la ricerca del primo volo disponibile, sempre a patto che io e mia figlia nel frattempo non ci si ammalasse, il rischio era che restassimo qui per oltre un mese. E se mi fossi contagiato, poi, a chi sarebbe stata affidata la bimba? Mi dicevano che sarebbero intervenuti i servizi sociali (la bambina è nostra figlia, ma è sempre cittadina indiana) per collocarla nuovamente in un istituto. Capite? Che ne sarebbe stato di lei? Temevo che tutti i nostri sacrifici e le lunghe attese per arrivare alla conclusione dell’adozione potessero finire nel nulla».

   Simonetta ed Enzo, che fanno parte dell’associazione laicale cattolica Rinnovamento nello Spirito, avevano iniziato l’iter adottivo cinque anni fa, prima per un’adozione nazionale, poi per quella internazionale, e si sono affidati all’associazione International adoption di Firenze per l’accompagnamento. «Quando siamo partiti per l’India nessuno ci ha dato indicazioni contrarie per il viaggio. Il lockdown a Delhi è stato dichiarato il 21 del mese scorso e noi ci siamo trovati dentro una tragedia. Per fortuna non siamo stati lasciati soli». E tra poche ore potranno tornare in patria con un aereo di “Volitalia” dotato di spazio di biocontenimento e operatori sanitari per seguire la donna. Oltre all’impegno delle istituzioni in Italia e in India, si è attivata subito una rete di solidiarietà coordinata da un’amica di Simonetta, l’avvocato Elena Rondelli che commenta: «Sono una credente. Nulla è accaduto per caso. Penso di non esagerare parlando di un vero e proprio miracolo».

 

 
 
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