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sabato 17 aprile 2021
 
 

Immigrazione e diritti, convegno a Taormina

04/09/2013  Le avvocature dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a confronto dal 5 al 7 settembre in Sicilia nell'evento organizzato dal Consiglio nazionale forense italiano insieme a quello spagnolo e francese. Il vicepresidente Carlo Vermiglio: «Occorre passare da un sistema che garantisce l'accoglienza ad un sistema che promuove l’integrazione»

I diritti fondamentali delle persone al centro di ogni scelta legislativa e pratica giuridica. Questo il tema al centro della Conferenza internazionale dei presidenti delle avvocature del Mediterraneo “Immigrazione e Tutela Diritti Umani nel Mediterraneo” organizzata a Taormina, il 6 e 7 settembre, dal Consiglio nazionale forense, il Conseil National des barreaux e il Consejo General de la Abogacía Española.

Tantissimi i paesi già accreditati, oltre gli organizzatori: Turchia, Andorra, Serbia, Albania, Romania, Marocco, Grecia, Montenegro, Palestina; anche Messico e Brasile.
«È un appuntamento inaugurato già qualche anno fa», spiega Carlo Vermiglio, vicepresidente del Cnf con delega ai rapporti internazionali. «Lo spirito è quello del confronto tra le avvocature dei Paesi che affacciano sul Mediterraneo, che storicamente funge da collante. Il tema principale è stato sempre quello del rispetto dei diritti umani e fondamentali. Declinato nei suoi vari aspetti. Negli ultimi anni, però, il confronto si è svolto su temi specifici e da qualche tempo la riflessione non poteva non toccare innanzitutto i temi della immigrazione».

Sarà il presidente Guido Alpa ad aprire, venerdì 6, i lavori con la relazione “Le grandi sfide dell’Avvocatura: i diritti fondamentali, la sicurezza pubblica, lo Stato di diritto”. « Questa iniziativa», spiegano dal Conseil National des Barreaux, «è stata progettata dai tre Consigli forensi promotori per offrire un’occasione unica di incontro con i Presidenti dei Consigli Nazionali delle Avvocature del Mediterraneo e per confrontarci su questioni di attualità e d’interesse comune alla professione d’avvocato e promuovere la pratica del diritto nella nostra società».

«I cambiamenti politici ed economici che rigurdano tutti i Paesi sono capaci di compromettere i diritti dei cittadini e dello Stato di Diritto. Al fine di poter lottare per la protezione di questi diritti è fondamentale che gli avvocati e le loro istituzioni siano assolutamente indipendenti e possano esercitare le loro funzioni con libertà assoluta », affermano dal Consejo General de la Abogacia Espanola.

Per info e programma completo: http://www.consiglionazionaleforense.it    

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