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venerdì 03 dicembre 2021
 
Impegno e territorio
 

Impegno sociale e territorio: la birra, nel Salento, si fa per bene

16/06/2017 

Passione, provocazione e tradizione. Ogni birra ha la sua “famiglia”. La passione e la provocazione di Maurizio Zecca che ha voluto produrre la birra nel Salento sfi•dando il cliché di una bevanda d’Oltralpe. La tradizione del papà di Maurizio, Fernando, che nel 1963 scriveva da Fribourg, in Svizzera, dove lavorava da emigrato in un birrifi•cio: «Io lavoro nella fabbrica della birra con mio fratello Romano», raccontava. «Il nostro lavoro è di caricare e scaricare casse di birra piene e vuote». Semplicità, concretezza, sacri•ficio.

Vent’anni dopo quella lettera, Fernando non c’è più e a Maurizio, appena adolescente, tocca prendersi cura della famiglia. Va in Germania e in Svizzera. È “stregato” da quella bevanda a base di acqua, malto d’orzo e luppolo. È il 1985 e Zecca, appena diplomato, fonda l’azienda Mebimport, destinata a diventare leader nel Centrosud nella distribuzione di bevande. Ma i fi•li con le radici sono ancora di là da riannodare. Produrre birra è il suo pallino. «Il ritrovamento della lettera di papà», spiega Maurizio, «è stato quasi un sigillo ai miei sogni». Dalla distribuzione alla produzione, il passo non è scontato. Quest’anno, a marzo, è nata Birrasalento. «Adesso abbiamo in catalogo 7 etichette e produciamo 11 mila bottiglie all’ora. La nostra birra è artigianale e a chilometro zero», spiega Zecca. Accanto alla fabbrica ci sono 20 ettari di orzo coltivati in via sperimentale in collaborazione con i ricercatori dell’Università del Salento.

Due birrai, un ceco e una tedesca, con altri due italiani soppesano gusti e abbinamenti. Il legame con il territorio è vitale. Lo dice il nome, lo dimostra la volontà di devolvere parte degli utili a progetti sociali. Già avviate le pratiche per avere il riconoscimento di Bene•t Corporation; in occasione di “Birra e sound”, il festival d’agosto che richiama a Leverano migliaia di turisti, l’azienda per ogni serata dell’evento ha voluto donare un defibrillatore.

L’anno scorso da sette (uno a serata) si è passati a 12, grazie alla solidarietà di tanti, donati in occasione del Natale a scuole e luoghi di ritrovo per giovani tra le provincie di Lecce e Brindisi. «È stato solo l’inizio», sorride Zecca mentre illustra le sue “creature”: Pizzica, Taranta, Beggia, Agricola, Fresca, Nuda e cruda e Tipa.

 
 
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