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Italia
 

Un'App sul telefonino per aiutare gli immigrati

12/03/2015  Grazie a questo progetto, ideato dal 32enne di origine albanese Bashkim Sejdiu,i residenti stranieri possono ricevere sul cellulare, in otto lingue, tutte le informazioni sulle pratiche burocratiche da espletare nel nostro Paese.

Dal rinnovo del permesso di soggiorno al ricongiungimento familiare, direttamente sul telefonino. Grazie a una applicazione in otto lingue, ora gli stranieri residenti in Italia possono ricevere sul cellulare tutte le informazioni sulle pratiche burocratiche e consolari (come il rinnovo del passaporto) e anche ottenere aggiornamenti sulle norme in materia di immigrazione.  A ideare questa App, chiamata Info Stranieri, è stato Bashkim Sejdiu, albanese di 32 anni, arrivato in Italia, a Varese, ventidue anni fa con la sua famiglia e oggi presidente di "Shqiperia Ime", Albania mia, associazione che riunisce gli albanesi della provincia varesina e che si propone di favorire l'integrazione fra la comunità albanese - circa 12mila persone - e la cittadinanza italiana attraverso varie iniziative, come i corsi sui diritti e doveri del cittadino.

Bashkim Sejdiu è sposato e ha un bambino di 4 mesi, ha ottenuto la cittadinanza italiana nel 2006. A Varese è titolare di un'agenzia che si occupa dell'espletamento delle pratiche degli stranieri.  «Io stesso ho vissuto sulla mia pelle la difficoltà della burocrazia italiana, che è complicata anche per gli italiani, figuriamoci per gli immigrati», spiega. «L'applicazione è pensata per agevolare e snellire il lavoro degli enti e degli uffici ai quali gli immigrati si rivolgono per informazioni e richieste di aiuto nella compilazione dei moduli. Chi, ad esempio, deve fare domanda per un ricongiungimento, attraverso l'App riceve un modulo in pdf precompilato e non deve fare altro che copiarlo». E' un alleggerimento anche per le questure: «Chi è in attesa di rinnovare il permesso di soggiorno riceve sul telefonino in tempo reale l'aggiornamento sullo stato di avanzamento della pratica. E si presenta in questura solo al momento debito, evitando di fare lunghe code per niente».

L'applicazione è stata progettata in otto lingue, sottolinea Sejdiu, non per disincentivare l'uso e l'apprendimento dell'italiano da parte degli immigrati, ma per rendere più agevole e rapida la comprensione di una materia molto complessa e complicata. «L'App è in divenire, abbiamo in mente di creare anche un tasto SOS, da collegare a qualche associazione, per le donne, i bambini e tutte le persone straniere che si trovano in una situazione di difficoltà».   

Info Stranieri - presentato il 9 marzo a Roma alla sala stampa della Camera dei deputati - è un progetto patrocinato dal Parlamento europeo e dal Consolato generale della Repubblica d'Albania a Milano. Bashkim Sejdiu non guarda a se stesso come a un imprenditore. «Il mio scopo è quello di dare un servizio, di offrire un aiuto agli altri immigrati», dice. Eppure, lui è sicuramente un esempio di quell'imprenditoria immigrata che in Italia rappresenta una risorsa in continua crescita, fondamentale per la nostra economia. 


IMPRENDITORI STRANIERI, UNA GRANDE RISORSA

Albanesi, rumeni, marocchini, egiziani, cinesi, bengalesi, senegalesi.  L'imprenditoria immigrata è un mondo variegato, con circa duecento nazionalità rappresentate, concentrate soprattutto al Nord (un quinto si trova in Lombardia), come rilevano i dati della Fondazione Leone Moressa di Mestre. Le imprese straniere rappresentano una realtà fortemente dinamica che, anche di fronte alla crisi, non demordono: gli imprenditori immigrati sono circa 630mila (nel 2014), con un aumento di oltre il 21% negli ultimi cinque anni (mentre quelli italiani sono diminuiti di quasi il 7%). I problemi riscontrati più di frequente nelle loro attività in Italia? L'eccessiva burocrazia, per l'appunto, seguita dal ritardo nei pagamenti e dai problemi di accesso al credito. 

Dal Rapporto Immigrazione e imprenditoria 2014 del Centro studi e Ricerche Idos/Immigrazione Dossier Statistico emerge che il 10% delle imprese straniere è di media grandezza e che le comunità immigrate con maggiore spirito imprenditoriale sono quella marocchina, rumena, cinese e albanese. I settori di maggior interesse sono il commercio e l'edilizia, le province predilette quelle di Roma e Milano. Un dato particolarmente interessante è la crescita costante del coinvolgimento imprenditoriale femminile: alla fine del 2013 quasi un quarto sul totale delle imprese degli stranieri era gestito dalle donne. 

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