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mercoledì 01 dicembre 2021
 
 

In India c'è un'Arca che dà rifugio

03/10/2012  Dopo 18 anni al servizio di clochard, anziani poveri e soli, famiglie indigenti, rifugiati e migranti, Fondazione Progetto Arca si sposta in India per la prima missione internazionale

Per iniziare saranno dodici i giovani disoccupati e senza dimora che troveranno un riparo sicuro nelle stanze di una fattoria all'interno della quale saranno coinvolti anche come lavoratori. Siamo nello stato del Kerala, una delle aree più economicamente sottosviluppate, paesaggisticamente intriganti ed umanamente emozionanti dell'India: è qui, nel villaggio di Attapadi, che Fondazione Progetto Arca, lo scorso giugno, ha posato la prima pietra di una "dairy farm" destinata, il prima possibile, a camminare sulle proprie gambe. La logica della missione, infatti, è creare un luogo, uno spazio, un'attività che non sia espressione di un assistenzialismo fine a se stesso ma il motore per restituire speranza ai giovani ospiti e incentivare la micro economia locale. I lavori, intanto, fervono, perché ci sono da ultimare la stalla, la cisterna dell'acqua, la pompa per il pozzo così da giungere alla fase dell'autosostentamento già nel 2013.

Quella del progetto internazionale è una nuova sfida per la Fondazione che già dal 1994 è impegnata nel sociale, ambito all'interno del quale gestisce strutture e servizi che hanno il fine di dare una risposta concreta ai bisogni sociali delle persone in stato di grave indigenza ed emarginazione. Quotidianamente Progetto Arca offre sostegno a persone senza dimora, persone con problemi di dipendenza, anziani poveri e soli, famiglie sotto la soglia di povertà, rifugiati, persone richiedenti asilo e a tutti coloro che necessitano di un appoggio concreto per uscire dalla loro condizione di povertà e reinserirsi nella vita sociale. Nel 2011 ha assistito più di 11.400 persone, distribuito oltre 200mila pasti, offerto ai poveri più di 37.400 notti al coperto.

 
 
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