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venerdì 03 dicembre 2021
 
ALLARME SOCIALE
 

In Italia aumentano ancora i poveri: "oltre l'ostacolo", l'impegno della Caritas

16/10/2021  Alla vigilia della Giornata della lotta alla povertà (17 ottobre) esce l'ultimo Rapporto Caritas. Nel 2020 (fonte Istat), sono risultati in povertà assoluta oltre due milioni di famiglie, circa 5,6 milioni di poveri assoluti: un milione in più rispetto a prima della pandemia. Peggiorano i dati del Nord. L'anno scorso la rete Caritas (6780 strutture) ha aiutato 1,9 milioni uomini e donne

Aumentano. In Italia cresce il numero di poveri. L'impennata è confermata dalle statistiche. Nel 2020, secondo le stime definitive rilasciate dall’Istat lo scorso giugno, sono risultati in miseria oltre due milioni di famiglie (il 7,7% del totale), per un totale di 5,6 milioni di poveri assoluti (il 9,4% degli individui). Dopo la flessione registrata nel 2019, torna dunque a "graffiare" in modo significativo lo stato di lacerazione economico-sociale nel nostro Paese che conta oggi oltre un milione di poveri assoluti in più rispetto ai mesi precedenti la pandemia. 

L’incidenza delle famiglie in povertà assoluta si conferma più alta nel Mezzogiorno (salita al 9,4%, dall'8,6% del 2019), anche se la crescita più ampia, registrata da un anno all’altro, si colloca nelle regioni del Nord dove la povertà familiare cresce dal 5,8% al 7,6%. Tale dinamica fa sì che se nel 2019 le famiglie povere del nostro Paese erano distribuite quasi in egual misura al Nord (43,4%) e nel Mezzogiorno (42,2%), nel 2020 si giunge rispettivamente al 47% e al 38,6%, con una differenza in valore assoluto di 167mila nuclei. È un forte segnale di cambiamento che costituisce l’esito di un percorso iniziato già da tempo e che partiva dalla situazione inversa; solo tre anni fa, nel rapporto Caritas 2018 denunciavamo come nelle regioni del Mezzogiorno si concentrasse quasi la metà di tutti i poveri d’Italia. Anche passando dalla dimensione familiare a quella individuale il Nord si conferma come la macro-area con il peggioramento più marcato, con un’incidenza di povertà assoluta che passa dal 6,8% al 9,3% (è il Nord-Ovest l’area maggiormente penalizzata, cosa che in qualche modo non stupisce). Sono così oltre 2 milioni 554 mila i poveri assoluti residenti nelle regioni del Nord e 2 milioni 259 mila quelli del Mezzogiorno. Su livelli di fragilità più contenuti si collocano le aree del Centro Italia, che registrano un’incidenza del 6,6%, per un totale di 788 mila poveri assoluti, dato comunque in crescita rispetto al 2019.

 

Non solo dati: in “Oltre l’ostacolo”, il Rapporto della Caritas italiana su povertà ed esclusione sociale, ci sono anche volti e storie. Alla vigilia della Giornata internazionale di lotta alla povertà (istituita dall'Onu nel dicembrfe 1992, si celebra il 17 ottobre), la ricerca si concentra su diverse criticità. Si parte, come detto all'inizio, dalle statistiche ufficiali sulla povertà, fornite dall'Istat e da vari enti, ma si rendono noti e si commentano i dati di fonte ecclesiale, che offrono uno spaccato su chi ha bussato ai Centri della Caritas. Nel 2020, viene specificarto, la rete Caritas in Italia ha complessivamente aiutato 1,9 milioni di persone, una media di 286 individui per ciascuno dei 6.780 servizi promossi o gestiti dallo stesso circuito delle Caritas diocesane e parrocchiali (al cui interno operano oltre 93 mila volontari). Tra questi si contano non solo centri di ascolto, mense o dormitori, ma anche i tanti servizi socio-assistenziali residenziali e non, rivolti a una molteplicità di destinatari (dai minori alle donne in difficoltà, dagli anziani ai disabili, dalle persone con problemi di dipendenze alle vittime dell’usura). Nel Rapportyo si parla anche di fenomeni di sovra-indebitamento.

Senza tacere la crisi del settore turistico, che comprende uno studio su quattro aree di interesse turistico, Assisi, Ischia, Riva del Garda e Venezia; lo scenario economico-finanziario che ci attende per il prossimo futuro; lo stato delle politiche di lotta alla povertà, con particolare riferimento alla revisione del Reddito di Cittadinanza. 

«Come sottolinea il titolo, l’obiettivo è di cogliere e di evidenziare, a partire dalle situazioni e dalle storie incontrate sul territorio, elementi di prospettiva e di speranza», puntualizza il comunicato riassuntivo della Caritas italiana. «Esempi di risposta e resilienza, da parte di tanti attori, pubblici e privati e in particolare delle comunità locali, capaci di farsi carico delle situazioni di marginalità e vulnerabilità affiorate nel corso della pandemia. Tale capacità spesso si è incrociata con le risposte istituzionali offerte a livello nazionale ed europeo, dando luogo ad una serie di triangolazioni positive, che hanno evidenziato l’importanza di lavorare in rete, assumendo responsabilità diverse ma condivise».

 
 
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