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martedì 18 maggio 2021
 
anziani
 

In Italia è l'ora della "silver economy"

23/03/2021  Presentato un progetto di legge per migliorare le condizioni della terza età in Italia, a cura del vicepresidente del Senato Paola Taverna, con la collaborazione di monsignor Vincenzo Paglia. La parola "anziano" anche nella Costituzione

Paola Taverna con Pierpaolo Sileri.
Paola Taverna con Pierpaolo Sileri.

Sono quattordici milioni gli over65, oggi in Italia, e nel giro di pochi anni sorpasseranno gli under25: la piramide demografica è ribaltata, ormai è cosa nota: ci sono più adulti e anziani che ragazzi ad alimentare il ciclo della popolazione. Le ultime rilevazioni Eurostat dicono che il nostro paese, con un 23,2% di popolazione anziana, è il più vecchio in Europa (e al secondo posto nel mondo, dopo il Giappone).

Sono questi numeri incontrovertibili, assieme al bilancio delle vittime del Covid (105mila morti, il 95% con più di 65 anni) che hanno dettato l’iniziativa, promossa dalla vicepresidente del Senato, Paola Taverna, di costituire l’intergruppo parlamentare “Longevità, prospettive socio-economiche” e di rilanciare due disegni di legge dedicati al tema degli anziani in Italia.

I disegni di legge mirano, il primo, a dare espressa tutela costituzionale alle persone anziane, citandole all’interno dell’art.31 della Costituzione che attualmente riconosce sostegno e protezione alle famiglie numerose, alla maternità e alla gioventù. “Il testo riflette l’epoca in cui è stato scritto, un tempo in cui il tessuto sociale era completamente differente”, ha spiegato la senatrice. «Oggi, di fronte a un diverso scenario, è necessario ricordare e tutelare questa fascia di popolazione, affinché possa restare attiva e integrata nella società». La seconda proposta di legge prevede invece una delega per una riforma strutturale delle norme che garantisca supporto e partecipazione degli anziani, che oggi rappresentano una categoria “fragile” ma allo stesso tempo fondamentale: basta pensare, ha ricordato la vicepresidente del Senato, al fatto che sostengono il benessere familiare accudendo i nipotini (il 40% dei genitori italiani sceglie i nonni invece del nido; il bonus baby sitter emesso durante la pandemia è andato, per il 70%, a ultrasessantenni che evidentemente hanno accudito i piccoli di famiglia nell’emergenza) e spesso contribuiscono ai bilanci delle famiglie (7 milioni e mezzo di anziani erogano denaro a figli e nipoti, 1 milione e 700mila in modo regolare).

Paola Taverna ha presentato l’intergruppo durante una conferenza stampa, questa mattina a Palazzo Madama, a cui sono intervenuti anche il vicepresidente del Parlamento Europeo, Fabio Massimo Castaldo, il sottosegretario alla Salute Massimo Sileri, monsignor Vincenzo Paglia (in qualità di presidente della Commissione per la riforma dell’assistenza agli anziani) e Roberto Messina, presidente Senior Italia Federanziani.

La parola chiave, hanno sottolineato i relatori, è “longevità”, come espressione di una dimensione vitale che può continuare ancora per molto tempo a contribuire al benessere generale; fondare un patto tra le generazioni; creare un mercato, una “silver economy”, capace di creare lavoro nei prossimi anni (riguardo a questo, il presidente Federanziani Roberto Messina ha snocciolato numeri più che significativi: l’economia che gira intorno ai bisogni degli anziani in Europa ha un valore di 4 miliardi e 200 milioni di euro e può generare, nei prossimi anni, oltre 100 milioni di posti di lavoro).

E mentre il vicepresidente del Parlamento Europeo Castaldo ha ricordato quanto la questione longevità sia cruciale anche per l’Unione Europea (ricordiamo che la UE ha aperto un confronto pubblico che si chiuderà il 21 aprile - https://population-europe.eu/news/european-commission-seeking-feedback-green-paper-about-ageing - con i cittadini, le istituzioni e le associazioni sul Libro Verde sull'Invecchiamento della popolazione - https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/1_en_act_part1_v8_0.pdf ), il sottosegretario Sileri ha sottolineato quanto sia cruciale, in questo momento, intraprendere riforme strutturali e concrete che garantiscano, a livello sanitario, degli standard di prevenzione e tutela dei pazienti anziani.

«Per la prima volta nella storia umana coesistono ben quattro generazioni», ha sottolineato monsignor Paglia. «E’ necessario che dialoghino tra loro, che si aiutino l’un l’altra, perché se è vero che siamo il Paese più anziano, non possiamo dire oggi che siamo il Paese in cui si invecchia meglio». Rispetto ai lavori della Commissione per la riforma dell’assistenza agli anziani che presiede, monsignor Paglia ha spiegato l’attenzione ai profili giuridici (con una Carta dei diritti degli anziani insieme ai doveri della società) e in particolare alle proposte di riforma in ambito sanitario, che passino dall’attivazione di un’Assistenza Domiciliare Integrata e Continuativa, lo sviluppo di Centri Diurni e di Servizi di Prossimità nei quartieri. «Non si muore solo di Covid, ma anche di solitudine», ha sottolineato Mons.Paglia. «Una società che favorisce l’incontro tra le generazioni, che previene il peggioramento delle condizioni di salute, che sa accogliere, è davvero degna del suo nome, cioè umana».

 
 
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