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martedì 26 ottobre 2021
 
Riconoscimenti
 

In memoria di don Andrea Santoro

27/10/2019  Istituito un premio per ricordare il sacerdote ucciso in Turchia con la Bibbia in mano. I primi riconoscimenti ai coniugi romani Isabella e Luigi Bencetti, a lungo impegnati in Perú, alle suore Anna Bacchion e Marzia Feurra, missionarie a Djibuti, a padre Sebastiano D'Ambra, missionario del Pime nelle Filippine e alla Comunità Missionaria Intercongregazionale di Haiti.

Un premio per tenere viva la memoria e per ricordare il sacrificio di don Andrea Santoro, il sacerdote missionario romano assassinato in chiesa nel 2006 in Turchia da estremisti islamici mentre pregava con la Bibbia in mano. La prima edizione – benedetta da papa Francesco - è stata celebrata nell'Aula della Conciliazione del Palazzo Apostolico Lateranense a Roma, e significativamente sono stati insigniti religiosi, religiose e istituzioni ecclesiastioche che, sull'esempio di don Santoro – nato a Priverno, in provincia di Latina, il 7 settembre 1945 -, dedicano la loro vita al dialogo interreligioso e al servizio dei più poveri in terre di missioni in varie parti del mondo. I premiati sono stati i coniugi Isabella e Luigi Bencetti – scomparso qualche anno fa - a lungo impegnati in Perú; suor Anna Bacchion e suor Marzia Feurra, missionarie della Consolata a Djibuti; padre Sebastiano D'Ambra, missionario del Pime nelle Filippine; la Comunità Missionaria Intercongregazionale di Haiti. A consegnare il riconoscimento intitolato al sacerdote fidei donum assassinato a Trabzon in Turchia il 5 febbraio del 2006 è stato il vescovo ausiliare
Gianpiero Palmieri, incaricato per la cooperazione missionaria tra le Chiese nella diocesi di Roma.
Luigi e Isabella Bencetti sono due coniugi romani. Ordinato diacono permanente nella parrocchia dei Santi Protomartiri, Luigi insieme alla moglie ha prestato servizio a Carabayllo, in Perú, dal 2001 al 2007, "abitando in una piccola casa con annessa cappellina dedicata alla Vergine di Loreto", - racconta don Michele Caiafa, addetto del Centro per la cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi romana. “Hanno servito circa 40mila persone residenti in modo stabile nella più assoluta precarietà non solo economica, ma anche di ogni genere di servizi essenziali". Grazie al loro esempio, in seguito nel Paese latinoamericano hanno svolto attività missionaria anche altri diacon permanenti con le loro mogli della diocesi di Roma, insieme a tanti giovani provenienti soprattutto
dalla parrocchia dei coniugi Bencetti che, però, nel 2007, sono stati costretti a rientrare in Italia a causa di problemi di salute di Luigi, che morira; l'anno successivo.
Premiate anche due religiose, suor Marzia Feurra e suor Anna Bacchion della congregazione delle Missionarie della Consolata, che da anni risiedono ad Ali Sabieh, in Africa, impegnate nel campo sanitario, nella scuola, nel servizio ai disabili e nella promozione della donna. Suor Marzia, classe 1938, per quarant'anni ha vissuto in Somalia, fino al 2007. "Nel 1998 venne rapita - ricorda ancora don Caiafa- e, a testimonianza dell'amore del popolo verso di lei e le altre sorelle, furono le donne di Mogadiscio, circondando la casa in cui era trattenuta, a costringere i rapitori a rilasciarla con un sit-in pacifico". Suor Anna invece prestava servizio in Libia, e fu destinata a Djibouti nel
2004. Padre Sebastiano D'Ambra risidde nelle Filippine dal 1977, nell'isola di Mindanao, "caratterizzata da una forte presenza musulmana - sottolineano al Centro missionario diocesano - La zona da lungo tempo è lacerata da tensioni con il governo centrale, da attentati terroristici, rappresaglie e forme di guerriglia". Padre D'Ambra, fin dal suo arrivo, si è; occupato non solo della comunità; cristiana locale, ma ha anche cercato di inserirsi nell'ambiente musulmano. Nel maggio 1984 ha dato vita al movimento di dialogo islamico-cristiano Silsilah (catena), da cui è scaturita la Comunità Emmaus, un piccolo gruppo di "laiche consacrate", riconosciuto dalla diocesi nel 1997, con il carisma specifico del dialogo con l'Islam. Padre D'Ambra, già segretario della Commissione episcopale per il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale filippina, è stato recentemente riconfermato  nell'incarico, sia per la sua esperienza che per la sua autorevolezza in materia. Dalle Filippine ad Haiti: è qui che dal 2010 opera la Comunità Missionaria Intercongregazionale (Cim), nata per rispondere alle sofferenze della popolazione dopo il terremoto del 12 gennaio di quell'anno.
Attualmente la comunità è formata da una sorella missionaria comboniana, una mercedaria e una sorella della congregazione messicana Maestre cattoliche.

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