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domenica 14 agosto 2022
 
 

In silenzio, per gli altri

29/11/2010  Torino premia dieci volontari segnalati dalle associazioni nel 2010. Un modo per dire grazie a quanti s'impegnano a favore di chi fa fatica. Sottolineandone il ruolo sociale.

Conforta scoprire che esistono. Sono persone disposte a dedicare parte della propria vita a chi è bisognoso, lontano da applausi e riflettori. Torino ne ha voluto premiare dieci, dieci volontari segnalati dalle associazioni aderenti al Consiglio dei seniores. A loro  è stato consegnato il premio "In silenzio per gli altri". Alla cerimonia erano presenti la vicepresidente del Consiglio dei seniores, Margherita De Andreis, il vicepresidente del Consiglio comunale Ferdinando Ventriglia e l'Assessore alla famiglia, alla salute e alle politiche sociali del Comune di Torino, Marco Borgione.

   Giunto alla nona edizione, il premio nasce dalla volontà di sostenere l'operato di chi si prende cura del prossimo in modo spontaneo e gratuito, senza ottenere  in cambio visibilità. E' il caso di Anna Maria Faletto, segnalata dall'Associazione volontariato cottolenghino (Avc). Nata nel 1947, di professione bancaria, a partire dagli anni Ottanta Anna Maria ha cominciato a fare la volontaria presso la Piccola casa della Divina Provvidenza, più nota in città e fuori  con il nome del suo fondatore, il Cottolengo. Lì ha aiutato i bambini disabili. Una volta libera da impegni lavorativi, s'è dedicata a tempo pieno al volontariato, spinta dal desiderio di restituire qualcosa di ciò che la vita le aveva donato. Impegnata per otto mesi in una missione in America Latina, è venuta a contatto con la povertà e la difficile realtà di quelle terre. Attualmente, per conto dell'Avc divide le sue giornate fra il centro di ascolto, la comunità di  recupero tossicodipendenti e la cura delle suore anziane. E' la sua grande dedizione, la disponibilità nell'aiutare il prossimo, unita a garbo e modi gentili, a renderla per coloro che la contattano non soltanto un'amica, ma una vera e propria persona di famiglia.

    Non meno esemplare è la storia di Mario De Vito, segnalato dalla Pastorale per gli anziani e i pensionati dell'arcidiocesi di Torino. Classe 1930, negli anni Cinquanta - tramite concorso - è diventato vigile urbano. Questa professione gli ha permesso di venire a contatto con una serie di realtà, destinate a caratterizzare il suo impegno futuro: quella del gruppo vigili barellieri e quella del gruppo della San Vincenzo per l'assistenza ai giostrai. Avvertendo la necessità di accrescere la sua dimensione spirituale, e il suo impegno nella Chiesa, Mario ha intrapreso un percorso di formazione che lo ha portato nel 1980 a essere ordinato diacono permanente. Responsabile per vent'anni del centro di ascolto Caritas "Le due Tuniche", De Vito è entrato in contatto con differenti situazioni di disagio, conoscendo così la Torino dei poveri e degli immigrati. Il suo impegno attuale, sempre nell'ambito della Caritas diocesana, lo porta ad occuparsi delle cosiddette "nuove povertà", offrendo agli indigenti non soltanto ascolto, ma un aiuto concreto.

    Gli altri otto premiati sono stati Cesare Cauda per l'Associazione italiana trapiantati di fegato, Marcello Cossu per l'Istituzione torinese per l'educazione responsabile, Rosanna Moda per l'Associazione volontari ospedalieri, Attilio Mercalli per l' Associazione manageritalia Torino, Adriana Tricotti per Teknotre-Istituto cultura, Giovanni Battista Brusa per la Consulta anziani della Circoscrizione 5, di Torino Renato De Giorgio per l'Associazione Ugaf (seniores Fiat) e Luisa Cicchelli per l'Associazione gruppo anziani S. Rivetti (ex Gft, Gruppo finanziario tessile).


 
 
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