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In tempo di crisi, l'amore trionfa

13/02/2015  Sempre più sentita tra i giovani la festa di San Valentino. In temnpo di difficoltà economiche, essere innamorati è un punto fermo. A volte l'unico, tra precariato e lavoro che non arriva. Per lo stesso motivo, la crisi, il 14 febbraio è diventato una grande occasione commerciale per aziende e negozianti. Tra decori ed eventi, quasi da fare impallidire il Natale.

Cuori giganti si rincorrono da un tetto all’altro di via Montenapoleone, la strada dello shopping firmato milanese. Gattini e cagnolini affettuosi si scambiano anelli e gioielli nelle vetrine di Tiffany & Co, mentre Giorgio Armani con la sua linea Dolci ha pensato a cioccolatini a cuoricino con stagnola rosso passione. Rossa anche la confezione. E così hanno fatto Lindt e Caffarel, mentre molte vetrine di pasticceria italiane mettono in mostra torte (meglio se al cioccolato o alle fragole) dal sapore romantico.

E i soliti Baci Perugina sfoggiano i tradizionali bigliettini con le frasi d’amore addirittura firmate dal cantante Tiziano Ferro.

La nostra impressione è che mai come quest’anno San Valentino sia sentito nel nostro Paese.  Una ricorrenza in fondo tutta anglosassone: i primi a commercializzare prodotti per gli innamorati e ancor prima i “Valentine”, i bigliettini d’amore da scambiare, sono stati gli americani.

 Il 14 febbraio ha quasi scalzato dal calendario degli italiani persino Carnevale, festa molto più legata alle nostre tradizioni. Del resto, in tempo di crisi, che dire? Che tra i giovani e non solo l’amore trionfa nonostante tutto, anche se ci sono meno soldi e il posto di lavoro è a rischio o non arriva affatto. Forse,  essere innamorati è oggi più che mai l’unico punto fermo. Da ricordare ogni giorno, ma anche da festeggiare un paio di volte all’anno. Per l’anniversario del primo bacio, del fidanzamento o delle nozze. E per l’appunto,  per San Valentino.

E diciamo pure che a Carnevale i commercianti, tranne forse quelli di Viareggio o di Venezia, hanno poco in più da guadagnare: vendere un piatto di chiacchiere, un vassoio di tortelli o di frappe ...  Se si è dei pasticceri più creativi si possono produrre e vendere dei biscotti colorati a forma di mascherina. E poi c’è il piccolo mercato dei costumi, soprattutto, per i bambini piccoli. Ma spesso, con la crisi, le mamme sono tornate in questo caso a un più divertente fai-da-te.


A San Valentino, invece, le proposte commerciali sono infinite. Dal pacchetto alle terme alla cenetta romantica al grand hotel di Cortina o in riva al mare a Portofino. L’anello è un classico e magari san Valentino diventa il momento per rinnovare una promessa o un giuramento.  E così anche ciondoli e orecchini a forma di cuore. E poi ci sono i pupazzi, da Topolino alla Pantera Rosa che tengono un cuore di stoffa in mano, per i più coccolosi.

Ognuno ha i suoi gusti. Così, per chi vive di commercio non è da sottovalutare la possibilità di vendere un oggetto che diventerà un regalo gradito e azzeccato per qualcuno. Produttori e negozianti devono fare anche loro, ahimé, fronte alla crisi. A una clientela sempre più scarsa e sempre più parsimoniosa. Toccare le corde del cuore, anche con una vetrina ad hoc, diventa una carta da giocare.

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