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giovedì 22 aprile 2021
 
rassegna
 

In viaggio con la mente oltre i confini delle nostre case: torna il cinema del mondo

19/03/2021  Dal 20 al 28 marzo si svolge la trentesima edizione del Festival del cinema africano, d'Asia e America latina, quest'anno in una edizione online a causa della pandemia: un programma di 50 film, incontri con gli autori, eventi speciali e una nuova sezione dedicata alle produzioni al femminile. Il messaggio dell'Arcidiocesi di Milano agli operatori del Festival

a cura di Giulia Cerqueti

 

(Foto sopra: il film "Le rêve de Noura" di Hinde Boujemaa, regista belgo-tunisina)

Il cinema dell'Africa e del mondo torna a Milano e nel resto d'Italia. Il Festival del cinema africano, d’Asia e America latina, che celebra trent'anni, quest'anno si svolge in una edizione interamente online, a causa della pandemia del Covid-19 che lo scorso anno ha costretto l’organizzazione ad annullare la rassegna. Nata nel 1991 grazie a un’iniziativa del Coe-Associazione Centro orientamento educativo, la rassegna è diventata un appuntamento centrale del panorama nazionale per promuovere l'educazione interculturale attraverso la conoscenza delle cinematografie, delle espressioni artistiche e della creatività degli altri continenti, proponendo titoli che difficilmente raggiungono le nostre sale cinematografiche e i nostri festival, con particolare attenzione per le produzioni delle nuove generazioni. Quest’anno la rassegna - sempre sotto la direzione artistica di Annamaria Gallone e Alessandra Speciale - parte il 20 marzo e si conclude il 28 con lo slogan “Mworld from A to Zebra" (la zebra prismatica è il simbolo del festival): nove giorni di proiezioni sulla piattaforma www.mymovies.it (con sottoscrizione di un abbonamento) alla quale si aggiungono, come di tradizione, gli incontri con gli autori e gli eventi speciali che si possono seguire gratuitamente via Zoom e attraverso i canali social (tutte le informazioni si trobano sul sito www.fescaaal.org). 

Sabato 20 si comincia con il fim di apertura La nuit des rois del regista franco-ivoriano Philippe Lacôte, uno dei titoli più significativi dell’Africa sub-sahariana dell’ultimo decennio, premiato fra l'altro all'International film festival di Rotterdam lo scorso febbraio. Si prosegue nei giorni seguenti con un programma di cinquanta film - tra cui 22 prime italiane, 3 prime europee e una prima mondiale - frutto di una selezione su 600 titoli presentati. Tra le varie sezioni del festival, l’interessante novità di quest’anno è la sezione speciale “Donne sull’orlo di cambiare il mondo”: un programma di film di registe che provengono da Marocco, Tunisia, Arabia Saudita, Corea del Sud e Cile, e una tavola rotonda per riflettere sul ruolo sociale del cinema al femminile nel promuovere un cambiamento di mentalità e una cultura della parità di genere, abbattendo stereotipi e preconcetti. Come spiegano dal Festival, nel cinema indipendente sempre più spesso sono le donne le vere protagoniste che denunciano le varie forme di oppressione e si fanno portavoce del cambiamento sociale. Fra gli eventi speciali, particolare attenzione merita la tavola rotonda “Africa talks” che quest’anno torna con il titolo “Cityscapes: le trasformazioni dell’Africa urbana”, il 21 marzo alle ore 18 su Zoom, organizzato in collaborazione con Fondazione EDU: un dibattito incentrato sui grandi cambiamenti delle città africane, che permettono di leggere e interpretare il cammino dell’Africa, continente in costante movimento, oltre i cliché e i luoghi comuni. Tra i relatori, Yvonne Aki-Sawyerr Obe, sindaca di Freetown, capitale della Sierra Leone, inserita dalla Bbc nella lista delle 100 donne più influenti nel 2020, che parlerà in della transizione ambientale di questa metropoli in rapida crescita e sviluppo. 

Il Festival del cinema africano, d’Asia e America latina sarà affiancato anche quest’anno dal MiWorld Young Film Festival - MiWY, l'unico festival di cinema per le scuole in Italia interamente dedicato alle cinematografie e culture di Africa, Asia e America Latina e all'educazione interculturale. La seconda edizione della rassegna si terrà online sulla piattaforma MyMovies.it dal 15 al 28 marzo.

L’importanza del Festival del cinema africano d’Asia e America latina come strumento di arricchimento culturale è riconosciuta e sottolineata anche dall’Arcidiocesi di Milano che, attraverso un messaggio di don Gianluca Bernardini, referente per il cinema e il teatro della Diocesi di Milano e presidente Acec (Associazione cattolica esercenti cinema), riconferma anche quest’anno il sostegno alla rassegna. «Chiusi nelle nostre case abbiamo ridotto i confini», si legge nella dichiarazione di don Bernardini. «Il metro di misura della vita è diventato il solo benessere del singolo, in una visione miope del senso della vita. Il lavoro degli operatori culturali che hanno dato vita al Festival, ribalta la prospettiva. La limitazione dello svolgimento online diventa nelle vostre mani un’occasione per azzerare le barriere dello spazio. Proprio nello spirito dei film proposti, noi spettatori siamo chiamati a viaggiare con la mente oltre le nostre case e oltre noi. Consapevoli che solo dall’incontro con la diversità ci si possa arricchire umanamente». E un pensiero particolare al tema dell’educazione interculturale: «Oggi, in questa trentesima edizione, prende la forma di un importante seme per le nuove generazioni (a cui è anche dedicata una sezione del Festival). Il nostro compito sarà quello di farlo fiorire in favore di una cultura più inclusiva, che sappia abbracciare la complessità e la diversità del mondo. Come Diocesi di Milano, città cosmopolita spesso vittima dei suoi ritmi frenetici, siamo sovente alla ricerca di momenti e occhi nuovi per guardare il presente. Riteniamo quindi che occasioni di comunione come queste, caratterizzate da una sempre alta qualità realizzativa, siano il punto fermo da cui ripartire. L’arte che voi proponete, gli ospiti, gli incontri, ci possono aiutare a ripensare il tessuto urbano, la qualità delle nostre relazioni e del nostro vivere, ad “allontanarci” dal qui e ora, per ritrovare noi stessi».

 
 
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