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venerdì 30 luglio 2021
 
la storia
 

In viaggio nei luoghi della tregua di Natale

25/12/2020  Nel libro "1914. Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale" (Edizioni Ares) Antonio Besana racconta il suo viaggio-inchiesta nei luoghi della Grande Guerra, da Verdun a La Somme, dal Crinale di Vimy al saliente di Ypres, dove il 25 dicembre 1914 accadde un “miracolo” di fraternità

La copertina del libro di Antonio Besana
La copertina del libro di Antonio Besana

Qualche anno fa in Gran Bretagna uno spot natalizio della catena di supermercati Sainsbury scatenò un putiferio. Il motivo? Aver sfruttato a fini commerciali una delle memorie più sacre e care della Prima Guerra Mondiale, la cosiddetta “tregua di Natale” del 1914 tra inglesi e tedeschi. Un’iniziativa nata dal basso, dai soldati in trincea, che il 25 dicembre 1914 uscirono allo scoperto in alcune zone del fronte occidentale per andare a salutare e fare gli auguri ai “nemici” senza che ci fosse il via libera da parte dei superiori. Anzi, quando la notizia si diffuse grazie alle lettere che i soldati inviavano alle famiglie, i vertici militari di entrambi i fronti decisero di proibire iniziative del genere. Addirittura, il generale Horace Smith Dorrien, comandante del secondo corpo d’armata della Bef, la forza di spedizione britannica in Francia, arrivò a minacciare la Corte Marziale per chi si fosse reso colpevole di fraternizzazione.

La “tregua di Natale” trascolorò ben presto nel mito, reso possibile anche dal fatto che gli europei, anni dopo, considerarono la Grande Guerra per quella che fu: un massacro insensato capace in pochi anni di spazzare via un’intera generazione. Uno dei testimoni oculari di quegli eventi è stato il caporale Leon Harris del 13esimo battaglione del London Regiment in una lettera scritta ai genitori che stavano a Exeter: «È stato il Natale più meraviglioso che io abbia mai passato. Eravamo in trincea la vigilia di Natale e verso le otto e mezzo di sera il fuoco era quasi cessato. Poi i tedeschi hanno cominciato a urlarci gli auguri di buon Natale e a mettere sui parapetti delle trincee un sacco di alberi di Natale con centinaia di candele. Alcuni dei nostri si sono incontrati con loro a metà strada e gli ufficiali hanno concordato una tregua fino alla mezzanotte di Natale. Invece poi la tregua è andata avanti fino alla mezzanotte del 26, siamo tutti usciti dai ricoveri, ci siamo incontrati con i tedeschi nella terra di nessuno e ci siamo scambiati souvenir, bottoni, tabacco e sigarette. Parecchi di loro parlavano inglese. Grandi falò sono rimasti accesi tutta la notte e abbiamo cantato le carole. È stato un momento meraviglioso e il tempo era splendido, sia la vigilia che il giorno di Natale, freddo e con le notti brillanti per la luna e le stelle».

Un abbraccio di fraternità nella crudeltà della guerra. Insomma, una storia affascinante, degna di un romanzo o di un film.

Quell’evento ha colpito a lungo il cuore e l’immaginazione di Antonio Besana, classe 1955, appassionato di storia militare, docente al MIMM (Master di International Marketing Management) dell’Università Cattolica di Milano, collaboratore con il dipartimento di Statistica dell’Università di Padova. Per quasi quarant’anni ha lavorato in aziende multinazionali di ricerche di mercato ricoprendo posizioni manageriali.

Andato in pensione, ha potuto dedicarsi a quell’evento andando da cronista sui luoghi dove accadde. Ne è nato un bel libro 1914. Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale – Viaggio sui campi di battaglia della Tregua di Natale (Ares, pp. 320, € 15). «Questo libro», scrive l’autore, «è la storia di un viaggio fatto nel 2015, alla ricerca del luogo della tregua, una sorta di pellegrinaggio storico sui campi di battaglia del Fronte occidentale che ha toccato le località dove si sono svolte alcune delle principali battaglie: Verdun, La Somme, il Crinale di Vimy, il saliente di Ypres. È stata l’occasione per riprendere e approfondire le vicende su cui già nel 2009 avevo pubblicato in proprio un libretto, per cercare di ricostruirne gli accadimenti nel modo più preciso possibile, con l’intento di diffonderne la conoscenza, preservarne il ricordo e condividere quello che avevo appreso. Il viaggio in questi luoghi mi ha reso più consapevole dell’importanza che le notizie storiche vengano verificate, e che ogni affermazione sia accuratamente documentata. Ho cercato di farlo al meglio delle mie possibilità, correggendo ove necessario alcune mie affermazioni precedenti. Ho raccolto e analizzato un gran numero di documenti traducendo personalmente tutti i materiali in lingua inglese citati in questo volume (citazioni, lettere, diari, eccetera)».

Nel libro, Besana svolge un’indagine a tutto tondo su quell’avvenimento e sul suo contesto, quel saliente belga di Ypres tristemente noto per le sue sanguinose battaglie marchiate dall’uso del gas. In secondo luogo, è una narrazione avvincente, che parte dal basso, cioè dai resoconti spontanei dei soldati stupefatti per quanto accadde in quel terribile contesto di fango, gelo e fuoco. La voce di quei soldati continua a parlarci intatta da oltre un secolo di distanza grazie alle lettere, alle interviste dell’epoca e al ricchissimo materiale ritrovato dall’autore nei musei di guerra di mezza Europa. Infine, Besana arricchisce la cronaca del viaggio sul filo della memoria con la mappa dei luoghi, le fotografie, le canzoni, la filmografia, la sitografia, perfino l’elenco delle app che aiutano a orientarsi tra le linee di quello che fu il Fronte occidentale della Grande guerra: un omaggio al cuore dell’uomo con le armi pacifiche della memoria e della cultura.

1914. Qualcosa di nuovo sul Fronte occidentale. Viaggio sui campi di battaglia della Tregua di Natale

€ 15,00 € 14,25 -5% Editore: Ares Collana: Faretra Pubblicazione: 30/10/2020 Pagine: 320 Formato: Libro in brossura ISBN: 9788881559794 La «Tregua di Natale» del 1914 è un episodio straordinario della Prima guerra mondiale: soldati dalle contrapposte trincee misero da parte le armi, si incontrarono nella terra di nessuno scambiandosi doni, emozioni e persino indirizzi. Forse giocarono anche una partita a pallone. Decisero che in quelle ore non si sarebbe più sparato. Questo libro ha due pregi. Anzitutto, è un'indagine a tutto tondo su quell'avvenimento e sul suo contesto, quel saliente belga di Ypres tristemente noto per le sue sanguinose battaglie marchiate dall'uso del gas. In secondo luogo, è una narrazione avvincente, che parte dal basso, cioè dai resoconti spontanei dei soldati stupefatti per quanto accadde in quel terribile contesto di fango, gelo e fuoco.

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