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martedì 30 novembre 2021
 
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In vista della meta, e già pronti a ripartire

30/04/2015  Quarto giorno di navigazione – I Lupi d'Amare lasciano Cala Galera. Navigazione sotto costa e arrivo a Castiglione della Pescaia, con calorosa accoglienza e cena “pantagruelica”. È l’ultima sera del tour: domani si conclude la crociera. Il bilancio? Lo fa Lucio Deretti, accompagnatore dei sei giovani neovelisti: «L’idea di far partecipare dei giovani affetti da autismo a gite in barca sembrava un azzardo. Il risultato positivo per i ragazzi, invece, dimostra che si può fare molto di più». I ragazzi sono pronti a ripartire.

Cala Galera, sita a Porto Ercole, sul promontorio dell'Argentario ci saluta con una foschia umida. Sappiamo però, grazie al nostro capitano Niccolò Barro, di Sportaction, che questo apparente brutto tempo è dovuto all'umidità e al calore del sole.

Ci aspetta la navigazione sotto costa, in direzione Castiglione della Pescaia, e una volta in mare le previsioni del capitano sono di buon vento, sole e mare calmo. Dopo le manovre di uscita dal porto, eseguite da tutti noi ormai con crescente confidenza, ci spingiamo a motore fino a prendere il vento, che ci porterà mollemente verso nord per tutta la mattina, permettendoci un pranzo in navigazione tranquillo e goduto al caldo del sole.

Montato il gennaker di nuovo, grazie alla nostra andatura con il vento in poppa siamo arrivati a Castiglione della Pescaia verso le 18, accolti dagli ormeggiatori con calore ed entusiasmo. Doccia e cena pantagruelica a base di cotolette e insalata, bruschette e pomodori. La sera, non ancora stanchi per la giornata, abbiamo visitato il centro di Castiglione, dove un meritato gelato ha concluso la nostra quarta giornata di navigazione.

Domani ci aspetta l'ultima tappa: che suggellerà il termine della nostra seconda avventura in mare.

Ragazzi in gamba, all'altezza della situazione

L’avventura giunge al termine, confermando, se ce n’era ancora bisogno, di come un’idea che sembrava rischiosa si sia trasformata, al contrario, in una grande occasione per ragazzi che si sono dimostrati all’altezza della situazione.

«È la conferma», dice Lucio Deretti, accompagnatore dei sei “provetti marinai”, «che spesso ci basiamo solo sulle abitudini consolidate piuttosto che sulla novità. L’autismo è ancora un pianeta per molti aspetti tutto da scoprire. Quando abbiamo lanciato l’idea di far partecipare dei giovani affetti da autismo a gite in barca sembrava un azzardo. Il risultato positivo per i ragazzi, invece, dimostra che si può fare molto di più. Per loro l’esperienza era sulla carta difficile: ritmi diversi dal consueto; una realtà, quella dell’acqua, che non conoscevano e che spesso è difficile anche per i più fortunati; nuove regole da rispettare; un nuovo mondo, insomma, da scoprire e vivere. Ebbene, tutto questo non solo ha avuto risultati positivi, ma ha dimostrato che in certi casi specifici può portare dei miglioramenti, momentanei o meno non importa, nella capacità di reagire alle novità. Il nostro può essere, dunque, un invito a percorrere strade nuove con questi ragazzi, che hanno bisogno di sentire la nostra fiducia in loro».

E i lupi d’amare, appena sbarcati, si dicono già pronti alla prossima esperienza.

Manuel Gandin

 
 
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