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giovedì 26 maggio 2022
 
Sicuri in auto
 

Incidenti stradali, l'esperto dell'Aci: "La distrazione è il primo fattore di rischio"

09/01/2020  Di fronte al susseguirsi di notizie di incidenti stradali con esiti tragici, da corso Francia alle Valle Aurina, Enrico Pagliari, ingegnere, capo dell'area tecnica dell'Aci, ci aiuta a capire quali sono i comportamenti sbagliati e le cose che servirebbero per ridurre i pericoli: «Niente cellulari, cinture anche dietro e formazione continua».

La sicurezza in strada è un obiettivo che fatichiamo a raggiungere, la cronaca ci restituisce dettagli di incidenti in cui pesano tanti fattori. Abbiamo chiesto a Enrico Pagliari, ingegnere coordinatore dell’Area tecnica dell’Automobile Club d’Italia (Aci) di aiutarci a capire pericoli e strategie di prevenzione.

Quali sono le principali cause di incidente in auto?

«Ne sottolineerei quattro. Al primo posto c’è la distrazione, concausa di tutti gli incidenti. Il telefonino la aumenta molto, come del resto certi comandi dell’auto che collegano sul display funzioni dello smartphone. Al secondo posto il mancato uso delle cinture di sicurezza, soprattutto tra i ragazzi».

Nonostante il cicalino che suona?

«Trovano il modo di farlo tacere, sottovalutando i rischi. Il lenzuolo per terra sulla strada – a meno che la vittima non sia a piedi o su due ruote – indica il fatto che una persona è morta sbalzata fuori dall’abitacolo. Non avere le cinture vuol dire sbattere contro le parti dure dell’auto e i medici ci dicono che negli incidenti si rischia la vita per la rottura di arterie a livello del bacino o per trauma cranico, magari perché le teste dei due passeggeri dei sedili posteriori, dove l’obbligo delle cinture è pochissimo rispettato, cozzano tra loro. Anche i bambini non sono legati a dovere».

Incidono alcol e sostanze stupefacenti?

«Indubbiamente. Allargherei però il concetto al fattore “stato psicofisico” del conducente. Bisogna essere onesti con sé stessi: se hai bevuto, se hai preso sostanze, ma anche solo se hai sonno o sei stanco non devi guidare».

Ci ha parlato di quattro fattori, manca il quarto.

«L’aumento di morti sulle autostrade indica incidenti a velocità elevata. Si rispettano poco i limiti, il fatto che il tutor non sia in funzione perché la ditta è in causa con il concessionario, di certo non aiuta».

Quali sono gli errori comuni in autostrada?

«Il mancato rispetto delle distanze di sicurezza e l’abitudine di non guidare a destra quando le corsie sono tre».

I giovani corrono rischi maggiori?

«Un conducente morto su 4 ha la patente da meno di 4 anni. All’inizio si hanno più incidenti, per esuberanza e inesperienza. Per il primo anno di patente è vietato guidare auto potenti, ma, trascorsi 12 mesi, si può portare un bolide senza alcuna verifica. Noi come Aci proponiamo che per passare ad auto potenti si chieda un corso di guida sicura. In Austria, da quando è obbligatorio per prendere la patente, la mortalità è scesa del 35%».

Quali categorie rischiano di più?

«Anziani e giovani hanno più mortalità. Cambiano le macchine e i sistemi di assistenza alla guida non si insegnano nelle scuole-guida. Servirebbe formazione continua, approfittando dei rinnovi di patente, per aggiornarsi sulle novità di macchine e norme».

Gravi incidenti coinvolgono auto non assicurate. Possibile che non si riesca a individuarle in automatico incrociando i dati?

«La Polizia potrebbe verificare in tempo reale assicurazioni e revisioni, ma manca la modifica al Codice che consenta di farlo in automatico, come per il controllo elettronico della velocità».

 
 
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