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sabato 13 aprile 2024
 
 

Incubo auto, profondo rosso

19/12/2012  Per il 52,6% degli italiani niente auto nuova per i prossimi 3 anni. Continua la spirale di sfiducia nel mondo delle quattro ruote. Con conseguenze drammatiche per l'occupazione.

Davvero la domanda da porsi, a questo punto, è quella che apre il 20° “Rapporto Auto”, presentato a Roma dal Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, e dal Presidente della Fondazione Censis, Giuseppe De Rita: "Dove è finita l'automobile?". Perché il profilo che emerge dall'indagine è quello di un comparto in ginocchio. Crollano (-20% nei primi undici mesi del 2012) le vendite di auto (prosegue il trend negativo del 2011: -10,8%) e motociclette (-19%) e la crisi è ancora più nera sul versante ciclomotori (-32%). Dimezzata la propensione all’acquisto di auto nuove: 3,7% (era 7,4% nel 2011). Di segno negativo (-10%) anche il mercato dell’usato.

Insomma, non si comprano più automobili. Ci si affida più di prima a mezzi alternativi. Un esempio, tra i tanti: negli ultimi sei mesi, il parcheggio (gratuito) della stazione metropolitana di Rho-Fiera, a Rho, provincia di Milano, è stato preso letteralmente d'assalto: prima era pieno soltanto a metà, ora quasi tutti i giorni è difficile trovare posto già alle 9 del mattino, perché è raddoppiato il numero di persone che lascia l'auto nel piazzale per raggiungere Milano in metro, anziché con la propria macchina.

E chi deve cambiarla, l'automobile, rimanda l'acquisto, non tocca il proprio gruzzolo in banca, non si affida più alle rateizzazioni. Sta fermo. Non potrebbe essere altrimenti, quando le statistiche segnalano che si riducono fortemente i consuni anche di generi alimentari e di prima necessità. L'auto, ovviamente, non è tra questi. Quindi: auto nuova? Poi vedremo, Tra qualche anno. Chissà.

E così si sta fermando anche il mercato. Bene ha fatto il presidente dell'Aci,  Angelo Sticchi Damiani, a lanciare l'allarme: la spesa per l’auto è diventata così una tassa, aumentata del 4,5% in un solo anno malgrado la diminuzione delle percorrenze. Si avvicinano le elezioni politiche, ma finora nessun candidato ha proposto l’alleggerimento del carico fiscale sull’auto, l’abolizione del superbollo, la rimodulazione delle accise sui carburanti, la riforma della rc-auto, investimenti più certi per la mobilità e la sicurezza stradale. L’ACI rappresenta 34 milioni di automobilisti che aspettano risposte, da questo come dal prossimo Governo”.

Ma forse, ciò che il Rapporto Aci Censis non fotografa, è che la crisi, drammatica, va considerata non solo dal punto di vista degli automobilisti, cioè dei consumatori, ma anche dal versante produttivo: stagnante il settore, stagnante l'indotto, un Motor Show di Bologna lontano dai fasti dei tempi d'oro, con addirittura ampie sezioni della fiera bolognese dedicate alle auto usate: un assurdo per una rassegna nella quale le case costruttrici, sfruttando lo spettacolo motoristico degli stun-men, e dei piloti professionisti, dei rally e della Scuderia Corse della Ferrari hanno sempre frequentato in massa il Motor Show, anche per presentare i modelli più nuovi e d'avanguardia.

Aumentano (+4,5%) i costi di gestione, anche a fronte dell’uso ridotto dell’auto (5-7% di km in meno all’anno). L’auto costa in media 3.425 euro l’anno (+4,5%), la benzina è aumentata in dieci mesi del 16% (negli ultimi due anni il pieno è diventato più caro del 25%) e il costo al chilometro è cresciuto dell’11,3%. L’assicurazione è aumentata del 3,2%.

La crisi, però, ha anche qualche ricaduta positiva: crescono (+3%) le rottamazioni (l’effetto “sostituzione” inverte la tendenza alla crescita del parco circolante); si riducono i consumi di carburanti (-10,5% benzina e -9,7% diesel tra gennaio e ottobre 2012); diminuiscono gli incidenti (-2,7%) e i morti (-5,6%) sulle strade.

MERCATO: AFFANNO CONTINUO


VENDITE NUOVO: AUTO -20%, MOTO -19%, CICLOMOTORI -32% CROLLA PROPENSIONE ACQUISTO: DA 7,4% A 3,7% 52,6% ITALIANI NON ACQUISTERA’ UN’AUTO NUOVA NEI PROSSIMI 3 ANNI ROTTAMAZIONI: +3%; MERCATO USATO: -10%
L’AUTO CHE VORREI? 39,2% NON SO, 33% ITALIANA, 27,8% STRANIERA


AUTO: SI USA DI MENO MA COSTA DI PIU’
DIMINUISCE L’USO (-5/7% KM/ANNO) AUMENTANO COSTI GESTIONE (+4,5%) COSTO MEDIO: 3.425€/ANNO; COSTO AL KM: +11,3% BENZINA: +16% IN 10 MESI, IN 2 ANNI PIENO PIÙ CARO DEL 25% MENO MOBILITÀ PRIVATA: MENO CONSUMI BENZINA (-10,5%) E DIESEL (-9,7%) MENO INFRAZIONI, MENO INCIDENTI (-2,7%) E MORTI (-5,6%)


MOBILITA’ SOSTENIBILE: IL PRIMO RANKING ACI-CENSIS
FERRARA, RAVENNA E REGGIO EMILIA LE PROVINCE PIÙ “PULITE” NAPOLI, MONZA E TRIESTE LE MENO “VERDI” LA CLASSIFICA DEI 10 GRANDI CAPOLUOGHI: BOLOGNA (7), TORINO (25), BARI (33), FIRENZE (39), ROMA (74), GENOVA (86) PALERMO (90), CATANIA (103), MILANO (106), NAPOLI (110)

Il totale è ormai di 738€ annui (+3,2% rispetto al 2011), con un livello di tassazione che sfiora ormai il 26% del costo delle polizze (una percentuale molto al di sopra della media europea, pari al 18%). Anche per questo riscuote grande favore il pacchetto di proposte ACI che potrebbe portare a una riduzione fino al 40% del costo della polizza. Un gradimento al 5,3 (in una scala dove 7 è il voto massimo) per la proposta di prescrizione del diritto al risarcimento del danno dopo 90 giorni dall’incidente (contro i 2 anni attuali); gradimento al 5,4 per la proposta di far riparare l’auto solo presso officine convenzionate con la propria compagnia assicurativa; gradimento al 5,4 per l’idea di equiparare il livello massimo di risarcimento agli standard europei.



Ma sono i costi in generale che aumentano per le quattro (e le due) ruote. Prima di tutto quelli di gestione, anche se si usa l’auto con parsimonia. A una riduzione (-5%/-7%) dei km annui percorsi, corrisponde un incremento medio dei costi del +3,8%. Lo scorso anno – tra costi fissi (assicurazione e bolli) e costi variabili (carburante, autostrada, multe, etc.) - l’auto costava in media 3.278,00€ e quest’anno il costo è salito a 3.425,00€: +4,4%. Il maggior incremento (147€) è assorbito per il 72,8% dal costo del carburante, che incide globalmente per il 47,8% sul costo finale. Nei primi 10 mesi dell’anno il prezzo medio della benzina è aumentato del 16%, percentuale che si aggiunge al +11% registrato tra 2011 e 2010. Nell’arco degli ultimi due anni il costo del pieno è aumentato del 25%. Pur percorrendo meno chilometri, il costo unitario per km cresce: +11,3%.

La crisi rende persino migliori, con comportamenti più responsabili alla guida. Per risparmiare sulle multe, infatti, basta essere meno trasgressivi. Ma sono stati i "morsi" della crisi e non un improvviso impulso alla liceità o alla sicurezza a modificare, in un solo anno, lo stile di guida di automobilisti e motociclisti, suggerendo maggiore attenzione per evitare sanzioni. Per la prima volta, l’autodenuncia delle infrazioni commesse ha segnato una brusca inversione di tendenza, con riduzioni significative sia per le trasgressioni “light” che per quelle ad alta pericolosità.


Scende del 7% il numero di chi parcheggia in divieto di sosta e del 2% quello di chi lascia l’auto in doppia fila. Che la crisi contribuisca anche a un rinnovato senso civico?Netta la riduzione (-7%) del superamento dei limiti di velocità, -3% per il passaggio con il rosso e mancato uso delle cinture di sicurezza. Ancora molto elevato, invece, l’uso del cellulare senza vivavoce o auricolare (36,8% degli intervistati).

Rispetto allo scorso anno migliora anche il comportamento delle fasce tradizionalmente più trasgressive. Il 35,4% dei giovani, ad esempio, “confessa” il superamento dei limiti di velocità: lo scorso anno era il 42%. I giovani appaiono decisamente più sensibili al tema della formazione. Dalle interviste emerge il profilo di una generazione consapevole che “la conoscenza è la forza”, che crede di più nella pratica di guida con un esperto professionista piuttosto che imparare a casa con uno dei propri genitori.

Come risulta dall'ultimo Rapporto Aci-Censis, l’81,9% degli intervistati chiede che la guida in stato alterato di coscienza (abuso di alcol e/o sostanze stupefacenti), se causa lesioni gravi o addirittura la morte di altri individui, sia punita severamente. Il 45% degli italiani è pienamente d’accordo con l’arresto in flagranza di reato e un serio inasprimento della pena. Il 20% condivide la necessità di un inasprimento delle sanzioni, ma ritiene necessario valutare attentamente caso per caso. Il 9% vuole pene più severe ma non condivide l’ipotesi della revoca della patente a vita.


Il fronte dei no (circa il 10%) è perplesso sull’ipotesi che una norma basti a rendere più cauti e prudenti gli automobilisti: ono i controlli che devono essere più severi e non le leggi, anche perché il nostro sistema legislativo è fin troppo “articolato” e non va appesantito ulteriormente. Tutte le fasce d’età sono d’accordo (6 pieno in una scala dove 7 è il voto massimo) con l’annullamento del valore della patente per 15 anni in caso di omicidio colposo con l’aggravante dello stato alterato di coscienza o dell’omissione di soccorso.

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