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venerdì 17 settembre 2021
 
 

Il dramma dell'India, oltre 400 mila nuovi contagi al giorno

02/05/2021  Mentre si fanno le code per i vaccini, l'organizzazione internazionale Azione contro la Fame sta cercando di assicurare il cibo alle famiglie in difficoltà in diverse regioni del Paese, chiedendo anche sostegno ai suoi partners. I volontari stanno fornendo assistenza soprattutto alle donne in gravidanza e con bambini piccoli anche attraverso il telefono, centinaia di migliaia di kit con mascherine, disinfettanti, guanti sono stati offerti ai governi locali e a diverse strutture sanitarie

L’India ha registrato un aumento giornaliero record di 401.993 nuovi casi di coronavirus sabato 1 maggio.

Gli ultimi dati sono di ieri: è stata la prima volta che il conteggio giornaliero dei casi in India ha superato i 400 mila, dopo 10 giorni consecutivi su circa 300 mila. Le morti per Covid-19 sono incrementate di 3.523 nelle ultime 24 ore, portando il bilancio totale di decessi a 211.853, secondo i dati ufficiali. Il più grande produttore al mondo di vaccini Covid-19 ha un numero limitato di iniezioni disponibili e questo sta aggravando una seconda ondata di infezioni che ha travolto ospedali e obitori, mentre le famiglie si affrettano per scarse medicine e ossigeno.

«L’india è alle prese con una ondata di infezioni da Covid19 senza precedenti, ma oltre a mitigare l’impatto della pandemia, siamo impegnati al massimo anche per contrastare l’impatto sull’accesso al cibo e gli effetti psicologici di questa situazione, soprattutto per le donne incinte, le neomamme e bambini sotto i cinque anni di età». Lo ha dichiarato Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la Fame.

L’organizzazione, che attualmente opera in quattro stati (Maharashtra, Madhya Pradesh, Rajasthan e Gujarat), 554 villaggi e 6 aree urbane, ha garantito supporto nutrizionale alle famiglie più in difficoltà e ha consegnato fino ad oggi 200 tonnellate di alimenti e ulteriori 54 tonnellate saranno fornite nei prossimi mesi. L’orizzonte è quello di raggiungere sia le famiglie residenti nelle regioni urbane sia quelle che vivono nelle zone urali. Hanno richiesto l’aiuto dello staff 41.400 donne incinte e in allattamento e sono stati raggiunti 6.300 bambini malnutriti.

Con una stima di 140 milioni di persone senza lavoro, mettere il cibo in tavola è oggi una sfida per milioni di persone. Inoltre, in considerazione della chiusura delle scuole, 300.000 bambini rischiano la malnutrizione, perché non hanno accesso regolare ai pasti.

«L’impatto di questa crisi incide sull’accesso al cibo, ma non solo», ha aggiunto Garroni. «In questi mesi, siamo stati chiamati ad avviare servizi di counseling, supporto psicologico ed emotivo a distanza. Finora, abbiamo effettuato più di 48 mila telefonate sul versante del sostegno a distanza alle famiglie in difficoltà. Per i prossimi tre mesi, attraverso il telefono, intendiamo dare aiuto su nutrizione, igiene, assistenza alle mamme, gestione dello stress e salute mentale, sensibilizzazione sulla prevenzione al Coronavirus e sulle vaccinazioni; ci occuperemo di madri incinte e neomamme e bambini sotto i 5 anni e famiglie vulnerabili, in tutte le regioni che, al momento, non possiamo raggiungere fisicamente».

In quest’ottica, Azione contro la Fame ha già formato 1.006 genitori sull’uso del braccialetto MUAC per consentire loro di monitorare, a casa, lo stato di malnutrizione del proprio bambino. Per garantire che gli operatori in prima linea del Governo continuino a fornire servizi cruciali, uno staff di 200 professionisti umanitari sta lavorando con le autorità locali e i partner per fornire dispositivi di protezione individuale e altre attrezzature necessarie. Finora l’organizzazione ha fornito oltre 8.300 kit agli ospedali governativi e mascherine guanti e disinfettanti alle amministrazioni locali nelle regioni in cui opera, con altri kit in preparazione per i prossimi mesi. Azione contro la Fame sta, inoltre, lavorando a stretto contatto con le autorità per fornire loro tutto il supporto necessario in tema di prevenzione, vaccinazioni, distanziamento sociale, trasmissione di annunci informativi, infrastrutture sanitarie. In tal senso, sta predisponendo un “sistema di supporto agile” con il quale fare assistenza in base alle necessità, dato che la situazione è in continua evoluzione.

«In questo stiamo facendo appello ai nostri partner e donatori per aumentare i finanziamenti e fornire sostegno sia ai governi locali che alle famiglie colpite con alimenti, kit sanitari e per l’igiene, campagne di sensibilizzazione su vaccinazioni e prevenzione», conclude Garroni. «Siamo ancora operativi nelle regioni ritenute sicure dai governi locali con misure rigorose per la sicurezza del personale. Stiamo nuovamente formando il nostro personale sulle precauzioni in termini di sicurezza da seguire, fornendo consulenza sui protocolli di trattamento e gestione».

 
 
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