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sabato 13 aprile 2024
 
I funerali
 

«Indi è in cielo, Dio la sta curando»

01/12/2023  I funerali della neonata fatta morire per sentenza in Inghilterra. Il cordoglio del Papa e della Chiesa locale. «Per proteggere mia figlia avrei affrontato l'Inferno», ha detto il padre. Tra i presenti alla cerimonia anche il ministro della famiglia Roccella e della Disabilità Locatelli

Un funerale commovente, segnato dalla profonda fede cristiana dei genitori di Indi, Dean Gregory e Claire Staniforth, 37 e 35 anni. Una cerimonia, cominciata con un messaggio di papa Francesco, nella quale la Resurrezione di Gesù Cristo ha saputo dare significato e anche consolare e concludere la vita brevissima della piccola bambina di otto mesi, affetta da una rarissima malattia mitocondriale, morta nelle prime ore di lunedi 13 novembre. Mentre la bara bianca, benedetta dal vescovo di Nottingham Patrick McKinney, entrava nella cattedrale della città del centro di Inghilterra, la congregazione cantava “Il Signore ti benedica e ti curi”. Famoso inno del compositore inglese John Rutter che parla della presenza costante di Dio e del suo amore fedelissimo che non abbandonano mai nessuno.

E come questa presenza del Signore possa redimere tutto il dolore terreno e guidare, con mano sicura, verso la gioia del Paradiso è stato il filo conduttore del funerale.

A cominciare dal messaggio di Papa Francesco, letto mentre il vescovo McKinney metteva sulla piccola bara una croce simbolo della vittoria di Cristo sul peccato e la morte.

«Papa Francesco, rattristato per la morte della piccola Indi Gregory, manda le sue condoglianze ai suoi genitori, Dean e Claire, e a chiunque piange la perdita di questa figlia di Dio». Inviato dal segretario di Stato vaticano cardinale Pietro Parolin al vescovo di Nottingham il messaggio del Papa diceva ancora: «Affidando Indi alle mani tenere e piene di amore del nostro Padre nel Cielo, Sua Santità si unisce a coloro che partecipano al funerale per ringraziare Dio per questa vita purtroppo troppo corta. Papa Francesco prega che il Signore Gesù, che ha detto ai suoi discepoli: “Lasciate che questi piccoli vengano a me perché a loro appartiene il Regno dei Cieli”, conceda pace, conforto e forza a tutti voi».

È toccato poi al vescovo di Nottingham ringraziare la famiglia di Indi, la delegazione del governo italiano e quella del consolato di Manchester e la charity “Christian Concern”, del movimento per la vita, che ha sostenuto la famiglia nella battaglia legale per tentare di salvare la vita della bambina. Sempre nell’omelia il vescovo ha ricordato il posto speciale occupato dai bambini nella vita di Gesù e come proprio l’innocenza di questi piccoli sia necessaria per entrare nel Regno dei cieli.

«Siamo convinti che Dio abbia un posto molto speciale, preparato in Paradiso, per tutti I bambini e soprattutto per coloro che, come la piccola Indi, sono morti cosi giovani. Ecco perchè I suoi genitori, Dean e Claire, hanno voluto che fosse battezzata. Volevano che conoscesse l’amore di Dio e che potesse essere vicino a Gesù per sempre e so che questa verità dà loro molta forza», ha detto ancora il vescovo di Nottingham. Si intitolava, invece “La mia bella guerriera” il tributo scritto dal padre di Indi, Dean Gregory, per la sua bambina, che è stato letto da don Paul Newman, 49 anni, parroco di “Our Lady and saint Thomas” a Ilkeston, cittadina di quasi 38.000 abitanti, sempre centro Inghilterra, sempre diocesi di Nottingham.

Papà Dean ha ricordato come, fin dall’inizio, fin dai primi momenti di vita di quella neonata, abbia sentito, con chiarezza, nel profondo del suo cuore, che Indi non era soltanto bella ma anche forte, unica e molto speciale. «Tuttavia non avrei mai immaginato il tipo di viaggio che noi e Indi avremmo dovuto affrontare per combattere per la sua vita. Non avrebbe dovuto soltanto lottare contro I suoi problemi di salute ma anche contro un sistema che rende impossibile vincere».

Dean Gregory ha detto che la forza di quella figlia di otto mesi è stata, per lui, fonte di ispirazione e «questo è uno dei motivi per cui avrei fatto qualsiasi cosa perchè Indi potesse avere quella possibilità di vita che le veniva negata».

Durissime le parole usate dall’uomo per il sistema giudiziario britannico.

«Ero disposto ad affrontare le profondità dell’inferno per combattere e proteggere Indi», ha detto Dean Gregory, «E, in un certo modo, l’ho fatto perchè nei tribunali britannici, durante la battaglia legale per salvare la vita di mia figlia, mi sono sentito proprio all’inferno».

Un riconoscimento particolare, al funerale, è andato all’Italia con la presenza della ministra per le Pari Opportunità Eugenia Roccella e la ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli che hanno parlato prima della conclusione della cerimonia. È stata anche ricordata l’offerta fatta dall’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, disposto a curare Indi e gli sforzi del governo Italiano, che ha concesso a Indi la cittadinanza, per portare la bambina nel nostro Paese.

«Indi è stata una bambina di otto mesi con il potere di toccare milioni di cuori in tutto il mondo. Ispirava amore», ha detto ancora il papa Dean Gregory, «ma dove questo è capitato in modo ancora più forte che in altri posti è stato in Italia. Sono sicuro che Indi è tanto orgogliosa quanto me per l’incredibile sostegno e l’ amore dimostrati dal governo Italiano, dalla premier italiana e dal popolo Italiano. Sono fortemente convinto che vi erano angeli custodi durante la battaglia legale per salvarla, ma sono giunto alla conclusione che questo era il destino di Indi e che Dio l’ha scelta per una missione sulla terra, denunciare tutto il male che c’è nel mondo e l’ha scelta perchè era forte, bella e speciale. Ma questo capitolo del destino di Indi è finito, anche se la sua eredità è appena cominciata. La mia più grande consolazione, in questo momento così difficile, è sapere dove Indi si trova e con chi è. L’abbiamo battezzata per proteggerla e perchè potesse andare in Paradiso. Mi dà un sentimento di pace sapere che Indi è in Cielo e Dio la sta curando».

 

nelle foto: i funerali di Indi (credit Catholic Diocese of Nottingham) e la neonata con la sua mamma. 

 
 
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