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mercoledì 14 aprile 2021
 
Laburisti o Conservatori?
 

Elezioni inglesi, l'incertezza dei cattolici: molti amano Theresa May

08/06/2017  Nel Regno Unito rimangono una minoranza, soltanto 5 milioni su quasi 60 di cittadini britannici, anche se il loro voto conta. Molti sono dalla parte della premier conservatrice, che ha votato sì a favore dei matrimoni gay ma ha anche deciso di aumentare il numero di scuole cattoliche

“We don’t do God”, “Non ci occupiamo di Dio”. Questa frase famosa di Alastair Campbell, braccio destro di Tony Blair, esprime il tradizionale atteggiamento britannico che tiene la religione lontano dalla politica. E difatti il Primo Ministro laburista aspettò di non essere più a Downing street per diventare cattolico anche se frequentava la Messa con la moglie Cherie e i figli.

Blair era protestante ma i cattolici dalla nascita, minoranza perseguitata, dalla Riforma di Enrico VIII fino al 1829, quando hanno riconquistato i diritti civili, sono oggi presenti in gran numero tra i deputati della Camera dei Comuni e tra i Lord perché è la fede a chiedere loro di non tirarsi indieto. Incoraggiati dalla Conferenza episcopale che, proprio alla vigilia di queste elezioni, ha pubblicato un documento nel quale si chiedeva ai fedeli tutti i cattolici di andare a votare e a scegliere candidati pronti a battersi per la protezione degli ultimi, compresi migranti e rifugiati, contro la manipolazione genetica e l’aborto.

Certo, i cattolici nel regno Unito rimangono una minoranza, soltanto 5 milioni su quasi 60 di cittadini britannici, anche se il loro voto conta. Dire se voteranno per Theresa May, Jeremy Corbyn o il liberaldemocratico Tim Farron è difficile. Due secoli fa i cattolici, immigrati irlandesi, concentrati nelle città del nord di Manchester e Liverpool, votavano laburista. Poverissimi, guardati con diffidenza, non si sarebbero ritrovati nel partito conservatore, campione delle elites protestanti, formate nelle “public schools” del Regno, che sospettavano ancora di questi papisti, presenza straniera e pericolosa.

Vanno ben diversamente le cose oggi. Appartiene al partito liberaldemocratico il cattolico più influente del Regno Unito, quel David Alton che ha fatto delle battaglie della Chiesa, diritti umani, aborto, ivf e eutanasia la sua ragione di vita. Entrato giovanissimo nel partito liberale, diventato poi liberaldemocratico, se ne è andato quando questa formazione ha deciso di adottare l’aborto come propria politica senza lasciare libertà di opinione ai parlamentari. La Regina, però, religiosissima e grande amante della Chiesa cattolica, ha voluto riconoscere il suo lungo impegno dandogli il titolo di Lord nel 1997.

Un segnale chiaro che, alla fine degli anni ’90, le ferite aperte dalla Riforma dell’antenato Enrico VIII si sono riemarginate e i cattolici fanno parte a pieno diritto della vita politica britannica. Nella storia di Lord Alton c’è il voto dei cattolici britannici di oggi. Se sentono più a cuore i poverissimi votano laburista. Se pensano che sia più importante battersi contro aborto e divorzio votano conservatore. Oppure – e sono moltissimi – votano liberaldemocratico. Quel partito che è rimasto l’ultimo a difendere senza mezzi termini l’Europa promettendo un altro referendum sul Brexit. I vescovi cattolici non hanno mai detto ai fedeli che partito votare ma hanno fatto capire chiaramente che non amano il Brexit che chiude il paese agli stranieri.

Molti cattolici amano Theresa May che ha votato sì a favore dei matrimoni gay ma ha anche deciso di aumentare il numero di scuole cattoliche e vuole aiutare gli ultimi. Anche Cameron ha strizzato l’occhiolino alla Chiesa cattolica con l’idea della “big society”, ovvero lo stato che si ritira per dare spazio alle charities dove i cattolici sono impegnatissimi. A cinquecento anni dalla Riforma i fedeli a Roma sono usciti dal ghetto. Occupano posti importanti nell’economia e nella politica e votano dove vogliono. A Westminster, per la prima volta c’è un cappellano cattolico, don Pat Browne, un ministro dell’Eucarestia, il laburista Stephen Pound, e funzioni come quella del mercoledì delle ceneri sono frequentatissime. Tra i cattolici vi sono la parlamentare del partito nazionalista scozzese Carol Monaghan e il conservatore Sir Edward Leigh.

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