logo san paolo
mercoledì 25 maggio 2022
 
in moldova
 

Palanca, famiglie in fuga dalla guerra con cani e gatti

07/05/2022  Al valico di frontiera fra Moldova e Ucraina la Ong Intersos ha istituito un servizio medico veterinario, per far fronte alle necessità dei tanti animali domestici che arrivano con i loro proprietari dall'Ucraina

Chi scappa dalla guerra in Ucraina abbadona la propria casa - almeno temporaneamente, per tanti - ma cerca di portare con sé, nei Paesi di accoglienza, il suo mondo e il suo patrimonio di affetti e di relazioni. Così, alla frontiera capta spesso che i profughi arrivino, oltre che con trolley, zaini e valigie, anche con cani, gatti, criceti, i loro animali domestici.  Succede spesso al confine di Palanca, fra Repubblica Moldova e Ucraina, tanto che la Ong Intersos, che qui opera in collaborazione con l'Unhcr (Alto commissariato Onu per i rifugiati) ha istituito un apposito servizio medico-veterinario, per prendersi cura e provvedere alle necessità degli animali in arrivo.

L'esodo generato da questo conflitto è particolare anche per questo aspetto. «Le persone che fuggono non vogliono lasciare indietro i loro animali domestici. Questo è un indice di come i "pet" facciano ormai parte integrante dei nuclei familiari e di quanto siano importanti per le famiglie». A raccontare, nell'hub di smistamento nei pressi della dogana di Palanca, è Pierangelo Casale, 66enne veterinario di Bolzano, presidente della Ong Veterinari senza frontiere. «Ad arrivare sono soprattuttto cani e gatti, mi è capitato anche il caso di un pappagallino con una zampa rotta. Sono animali in generale molto stressati e traumatizzati soprattutto i gatti, perché durante l'esodo hanno una possibilità di attività vitali molto ristretta, chiusi e costretti per giorni nelle gabbiette. Come veterinario controllo la salute dell'animale, ma ho anche il compito di rassicurare il proprietario che si trova a vivere una situaziione, certamente inusuale».

 «Qualche settimana fa abbiamo conosciuto la storia di una signora di Odessa che era fuggita in Germania, a Berlino», raccontano due giovani operatrici di Intersos a Palanca. «Ma dopo un mese ha deciso di tornare a casa, a Odessa, per andare a recuperare il suo gatto che aveva lasciato lì. Ed è poi arrivata con lui qui alla frontiera». 

Intersos è presente con una propria squadra in Moldavia, ai valchi di frontiera sudorientali di Palanca e Tudora, fin dai primi di marzo, per offrire assistenza medica e servizi di protezione e tutela delle persone più vulnerabili. E ora anche ai loro animali.

(Foto di Martina Martelloni/Intersos)

Multimedia
Sul confine tra Moldavia e Ucraina con Carlotta Sami di Unhcr
Correlati
 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo