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domenica 23 giugno 2024
 
 

Nibali: "Voglio questo Giro"

04/05/2013  Il campione di Messina ha impostato tutta la sua stagione sul Giro d'Italia. Ed è pronto alla sfida con Wiggins.

Il 96° Giro d’Italia è iniziato da Napoli, 5 mila persone a far ala, nella passerella da piazza del Plebiscito (presente anche il sindaco Luigi De Magistris), poi la carovana dei 207 corridori si è spostata alla Rotonda Diaz per la partenza. La prima tappa era di 130 km, per velocisti, a due dall’arrivo la prima caduta coinvolge anche l’accreditato Gavazzi, David Millar, e Popovich, che rimedia una impressionante abrasione. Si impone in volata il favorito, il 28enne inglese Mark Cavendish, ex campione del mondo. Viene dall'Isola di Man, dal 2007 abita nel Pistoiese, a Quarrata, e con il suo sprint si conferma Cannonball (Palla di cannone): rimonta di pochi centimetri Elia Viviani, il veronese si sfoga con un pugno al manubrio. Cavendish era già stato maglia rosa nel 2009, al lido di Venezia, in avvio della corsa del centenario vinta a Roma dal russo Menchov.


- Ma negli occhi dei tifosi tifosi italiani c'è soprattutto Vincenzo Nibali, al quale chiediamo: domani si fa sul serio, con la cronosquadre di Ischia. Chi è il suo favorito per il Giro?

“Sarà molto combattuto sino alla fine", risponde il campione di Messina, "potrebbero verificarsi anche grosse sorprese. Lo scorso anno si impose il canadese Hesjedal, nessuno lo aveva pronosticato, di nuovo va rispettato. Penso a tre nomi, ma l’ordine è casuale: Wiggins, Scarponi e il sottoscritto”.

- Nel 2011 l’inglese Bradley Wiggins fu terzo alla Vuelta di Spagna, un anno fa si è imposto al Tour de France. Era un campione solo a cronometro, a 33 anni è diventato imbattibile anche nelle corse a tappe? 

“Adesso è il favorito numero uno e anche molto determinato, ben supportato dal team Sky. Già la prima settimana è importante, vogliamo farla bene. In totale sono tre settimane e il pronostico non è chiuso a priori”.

- Per 7 anni era stato il corridore di punta dalla Liquigas Cannondale, ora ha firmato un contratto da due milioni con l'Astana.

“Cambiare non è stato semplice. Dal Kazakhistan mi hanno convinto con un progetto molto valido, la squadra è costruita intorno a me. Il team è fra i più forti al mondo, ha corridori di talento in grado di supportarmi verso i grandi obiettivi”.

- Ma allora perchè rinuncia al Tour?

“Abbiamo impostato la preparazione per la maglia rosa, è il grande traguardo annuale. La scorsa estate il terzo posto a Parigi fu una grandissima emozione, 7 anni dopo l’ultimo podio nella gara a tappe più popolare. Ho 28 anni, in futuro posso ancora inseguire il giallo”.

- I soldi kazaki seducono molti italiani: l’allenatore triestino Matteo Boniciolli, vincitore della coppa Italia di basket con Avellino, si è aggiudicato lo scudetto kazako e ora guida la nazionale di basket; la polisportiva Astana voleva un tecnico italiano anche nel calcio, Daniele Arrigoni era stato nella capitale e anche Pasquale Marino aveva valutato l’offerta asiatica.

“In squadra siamo dieci italiani, in particolare con Alessandro Vanotti e Valerio Agnoli mi sento in famiglia, tantopiù con il mio massaggiatore Pallini”.

- Ora è lo sportivo meridionale più popolare e forse l’unico campione siculo nella storia della bicicletta...

“Messina resta nel mio cuore. Amici e famigliari sono là, appena posso li raggiungo per rilassarmi con loro. In corsa siamo in tre dell’isola, laggiù ho molti tifosi”.

- L’anno scorso è stato terzo alla Milano-Sanremo, secondo alla Liegi-Bastogne-Liegi e quarto nella cronosquadre mondiale. Nelle classiche di un giorno manca ancora l’acuto, ma nelle gare in linea è molto continuo.

“Il mese scorso ho dominato la Tirreno-Adriatico e il Giro del Trentino, neanch’io pensavo di viaggiare così forte. Raccolgo i frutti del lavoro a Tenerife, sulle alture spagnole, ma anche le responsabilità sono elevate”.

- A 35 anni ha rinunciato al giro Ivan Basso, a causa di un ascesso. Fu primo nel 2006 e nel 2010, in gara non c’è nessuno con 2 successi all’attivo.

“Mi spiace molto perchè so quanto tenga a battersi per la maglia rosa. Alla Liquigas condividemmo il quadriennio dei suoi migliori successi. Il Giro ha perso un protagonista, anche se non era tra i favoriti”.

- Ha vestito la maglia rosa solo per 3 giorni, sempre tre anni fa. Due anni fa fu secondo, alle spalle di Michele Scarponi ma dopo la squalifica a posteriori di Alberto Contador: firmerebbe per bissare la piazza d’onore?

“No. Da italiano vorrei vincere il Giro, resta il massimo delle aspirazioni. Non so se potrà essere già domenica 26, a Brescia, in ogni caso ce la metterò tutta. Le salite sono diverse rispetto al Tour ma altrettanto dure”.

 
 
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