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sabato 18 settembre 2021
 
Territori palestinesi
 

Sami Alhaw di Oxfam: "A Gaza la gente lotta ogni giorno per l'acqua pulita"

15/09/2021  In un cortometraggio il regista palestinese, responsabile media e comunicazione della Ong nella Striscia, racconta l'emergenza idrica che colpisce e rende molto difficili tutti gli aspetti della vita quotidiana della popolazione

Sami Alhaw (foto di Mohammad Henawi).
Sami Alhaw (foto di Mohammad Henawi).

(Foto Reuters sopra: un bambino di Gaza che fa rifornimento di acqua potabile presso un punto di distribuzione pubblico)

A pochi mesi dall'ultima escalation di violenze e scontri fra israeliani e palestinesi, la Striscia di Gaza è un territorio tutto da ricostruire e la popolazione vive in condizioni drammatiche, affrontando una lotta quotidiana per potersi assicurare l'acqua pulita necessaria ai bisogni essenziali, contando solo su mezza giornata di fornitura di corrente elettrica al giorno. 

A raccontare l'emergenza idrica a Gaza è Sami Alhaw, regista, documentarista palestinese, nato e cresciuto nella Striscia, che in passato ha collaborato con l'Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati palestinesi e oggi lavora come responsabile media e comunicazione della Ong Oxfam a Gaza. In un cortometraggio intitolato Salt (sale) Sami racconta il progressivo deterioramento del sistema idrico che colpisce e danneggia ogni aspetto della vita quotidiana dei palestinesi di Gaza.

«La situazione era già dura prima del blocco terrestre, navale e aereo iniziato 13 anni fa», spiega Sami. «Oggi per la gente di Gaza la vita è davvero molto complicata. Non esistono forniture stabili di acqua pulita, neppure stabili impianti di depurazione delle acque reflue. Tutto dipende dalla fornitura di elettricità: a Gaza abbiamo una sola centrale elettrica, in più compriamo elettricità da Israele. Complessivamente, la fornitura di energia elettrica non è sufficiente a coprire il fabbisogno di tutte le famiglie di Gaza: viviamo con 8 ore di elettricità al giorno, quando va bene. Gli impianti di desalinizzazione dell'acqua necessitano di grandi quantità di elettricità. E la fornitura totale di corrente a Gaza non basta sia a rispondere ai bisogni della gente sia a mantenere l'impianto idrico. Il problema è che ora gran parte dell'acqua disponibile a Gaza non è potabile. «A causa dell'alto livello di sale presente, anche lavare i piatti è complicato. Le grandi quantità di cloro che devono essere usate per rendere l'acqua pulita in realtà la rendono tossica per l'uomo, dannosa. Fare la doccia è pericoloso: il cloro in grandi quantità provoca problemi alla pelle. Pertanto prima di fare una doccia bisogna far bollire l'acqua per depurarla». 

Per bere acqua potabile, sicura, l'opzione migliore è quella di acquistarla imbottigliata dai venditori privati. Ma la maggior parte delle famiglie di Gaza economicamente non se lo possono permettere perché è troppo costosa. Così, spesso, la gente è costretta a bere l'acqua dal rubinetto, con tutti i rischi che questo comporta per la salute. «Chi non ha i soldi per comprare acqua dai venditori privati, spesso deve percorrere chilometri per andarsela a procurare e fare rifornimento nei punti di approvigionamento idrico pubblici. Ma poi c'è un altro problema: quello della conservazione dell'acqua in casa. Le cisterne, infatti, devono essere regolermente pulite a fondo, almeno una volta al mese. E se questo non succede, nella cisterna possono formarsi batteri, dannosi per la salute, soprattutto per i bambini. A Gaza è dfificile trovare un bambino che non sia mai stato colpito dall'ameba o dalla diarrea».

Anno dopo anno, l'acqua di Gaza diventa sempre più contaminata, danneggiando tutte le attività dei palestinesi, come l'agricoltura.  Per trovare terra migliore, molti contadini devono spostarsi verso le zone di confine con Israele, che sono sottoposte a misure di sicurezza. «La situazione nella Striscia diventa sempre più drammatica. L'emergenza idrica provoca enormi sofferenze agli abitanti di Gaza, rendendo complicatato ogni aspetto della loro vita». Attualmente la Ong Oxfam sta lavorando a Gaza con i propri partner locali per soccorrere circa 300mila persone, garantire loro l’accesso ad acqua pulita e servizi igienici essenziali, ripristinare le infrastrutture idriche, fornire aiuti alimentari e di sostegno al reddito alle comunità più povere e vulnerabili.  In particolare, Oxfam mira a  tenere in funzione i tre principali impianti di desalinizzazione di acqua della Striscia, che garantiscono l’approvvigionamento idrico a centinaia di migliaia di persone nei governatorati meridionali di Gaza. 

Sami Alhaw in questi giorni è in Italia. Ha presentato il suo documentario al Parlamento. Giovedì 16 settembre pomeriggio alle 17,15 lui e Paolo Pezzati, policy advisor di Oxfam Italia per le emergenze umanitarie, saranno i relatori di un incontro in diretta Facebook e Youtube sui canali di Oxfam Italia dedicato alla situazione attuale di Gaza e alle sfide che la sua popolazione affronta ogni giorno.

 

 

 

Multimedia
Gaza ha sete! Il cortometraggio di Oxfam che racconta l'emergenza idrica in Palestina
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