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Iran e Belgio, attenti a quelle due

20/06/2014 

la nazionale dell'Iran
la nazionale dell'Iran

Tra le 32 squadre che giocano in questa competizione internazionale non mancano certo le sorprese, come il Belgio, vincitore sull'Algeria, che dagli esperti del settore è additato come la compagine outsider. Nel Belgio giocano molti giocatori di livello internazionale quali Hazard e Lukaku (entrambi di proprietà del Chelsea). I fiamminghi possiedono un team con grandi qualità individuali e un gioco dinamico, con un allenatore in grado di cambiare schema anche nel corso dei 90 minuti canonici di una partita (anche se i moduli preferiti dai diavoli rossi restano il “4-2-3-1” e il “4-1-4-1”).

Ma non è finita qui: anche l’Iran, che ha pareggiato con la Nigeria, è un avversario ostico, si pensi che durante le qualificazioni (all’interno del girone asiatico) ha ottenuto solo 2 sconfitte in 16 partite disputate. Un grande risultato per una squadra che è in seria difficoltà economica e che non può permettersi la maglietta di ricambio, ma non si dimentichi che il mister dei persiani è un certo Queiroz, noto per essersi seduto sulla panchina del Real Madrid durante la stagione 2003-2004 (anche se quell’annata per l’allenatore portoghese ebbe un esito infausto con l'esonero a campionato concluso, peraltro in modo deludente). Ma la nazionale di Teheran presenta anche un altro piccolo scheletro nell’armadio: vi gioca Beitashour, difensore statunitense che in precedenza disputò alcune partite vestendo la maglia americana, ma che nel corso dell’anno 2013, scelse inaspettatamente di entrare a far parte della corte di Carlos.

Anche gli africani non scherzano in quanto a novità: il Camuren infatti ha compiuto una scelta alquanto discutibile, cioè quella di portare in Brasile il giovanissimo (classe 1996) Fabrice Olinga, attualmente militante allo “Zuite Waregem”, in Belgio. Quanto alle curiosità: ben pochi sapranno che esiste un vero "matusa" in questi mondiali 2014. Si tratta del portiere colombiano Mondragon, il giocatore più longevo del torneo con i suoi  42 anni suonati. L’elemento che ha fatto maggior scalpore in questa competizione “sprecona”, è che ciascun team ha avanzato precise richieste riguardanti gli “optional” da avere in camera d’albergo. Gli ecuadoregni ad esempio, hanno chiesto i condizionatori in stanza da letto , ma attenzione: devono essere stati sottoposti ai più sofisticati test anti-rumore, altrimenti giocatori e allenatore non potranno dormire sonni tranquilli...      

 
 
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