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lunedì 15 aprile 2024
 
L'ANALISI
 

«Iran e Russia, l’alleanza tra trono e altare genera soprusi e violenze»

15/12/2022  Anticipiamo stralci dell'editoriale che Famiglia Cristiana pubblica sul numero da giovedì 15 dicembre in edicola. "Anche l'Occidente ha conosciuto lo stretto rapporto tra autorità civili e religiose", scrive il filosofo Francesco Miano, dal 2008 al 2014 presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana: "Le fedi, però, possono aiutare a costruire libertà di coscienza e fraternità"

L'ayatollah Seyyed Ali Hoseyni Khamenei, 83 anni, politico e religioso sciita.  È la Guida suprema dell'Iran.
L'ayatollah Seyyed Ali Hoseyni Khamenei, 83 anni, politico e religioso sciita. È la Guida suprema dell'Iran.

«Lo stretto legame tra religione e potere, che ritenevamo superato dopo l’inaridimento del fenomeno Isis, torna a minacciare il mondo. Lo provano l’imposizione del velo alle donne iraniane e la benedizione dell’invasione dell’Ucraina nella cattedrale ortodossa di San Basilio, a Mosca, sotto lo sguardo vigile del Cremlino». Famiglia Cristiana lancia l’allarme riflettendo su teocrazia e “guerre sante”: lo fa nel numero da domani in edicola con un editoriale di Francesco Miano, filosofo, docente all’Università Federico II di Napoli, dal 2008 al 2014 presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana.

 

Francesco Miano, 62 anni, filosofo, docente all'Università Federico II di Napoli.
Francesco Miano, 62 anni, filosofo, docente all'Università Federico II di Napoli.

«Trono e altare si ripresentano indissolubilmente uniti». scrive Miano ragionando sui casi di Iran e  Russia. «Anche l’Occidente ha conosciuto lo stretto rapporto tra autorità civili e autorità religiose.Scettro e croce sono stati a lungo intrecciati, tanto nel mondo cattolico quanto in quello protestante. Ma la storia insegna che l’uso politico della religione, qualunque essa sia, facilmente conduce al fondamentalismo e a un clima di conflitto e di violenza. Come ben sottolinea la Dichiarazione di Abu Dhabi (4 febbraio 2019) firmata da papa Francesco e dal grande imam di Al Azhar, il sunnita Ahmad Al-Tayyeb, può accadere che si abusi “dell’influenza del sentimento religioso sui cuori degli uomini per portarli a compiere ciò che non ha nulla a che vedere con la verità della religione, per realizzare fini politici e economici”. Le religioni, invece, possono e devono contribuire alla costruzione della pace e della fraternità. In questa direzione va il magistero di papa Francesco e il suo instancabile impegno per la pace. “La violenza - così egli scrive nell’enciclica Fratelli tutti - non trova base alcuna nelle convinzioni religiose fondamentali, bensì nelle loro deformazioni”» .

«In questa stessa direzione», conclude Francesco Miano,. «va anche ogni autentico sforzo della ragione umana che non può non provocare tutti – singoli, comunità, Stati, Chiese - all’accoglienza dell’altro e al dialogo, all’abbattimento dei muri e all’estinzione dell’odio, alla pace e al rispetto di ogni persona e della sua libertà di coscienza, anche quando si hanno convinzioni e fedi diverse».

 
 
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