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sabato 21 maggio 2022
 
 

Irpef, più gettito dagli immigrati

23/12/2012  Oltre sei miliardi di tasse pagati dai lavoratori stranieri in Italia, con un incremento del 4,3% sul 2009. Al Nord e al Centro i dati migliori, grazie a maggiori opportunità d'impiego

Gli oltre due milioni di stranieri che lavorano regolarmente in Italia hanno pagato nel 2010 ben 6,2 miliardi di euro per l’Irpef, l’imposta netta sulle persone proporzionale al reddito. Lo rileva una ricerca della Fondazione Leone Moressa di Venezia, sottolineando che rappresentano il 6,8% del totale dei contribuenti, e contribuiscono al 4,1% dell’Irpef pagata nel Paese. Se, rispetto all’anno precedente, gli stranieri che pagano l’imposta diretta sono diminuiti del 1%, i soldi che hanno versato sono invece aumentati del 4,3%.

Grazie a un tessuto economico che offre maggiori opportunità lavorative, sono le regioni più ricche, del Centro e soprattutto del Nord, a registrare una maggiore presenza di contribuenti stranieri. La maggioranza risiede in Lombardia (21,1%), seguita dal Veneto (11,9%) e dall’Emilia Romagna (11,1%). Se invece si analizza il peso degli stranieri rispetto al totale dei contribuenti che hanno pagato l’Irpef, si nota come Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia siano le due regioni che mostrano la maggiore incidenza: in entrambe le aree, su dieci soggetti che pagano le imposte sui redditi, uno è straniero. Subito dopo, il Veneto (8,9%), l’Emilia Romagna (8,6%) e la Liguria (8,3%), mentre il record negativo va alla Puglia (2,9%).

La Lombardia è, pertanto, la regione che presenta il “gettito straniero” più alto: oltre 1,6 miliardi di euro, seguita dal Lazio (746 milioni) e dal Veneto (644 milioni). Se a livello nazionale gli stranieri contribuiscono per il 4,1% del gettito complessivo Irpef, in Friuli-Venezia Giulia e in Trentino-Alto Adige la percentuale arriva, rispettivamente, al 7,2% e al 6,4%. Anche in questo caso, nelle aree meridionali tale peso diminuisce.

Ma da quali Paesi provengono? I rumeni sono i primi sia numericamente (18% sul totale dei contribuenti), sia per la quantità di soldi versati alle case dell’erario (il 10,3%). I secondi in termini di provenienza sono gli albanesi, seguiti dai marocchini, mentre, per l’ammontare dell’importo, i rumeni sono seguiti da svizzeri, francesi e tedeschi, perché i contribuenti provenienti da questi Paesi, decisamente più benestanti, pagano un’imposta nettamente superiore rispetto agli altri: se l’esborso per queste nazionalità è di oltre 4.000 euro l’anno a testa, per i rumeni si scende ad appena 1.700 euro, per gli albanesi a 1.810 e 1.540 per i marocchini.

Quanti sono esentati? In base alla dichiarazione dei redditi, gli stranieri beneficiano più degli italiani delle detrazioni fiscali: paga l’Irpef il 61,8% contro il 75,5% degli italiani. La ragione? Semplice, l’Irpef si paga in base alla ricchezza di ciascuno e gli stranieri hanno mediamente un reddito inferiore agli italiani. Ed è lo stesso motivo per cui, in media, l’Irpef pagata dagli italiani è più salata di quella degli stranieri: 2.956 euro contro i 4.974 dei contribuenti italiani, ben 2.000 euro in meno.

Spiegano i ricercatori della Fondazione Moressa: «Gli stranieri che vivono e lavorano in Italia sono tenuti a pagare le tasse e, quindi, a contribuire al gettito fiscale nazionale. Il loro apporto differisce però da quello degli italiani a causa dei bassi livelli di reddito, derivanti principalmente da lavoro dipendente. È chiaro che un miglioramento delle condizioni economiche e occupazionali porterebbe anche a un incremento del contributo degli immigrati alla finanza pubblica, contribuendo a una maggiore integrazione, che passa anche dal pagamento delle tasse».

 
 
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