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mercoledì 30 settembre 2020
 
 

Italia deferita: non tutela i disabili

14/04/2011  La Corte di Giustizia europea accusa il nostro Paese di violazione di una direttiva comunitaria

L’Italia deve compiere ancora numerosi passi avanti per andare incontro alle più elementari esigenze dei disabili. Troppe, infatti, sono le barriere architettoniche che impediscono l’accesso ai luoghi di lavoro, ai mezzi pubblici, ai supermercati o negli alberghi. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha voluto dare un segnale forte deferendo l’Italia davanti ai giudici di Strasburgo per il mancato recepimento dell’articolo 5 della direttiva 2000/78 CE. Il testo della norma in questione è infatti inequivocabile: “Per garantire il rispetto del principio della parità di trattamento dei disabili, sono previste soluzioni ragionevoli. Ciò significa che il datore di lavoro prende i provvedimenti appropriati, in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, per consentire ai disabili di accedere ad un lavoro, di svolgerlo o di avere una promozione o perché possano ricevere una formazione, a meno che tali provvedimenti richiedano da parte del datore di lavoro un onere finanziario sproporzionato. Tale soluzione non è sproporzionata allorché l'onere è compensato in modo sufficiente da misure esistenti nel quadro della politica dello Stato membro a favore dei disabili”. La Corte sottolinea che l’Italia di fatto non obbliga il datore di lavoro a trovare soluzioni ragionevoli a supporto dei portatori di handicap. 

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