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martedì 09 agosto 2022
 
INTEGRAZIONE
 

Ius scholae, le generazioni si dividono

30/06/2022  Un sondaggio condotto su un campione di 22 mila studenti mostra che l’85% dei ragazzi è d’accordo con il diritto alla cittadinanza italiana per i figli di migranti che abbiano concluso un ciclo di studi di almeno cinque anni in una scuola del Paese. In netto contrasto con quanto sta succedendo alla camera

Cos’è lo Ius Scholae? Solamente il 21% degli intervistati, per un sondaggio di Scuola Zoo condotto su 22.000 ragazzi tra i 14 e il 19, ha risposto affermativamente al quesito dimostrando di conoscere il termine, ovvero il diritto di ricevere la cittadinanza italiana per i figli di migranti arrivati in Italia prima dei 12 anni e che abbiano concluso un ciclo di studi di almeno cinque anni in una scuola del Paese.

Da una parte si tratta di una risposta che sottolinea l’ennesima dimostrazione di quanto ci sia bisogno dell’Educazione civica a scuola, dall’altra, è interessante il dato successivo, ossia che una volta spiegato che cosa prevede lo Ius Scholae e le modalità, ben l’85% degli intervistati si è mostrato favorevole. Praticamente 8 studenti su 10 sottoscriverebbero il provvedimento, che ora è invece bloccato in commissione Affari Istituzionali visti gli oltre 700 emendamenti che mirano a bloccarne l’approvazione, o almeno a rallentare il percorso che la separa dall’approvazione.

Il sondaggio si è spinto ancora di più nello specifico e ha chiesto agli intervistati “in base a cosa secondo te bisognerebbe dare la cittadinanza di un paese?”. Secondo il 63% dei rispondenti sarebbe giusto dare la cittadinanza a chi risiede in quel determinato paese da lungo tempo, per il 27% è giusto utilizzare il criterio del luogo di nascita, mentre solo per il 7% è corretto ricevere la cittadinanza in seguito a un matrimonio e per il 3% per meriti (ad esempio, sportivi).

Le risposte a questo sondaggio sembrano scattare una chiara fotografia dei valori delle nuove generazioni, che dimostrano anche questa volta di volere una società più aperta, inclusiva e globalizzata.

 
 
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