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venerdì 19 aprile 2024
 
 

Grande "Sefi", campionessa e ministro

28/04/2013  Josefa Idem, 49 anni, neo ministro allo Sport, è la più grande canoista di tutti i tempi. Per l’Italia ha vinto un oro, due argenti e un bronzo alle Olimpiadi. Più 5 titoli mondiali.

Eravamo ancora nello scorso millennio, che si stava esaurendo, e un giornalista ricevette una sorta di appello da una coppia di coniugi, suoi lettori su Famiglia Cristiana. Lei canoista tedesca fatta italiana dal matrimonio (1990), lui allenatore di pallavolo. Si erano conosciuti a Praga, chiamati da una grande manifestazione di sport popolare. Amore, nozze, lei era diventata italiana, imparando anche la nostra lingua, allegramente contaminata da dialetto romagnolo di Ravenna, la città dove il marito l’aveva portata a vivere. Avevano un figlio, nato nel 1995. Lei era molto forte, aveva cominciato a gareggiare nella canoa a undici anni. Era tedesca della Germania Ovest, non di quella Germania Est che, meglio nota e temuta come Ddr, nello sport sfornava campionesse a getto continuo, con cagliostrerie assortite, con doping di stato. Aveva già vinto una medaglia di bronzo olimpica (Los Angeles 1984, prima e unica volta nel doppio) e due medaglie di bronzo mondiali quando si fece italiana.


I due chiesero al giornalista di aiutarli a trovare quel minimo di denaro necessario per condurre una vita serena e intanto intensa di allenamenti, di gare. In cambio garantivano medaglie all’Italia. L’idea di Guglielmo era questa: una società di calcio, di quelle che già allora buttavano via i miliardi, avrebbe “adottato” lei, creando un minigruppo sportivo. E lei avrebbe vinto nel nome di questo club. Poteva bastare eccome l’ammontare medio annuo delle multe comminate dal sodalizio ai calciatori satrapi, per indisciplina spesso cretina, e mai riscosse (è l’usanza) perché il presidentone dal grande cuore possa a Natale annullare tutte queste pene pecuniarie. Il giornalista scrisse a qualche società, parlò con i responsabili di qualche altra, si dovette arrendere in fretta. Ma i due apprezzarono, e così nacque e crebbe un’amicizia: da una parte Guglielmo Guerrini, intanto fattosi allenatore di canoa, e Josefa Idem in Guerrini, detta Sefi, ministro di sport, politiche giovanili e pari opportunità nel governo Letta, dopo essere stata eletta senatrice del partito democratico alle ultime elezioni, dall’altra chi scrive queste righe.


Ai Giochi olimpici di Sydney 2000, quando Sefi vinse l’oro per l’Italia, il giornalista fu gratificato di un regalo superiore a tutti quelli propiziatigli da una sua vicenda di lavoro lunga e bella. Guglielmo e Sefi lo vollero con loro per una cena a tre, disertando Casa Italia dove pure i medagliati abitualmente la sera dopo la gara sono di solito gli ospiti di un ricevimento ufficiale con tutti i papaverissimi dello sport azzurro. Il giornalista disse a Sefi che in mondovisione si era vista lei levare le braccia a cielo, dopo la vittoria, e soprattutto si era sentita lei lanciare nell’etere una parolaccia di sfogo. In italiano. Lei ammise: “Era ora”.

La Idem ha 49 anni ed è la più grande canoista di tutti i tempi. Ha gareggiato sui 1000 e sui 500 metri in otto Olimpiadi, come nessun’altra azzurra. Si è ritirata dopo il quinto posto a Londra 2012: “Ormai le mie rivali erano le figlie di quelle che avevo incontrato all’inizio della carriera, ed stavano pure diventando vecchiotte”. Per l’Italia ha vinto un oro, due argenti e un bronzo alle Olimpiadi. Più cinque titoli mondiali (nove secondi posti) e nove europei. Seconda ai Giochi di Pechino 2008, ha perso l’oro per soli 4 millesimi di secondo. Ai Giochi d’Atene 2004 è arrivata seconda dopo uno stop lungo per mettere al mondo il secondo figlio (Janek e Jonas sono con lei i personaggi di uno spot televisivo di successo, sulle merendine). Parla perfettamente tedesco, italiano e inglese, se la cava con il francese. Assessore allo sport per il comune di Ravenna, ha coperto incarichi importanti in Emilia-Romagna per conto del suo partito. E’ impegnata nel sociale, e con Guglielmo alleva canoiste. E’ una donna bella e forte. In Germania faceva la poliziotta: “Ho anche operato degli arresti di uomini pericolosi, e usando le maniere dure, se necessario”.

Al giornalista che l’ha vista vincere, e che quando lei gareggiava riceveva dai coniugi Guerrini messaggini da ogni parte del mondo con piazzamenti, tempi, programmi, speranze, piace qui ricordare, del neoministro, un exploit singolare. Con alcuni colleghi questo giornalista era coinvolto in una serata di premiazioni importanti in quel di Savona. C’era Sefi e c’era anche Irvine celebre pilota Ferrari, Eddy Irvine il vice Schumacher che, spedito lì anzi precettato dalla sua scuderia, era nervoso, voleva andarsene al più presto, atteso dalla sua velocissima auto per tornare veloce alla residenza di Montecarlo. Conosceva il giornalista, gli aveva detto che tempo ancora cinque minuti poi o gli davano il premio o se ne andava. Il giornalista pregò Josefa di parlare a quel celebre pilota cha guardava sempre l’orologio, di distrarlo, trattenerlo. Lei col suo inglese dolce e calmo si presentò a Irvine, gli chiese delle sue gare, gli spiegò lo strano sport della canoa, lo bloccò per una bella ora, lui mansueto e curioso di conoscere cose di un continente sportivo per lui nuovissimo. Serata salva, grande Sefi, grazie ancora Sefi.

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