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lunedì 27 giugno 2022
 
guerra in ucraina
 

Da Kiev a Leopoli, la vita nei rifugi e l'accoglienza dei profughi dall'Est

26/02/2022  I salesiani sono impegnati in prima linea nel portare in salvo le persone dai bombardamenti. A Leopoli la casa famiglia dei Figli di don Bosco ospiterà tanti altri bambini provenienti dagli orfanatrofi dell'Ucraina orientale. "Stiamo al fianco della gente fino all'ultimo momento", dice il superiore provinciale don Mykhaylo Chaban

La direttrice della scuola mentre prepara da mangiare per la gente accolta nel rifugio antiaereo.
La direttrice della scuola mentre prepara da mangiare per la gente accolta nel rifugio antiaereo.

Nel rifugio antiaereo di un istituto scolastico nella periferia di Kiev, gli alunni con le loro famiglie, donne, uomini, bambini, hanno trovato un riparo dai bombardamenti che in queste ore piovono sulla capitale. Il rifugio è stato allestito nel 2014, quando è scoppiata la guerra del Donbass, in Ucraina orientale. Ma da allora non era mai stato usato. E la direttrice della scuola, Nataliya, donna piena di energia, appassionata del suo lavoro, era fermamente convinta che mai ce ne sarebbe stato bisogno, perché - ci aveva detto meno di due settimane fa, prima che la crisi precipitasse, facendoci visitare il rifugio sotterraneo - lei credeva, voleva credere a tutti costi, nella forza del dialogo e della diplomazia che avrebbe riaffermato la pace. 

La diplomazia nella quale lei aveva fiducia ha tragicamente fallito. Eppure, mentre l'Ucraina resiste all'invasione, oggi Nataliya non si perde d'animo. Si è rimboccata le maniche e si è messa ai fornelli, a cucinare il pranzo in enormi pentoloni per la gente accolta nel rifugio, sistemata come può con materassini sul pavimento e sacchi a pelo. La gente resiste, e va avanti, con grande dignità, coraggio e spirito di resilienza.

«L'ospitalità diventa opera», osserva don Maksym Ryabukha, salesiano, direttore della Casa "Maria Ausliatrice" e dell'oratorio, parlando dell'accoglienza nella scuola. Don Maksym è tornato da Leopoli: «Sono andato ad accompagnare un gruppo di volontari per recuperare alcuni profughi dall'Est e portarli nella città occidentale. Missione compiuta». E aggiunge: «Nel caso dei salesiani di Kiev, essere al sicuro significa semplicemente essere nelle braccia di Dio. Credere e vivere, pregare e difendere: è tutto ciò che possiamo fare di sicuro».

Il rifugio antiaereo della scuola.
Il rifugio antiaereo della scuola.

Mentre il Paese brucia, i Figli di Don Bosco in Ucraina continuano a restare al fianco della gente comune e ad adoperarsi per assicurare accoglienza, riparo, sostegno materiale e spirituale, un barlume di speranza in mezzo all'oscurità di questa guerra assurda. 

In tutto il Paese, nessuna città è più al sicuro. E Leopoli, in Ucraina occidentale, a 70 chilometri dalla Polonia, frontiera est dell'Unione europea, è diventata punto di approdo del massiccio esodo di profughi dalle altre regioni del Paese, che da qui sperano di raggiungere la Polonia e altri Paesi europei. La città si è organizzata per rispondere all'emergenza e per accogliere nel miglior modo possibile la gente in fuga. «Possiamo dare ospitalità a un numero di persone da 100mila fino a un massimo di 200mila», spiega il sindaco Andriy Sadovyi. «Stiamo operando in accordo con le amministrazioni comunali delle altre città dell'Ovest. La cittadinanza sta dando il suo aiuto, portando beni di prima necessità, cibo, vestiti. E tanti abitanti sono pronti ad aprire le loro case per ospitare i profughi. Leopoli conta una numerosa comunità di studenti universitari che ora non si trovano qui e abbiamo quindi messo a disposizione le residenze studentesche vuote per l'accoglienza dei profughi. Collaboriamo con le chiese, che hanno offerto i loro spazi per l'ospitalità».

Anche i salesiani di Leopoli fanno la loro parte: attendono l'arrivo di don Oleh Ladnyuk con un grupppo di profughi dalla regione separatista di Luhansk. Salesiano, professore di Storia e cappellano militare, dalla città di Dnipro, nell'Est, dove risiede, don Oleh ha raggiunto in auto una desolata, spettrale Lysychansk, vicina al confine con la Russia, ha prelevato nove persone, fra cui una giovane mamma con il suo bambino di appena 16 giorni, li ha caricato in macchina ed è partito alla volta di Leopoli. Un viaggio attraverso tutta l'Ucraina, da Est a Ovest, per portare in salvo la gente in fuga, disperata, che non può più restare nel territorio di Luhansk.«è stata una giornata dura per tutti noi», ha commentato don Oleh, «eppure, nell'oscurità che ci ha avvolto, siamo riusciti a trovare un raggio di luce».

Alcune delle profughe di Lysyshansk- tra cui una giovane mamma con suo figlio neonato - portate in salvo a Leopoli da don Oleh Ladnyuk.
Alcune delle profughe di Lysyshansk- tra cui una giovane mamma con suo figlio neonato - portate in salvo a Leopoli da don Oleh Ladnyuk.

«Il nostro confratello don Oleh è andato nelle zone vicino alla frontiera russa, dove ci sono i combattimenti. È andato li rischiando la vita», osserva don Mykhaylo Chaban, superiore privinciale dei salesiani d'Ucraina e direttor della Casa famiglia "Prokrova", che accoglie 65 bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni, organi o figli di genitori in condizione di grave disagio. «La nostra casa per i bambini a Leopoli ospiterà altri piccoli in arrivo dagli orfanotrofi dell'Est dell'Ucraina e dalle famiglie in difficoltà. Stiamo preparando gli spazi per l'accoglienza. Dobbiamo garantire il sostentamento per tutti».

Don Mykhaylo racconta che con i giovanissimi ospiti della casa hanno deciso di trascorrere la notte nel rifugio predisposto nei sotterranei. «È una cosa terribile, i bambini hanno il terrore di dormire nelle loro camere, non si sa cosa può accadere durante la notte». I più piccoli, i più vulnerabili, sono sempre i primi a pagare le conseguenze della violenza, i traumi della guerra.

Don Chaban lancia un messaggio ai tanti amici e confratelli in Italia :che seguono con apprensione il loro dramma: «Purtroppo la Russia ha ha aggredito il nostro popolo, vuole togliere a noi libertà e democrazia, cerca di far tornare il nostro Paese sotto la sua dipendenza. Il nostro popolo si oppone, il nostro esercito cerca di combattere il nemico. Oggi a soffrire molto è la nostra capitale Kiev e sono anche le zone che confinano con la Russia. La gente sta scappando dalle case. Noi come salesiani siamo nelle grandi città: Kiev, Leopoli, Zhytomyr, Dnipro. Stiamo al fianco della gente fino all'ultimo momento. Cerchiamo di essere coloro che danno speranza alle persone deluse». I salesiani, spiega, stanno creando degli spazi per accogliere i profughi nelle loro strutture, stanno allestendo i rifugi antiaereo in caso di bombardamenti. Chiede a tutti di continuare a pregare per l'Ucraina, «e anche di essere aperti ad accogliere i profughi. Vi ringrazio per ogni vostro aiuto e sostegno». 

(Foto in alto: le famiglie accolte nel rifugio antiaereo)

 
 
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