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sabato 26 novembre 2022
 
LA TESTIMONIANZA
 

Kiev, Ucraina: l'oratorio salesiano dove si coltivano dialogo e pace

26/01/2022  La Giornata mondiale promossa dal Papa per evitare una nuova guerra in Europa vista e raccontata tra i giovani e i sacerdoti che da 310 giorni, da quanto cioè la crisi con Mosca si è riacutizzata, ogni giorno si ritrovano per pregare. Nel nome del Vangelo. Di don Bosco. E sotto la protezione di Maria Ausiliatrice.

Il salesiano don Maksym Ryabukha. Foto Ans, Agenzia info salesiana, per gentile concessione. In alto e in copertina: giovani dell'oratorio Maria Ausiliatrice di Kiev, Ucraina. Foto: Missioni don Bosco, per gentile concessione.  ,
Il salesiano don Maksym Ryabukha. Foto Ans, Agenzia info salesiana, per gentile concessione. In alto e in copertina: giovani dell'oratorio Maria Ausiliatrice di Kiev, Ucraina. Foto: Missioni don Bosco, per gentile concessione. ,

Un cammino di pace, mentre tutt’intorno spirano venti di guerra. In giorni di grande tensione, che fanno temere il divampare di un nuovo tremendo conflitto, la comunità salesiana presente in Ucraina lavora per sostenere la popolazione e per gettare, nonostante tutto, qualche seme di speranza. Il 26 gennaio, giorno in cui il Santo Padre chiede a tutta la Chiesa di pregare per la pace nel Paese ex-sovietico, i giovani della Casa Maria Ausiliatrice di Kiev si radunano per condividere una fede più forte della paura. A dire il vero lo fanno da tempo. Si ritrovano, a gruppi di 100, esattamente da 310 giorni (cioè da quando la crisi ucraina è tornata ad acutizzarsi): ogni sera un’Ave Maria e un pensiero della buona notte, sullo stile di don Bosco.

A fianco dei giovani, ad accompagnare e guidare la preghiera, che si è intensificata in queste ultime settimane, c’è la comunità salesiana. «Chi è credente ha un raggio di speranza, non si sente solo. Ma chi non crede, chi non è riuscito a fare un’esperienza di Dio (non dimentichiamo che il comunismo in Ucraina ha strappato le fondamenta della fede umana) la vive in maniera molto pesante. Il nostro oratorio sta diventando la casa di tutti» racconta don Maksym Ryabukha, direttore della casa di Kiev. Da notare che l’impegno ha anche una dimensione ecumenica. In Ucraina la presenza cattolica, pur molto viva, è minoritaria in termini numerici. Le iniziative vengono svolte in dialogo sia con la Chiesa ortodossa, sia con le comunità cattoliche di rito bizantino. «La tradizione cristiana orientale vede noi salesiani come monaci, non ha il concetto di congregazione quale siamo» prosegue don Maksym. «Per questo considera il nostro centro come una vera casa, come un monastero in cui trovare rifugio. Chi passa la soglia delle nostre porte, sta sotto la protezione della Madonna».

 

Un'immagine della benedizione e dell'inaugurazione della nuova Casa salesiana a Kiev, il 27 ottobre 2018. Foto Ans, Agenzia info salesiana, per gentile concessione.
Un'immagine della benedizione e dell'inaugurazione della nuova Casa salesiana a Kiev, il 27 ottobre 2018. Foto Ans, Agenzia info salesiana, per gentile concessione.

Dunque, la casa salesiana di Kiev (che ha un centro giovanile e si occupa anche di pastorale universitaria) si sta rivelando un rifugio per tanti: cattolici, ortodossi, ma anche molti non credenti. I giovani si passano parola usando il tam-tam dei social network, a volte coinvolgono anche le rispettive famiglie. E il gruppo si allarga, di giorno in giorno. Tutt’intorno, l’aria è pesante. «Da metà dicembre c’è una forte tensione» racconta ancora il religioso salesiano. «Nella capitale, le ambasciate stanno iniziando a ridurre il corpo diplomatico. In tanti fanno le valigie: un segno di non speranza. Non tutti i Paesi dell’Europa si sentono chiamati a vivere questa realtà, a prendere decisioni. Come popolo, abbiamo chiaro che non siamo noi a iniziare una guerra, non sta a noi la decisione di fare o di non fare. Ma nel caso succeda qualcosa, il popolo si prenderà cura della sua integrità territoriale».

Mentre dai palazzi della politica volano accusa e minacce, la popolazione si sente sovrastata. «Cosa puoi fare? Non puoi influire sulle decisioni dei grandi, sei un giocattolo nelle mani degli altri» dice ancora don Maksym, riferendo i pensieri che sente ripetere dalla sua gente. «Non siamo noi la motivazione della guerra, la guerra non è contro l’Ucraina in prima persona, ma il nostro Paese è la scacchiera per giochi geopolitici, è la piazza d’armi su cui esibirsi, è il territorio della battaglia». Eppure, un centro frequentato da giovani che semplicemente si stringono l’uno a fianco dell’altro, per pregare, può diventare un segno di speranza, un motore di cambiamento, che scuote e interroga la coscienza.  

E la presenza della famiglia di don Bosco in Ucraina non è limitata alla capitale, ma si articola in otto sedi, tutte inaugurate a partire dagli anni ‘90, dopo la caduta del regime sovietico (in realtà una presenza c’era già stata tra il 1936 e la seconda guerra mondiale, ma con l’inizio del conflitto le comunità erano state costrette a lasciare il Paese). A Zhytomir, capoluogo di provincia di 300mila abitanti, a nord-ovest di Kiev, i religiosi salesiani gestiscono una scuola ecumenica e un oratorio (ospitato nella struttura in legno, acciaio e fibre naturali che era servita per “casa don Bosco” durante l’Expo di Milano 2015). E’ un luogo sicuro e vitale, aperto non solo per i 200 allievi della scuola, ma per tutti i bambini e ragazzi della zona, che vi trovano aiuto nello studio, gioco e attività sportiva (il tutto, all’interno di una realtà non certo tenera con i più giovani, specialmente in questi ultimi tempi). La scuola di Zhytomir fu inaugurata nel settembre del 1994 su richiesta di un gruppo di residenti, che desideravano un centro di ispirazione cristiana, dopo che per cinquant’anni il potere aveva svuotato spiritualmente le nuove generazioni. Alcuni benefattori italiani provvidero a finanziare l’opera, che fu poi affidata ai salesiani per praticare il sistema preventivo di Don Bosco. Oggi, in un momento così difficile, quell’esperienza di fede, inclusione ed ecumenismo acquista il valore di “diplomazia di pace”. Per sostenere quella e le altre comunità salesiane presenti in Ucraina www.missionidonbosco.org 

 
 
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