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Kossovo, Amnesty accusa l'Onu

28/08/2013  L’amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite, che ora ha passato le consegne all’Europa, si è disinteressata di perseguire i “crimini contro l’umanità” compiuti anche dopo il conflitto

Amnesty International accusa la Missione di amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite in Kossovo (Unmik) di aver clamorosamente mancato di indagare sul rapimento e sull’uccisione di serbi kossovari nel periodo successivo al conflitto del 1998-99. Secondo il rapporto di Amnesty, reso noto oggi, alla vigilia di un dibattito che si terrà domani al Consiglio di sicurezza dell’Onu: «Il fallimento dell Unmik nelle indagini su quello che ha costituito un diffuso e sistematico attacco contro la popolazione civile e che potrebbe configurarsi come crimine contro l'umanità, ha favorito il clima di impunità che prevale in tutto il Paese». Sian Jones, ricercatrice di Amnesty, ricorda che «non c ’è prescrizione per i crimini contro l umanità. Questi devono essere indagati e le famiglie delle persone rapite e uccise devono essere risarcite. Le Nazioni Unite non possono continuare a venir meno alle loro responsabilità».

Nel rapporto, che ha per titolo “Kossovo, l’eredità dell’Unmik: mancata giustizia e riparazione per i familiari delle persone rapite”, Amnesty International denuncia come lUnmik non sia riuscita a indagare sulle denunce di rapimenti e uccisioni, benché uno degli incarichi affidatole dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite fosse proprio la tutela dei diritti umani nel Paese.

A partire dal biennio 1999-2000, Amnesty International ha monitorato l’operato dell'Unmik. In cinque casi, che riguardano la sparizione forzata di 27 albanesi, nessun colpevole è stato ancora assicurato alla giustizia. In altri 10 casi, relativi al rapimento di 13 serbi e rom, un solo responsabile è stato assicurato alla giustizia, ma dalle autorità serbe. Per quasi un decennio dopo il conflitto, la polizia dell'Unmik e i pubblici ministeri non hanno saputo avviare tempestivamente indagini efficaci, indipendenti, imparziali e accurate sulle numerose segnalazioni di sparizioni forzate e rapimenti. Di conseguenza, pochi dei sospettati per crimini di guerra e contro l'umanità sono stati assicurati alla giustizia nei tribunali internazionali o nazionali.

Il rapporto si basa sui risultati iniziali del Gruppo di lavoro sui diritti umani (Hrap) istituito dal’Unmik per ricevere le denunce di coloro che ritengono che i propri diritti siano stati violati dalla stessa Unmik. L’Hrap ha ricevuto circa 150 denunce da parenti di persone scomparse, principalmente serbi kossovari che si presume rapiti da membri dell'Esercito di liberazione del Kossovo (Uck). In ogni denuncia si sostiene che l'Unmik non abbia saputo indagare in modo adeguato. In un caso, la polizia dell’Unmik era persino ignara che due corpi erano già stati ritrovati e restituiti alla famiglia per la sepoltura.

Anche se il rapporto si focalizza sui rapimenti di serbi del Kossovo, presumibilmente da parte dell’Uck, le ricerche di Amnesty International hanno evidenziato che anche nelle indagini sulle sparizioni forzate di persone di etnia albanese da parte delle forze serbe l’Unmik non ha conseguito risultati migliori. «Gli anni sono passati e il destino della maggioranza dei dispersi su entrambi i fronti del conflitto è ancora irrisolto, con le loro famiglie ancora in attesa di giustizia. I casi considerati finora dall’Hrap rivelano come le vittime di violazioni dei diritti umani siano state lasciate nel limbo a causa della mancanza di volontà all'interno del sistema delle Nazioni Unite per garantire che ricevessero un risarcimento adeguato e altre forme di riparazione», commenta la Jones.

L’Hrap ha rilevato che in diversi casi l'Unmik non è stata in grado di presentare alcuna prova che l'inchiesta fosse stata compiuta, mentre in altri la polizia dell’Unmik sembra aver interrotto le indagini non appena il corpo della vittima era stato consegnato ai parenti. Le responsabilità dell'Unmik in materia di ordine pubblico e giustizia sono cessate il 9 dicembre 2008, quando la Missione dell'Unione europea per lo stato di diritto in Kossovo (Eulex) ha assunto funzioni giudiziarie e di polizia. L’Eulex ha ereditato 1.187 crimini di guerra che l'Unmik aveva omesso di indagare.

La Jones precisa che «per permettere a Eulex di operare, l'Unmik deve rendere disponibili fondi sufficienti per assicurare ai parenti degli scomparsi compensi adeguati ed effettivi per i danni morali e per il loro dolore e la sofferenza, in conformità con la legge e gli standard internazionali». Hrap ha rilevato che in diversi casi l'Unmik non è stata in grado di presentare alcuna prova che l'inchiesta fosse stata compiuta, mentre in altri la polizia dell’Unmik sembra aver interrotto le indagini non appena il corpo della vittima era stato consegnato ai parenti. Le responsabilità dell'Unmik in materia di ordine pubblico e giustizia sono cessate il 9 dicembre 2008, quando la Missione dell'Unione europea per lo stato di diritto in Kossovo (Eulex) ha assunto funzioni giudiziarie e di polizia. 

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