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martedì 28 giugno 2022
 
l'analisi
 

L'abbraccio dell'Europa all'Ucraina in guerra.

17/06/2022  La visita di Macron, Draghi e Scholz a Kyiv manda una segnale forte alla Russia. Intanto la Commissione europea ha raccomandato l'adesione alla Ue, ma si dovrà attendere il vertice del 24 e 25 giugno, dove servirà una decisione unanime per avviare le procedure

Con la visita del 15 giugno a Kyiv di Emmanuel Macron, Mario Draghi e Olaf Scholz, i tre paesi trainanti dell’Unione Europea hanno voluto mandare un segnale forte e chiaro. L’Europa continua a sostenere l’Ucraina e non c’è spazio per fra risorgere con la forza una sfera di influenza russa all’interno del continente.

Per la visita di giovedì, il trio di leader è stato affiancato dal presidente rumeno Klaus Iohannis, in rappresentanza dei nuovi Paesi dell’Europa orientale che sono entrati a far parte dell'Unione europea.

"Vogliamo che le atrocità cessino e vogliamo la pace", ha detto Draghi nella conferenza stampa a Kyiv, aggiungendo che “l'Ucraina deve difendersi se vogliamo la pace, e l'Ucraina sceglierà la pace che vuole. Qualsiasi soluzione diplomatica non può prescindere dalla volontà di Kiev, da ciò che ritiene accettabile per il suo popolo. Solo così potremo costruire una pace giusta e duratura".

Come scrive Le Monde, “gli ucraini chiedono aiuto militare per resistere all'invasore senza cedere. Ma hanno anche bisogno di un orizzonte politico che dia un senso agli enormi sacrifici compiuti oggi in nome dei valori che sono al centro del progetto europeo”.

L’orizzonte politico è stato offerto, con la promessa di accelerare i tempi per l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Venerdì 16 giugno la Commissione europea ha raccomandato  che l'Ucraina sia designata come candidato all'adesione all'Unione europea. La presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen, ha dichiarato: “Abbiamo un messaggio chiaro: sì, l'Ucraina merita una prospettiva europea, sì, l'Ucraina dovrebbe essere accolta come Paese candidato. Questo, fermo restando che è stato fatto un buon lavoro, ma che resta ancora molto da fare. L'intero processo è basato sul merito, quindi procede secondo le regole e i progressi dipendono interamente dall'Ucraina. È quindi l'Ucraina ad avere il coltello dalla parte del manico”.

Nel corso della conferenza stampa, Ursula von der Leyen ha dichiarato che gli ucraini sono "pronti a morire" per la prospettiva europea. E ha aggiunto: "Vogliamo che vivano con noi nel sogno europeo. Questo ovviamente a patto che il Paese realizzi una serie di ulteriori importanti riforme”.

"Secondo la Commissione, l'Ucraina ha dimostrato chiaramente l'aspirazione e la determinazione del Paese ad essere all'altezza dei valori e degli standard europei".

Il complesso e lungo processo di adesione, fa notare in un editoriale Le Monde, “ si colloca sullo sfondo della guerra e delle sue conseguenze. Mai prima d'ora un Paese, noto da tempo prima dell'invasione russa per la fragilità e la debolezza delle sue istituzioni, si è imbarcato in una simile maratona nel bel mezzo di un conflitto che lo sta devastando e ne sta confondendo i confini”.

L'Ucraina è "pronta" a lavorare per diventare un "membro a pieno titolo" dell'Unione, ha assicurato il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’adesione dell’Ucraina alla UE sarà discussa al vertice del 23 e 24 giugno e i leader dei 27 Paesi dell'Unione dovranno trovare un accordo all’unanimità.

 
 
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