Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
sabato 13 luglio 2024
 
 

L'agenda dei vescovi piemontesi

07/04/2010  Sette i punti per il neo presidente della Regione Roberto Cota. In testa c'è la famiglia, il "primo dei soggetti vitali e generativi per un Paese che voglia crescere"

I vescovi del Piemonte dettano l’agenda al nuovo presidente leghista dell’assemblea regionale di Torino, Robeto Cota e indicano sette temi, che, scrivono, “non sempre trovano attenzione e spazio adeguati nelle agende legislative e amministrative”. E’ la prima conferenza episcopale regionale a farlo e sicuramente altre ne seguiranno. Il cardinale di Torino, Severino Poletto, ha precisato tuttavia che i vescovi hanno scritta la nota prima della consultazione elettorale, ma  non l’hanno divulgata, come invece hanno fatto in Liguria, in Emilia Romana e nella diocesi di Roma, per evitare polemiche e accuse di intromissione nella campagna elettorale. Ma la sostanza non cambia, anzi assume ancora maggior rilievo, perché i vescovi si occupano delle attese delle gente chiunque abbia vinto.

I sette  punti riguardano: “La famiglia, il lavoro e la crisi economica, la difesa della vita umana, la trasparenza e il corretto agire, la parità scolastica, il dialogo per il bene comune e l’immigrazione”. In testa c’è tuttavia un richiamo “sul valore fondamentale della famiglia, quella considerata tale dalla nostra Costituzione, fondata cioè sul matrimonio tra un uomo e una donna”. E’ la famiglia, osservano i vescovi piemontesi, che “resta il primo dei soggetti vitali e generativi per un Paese che voglia crescere”.

Poi ci sono le preoccupazione per la crisi economica e gli sprechi: “Non possiamo ignorare i problemi legati a sprechi, mancanza di trasparenza, episodi inquietanti di illegalità”. C’è anche un accenno agli ospedali sostenuti dal contributo dei cattolici per i quali chiedono risorse, oltre che un riconoscimento del loro “valore sociale”. I vescovi avvisano che non riununceranno ad essere “voce critica, rispettosa, ma chiara”. Sull’immigrazione le parole sono altrettanto chiare: condizioni vita umane nel rispetto della legalità, ma anche rispetto della vita, perché ormai l’aborto, soprattutto al Nord, è più diffuso tra le immigrate.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo