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sabato 18 settembre 2021
 
BRASILE
 

L'agonia di Bahia, la città devastata dal Covid

11/04/2021  Per le strade del capoluogo del Nordest, dove non bastano le ambulanze e con le piogge migliaia di poveri scendono in strada per evitare di rimanere intrappolati nel crollo delle favelas. E intanto Bolsonaro mette un'imposta sull'ossigeno. I vaccini sono in vendita. Un siero Pfizer costa 17 euro

Brasile, il gigante malato sudamericano, si trova ormai alla deriva in un oceano di malattie, fame e disperazione, resa ancora più acuta dalla pandemia, i cimiteri ormai non bastano e il presidente Jair Bolsonaro, messo sotto accusa dalla Corte Penale Internazionale per “istigazione al genocidio” è ormai considerato da gran parte dei brasiliani il principale responsabile dell’immane tragedia che si sta consumando nel Paese. Qui il numero di persone contagiate da Covid sale a oltre 13,5 milioni e quello dei decessi è ugualmente  spaventoso, il più elevato al mondo: 351.469 morti, una media di quasi 3.000 decessi al giorno, ossia un incremento di 16 per cento del numero di morti per Covid-19, in un contesto sociale, economico  e politico  drammatico.

«È troppa la sofferenza. Siamo disperati», ci racconta in uno sfogo la pensionata Hildete T. S., di Salvador Bahia, il capoluogo di quasi tre milioni di abitanti affacciato sull'Atlantico dove ormai non bastano i cimiteri. E aggiunge: «Negli ospedali non ci sono posti disponibili per accogliere i troppi malati, mancano letti in terapia intensiva non solo per i più poveri, ma anche per chi si può permettere di avere un’ottima assicurazione sanitaria. Manca tutto, dal personale medico ai macchinari per la ventilazione, all’ossigeno. Siamo allo stremo, in pessime condizioni non solo sanitarie, ma anche economiche». 

Aline S., 39 anni, è sopravvissuta al Covid-19 insieme al marito e al figlioletto di cinque anni, anche loro positivi al virus. Traduce la sua rabbia in due domande: «Mi chiedo  come sia possibile che Bolsonaro sia ancora alla presidenza del nostro Paese e come riesca a mantenersi lì, nonostante tutto. Mi piacerebbe capire chi o cosa ci sia dietro a tutta questa situazione e perché il popolo non lo abbia già rovesciato». In piena emergenza sanitaria, il presidente ha fortemente minimizzato la pandemia e invitato i brasiliani a uscire di casa,  andare a lavorare o a divertirsi senza proteggersi neppure con l’uso delle mascherine, come se nulla stessi accadendo. Inoltre ha aumentato addirittura le imposte sulle bombole di ossigeno e le ha ridotte, invece, sulle armi, a favore della lobby degli armamenti. Una delle misure del governo (già approvate dal Parlamento di Brasilia) più criticate nell’ultima settimana è stata la possibilità da parte degli industriali titolari di imprese di acquistare i vaccini (il Pfizer e il BioTech costano 102,80 Reais, circa 17 euro), un omaggio alle classe imprenditoriale, grande sostenitrice di Bolsonaro, mentre nel Paese essi mancano persino alla popolazione più vulnerabile.

«In un contesto quotidiano di record continui di decessi che rischia di aggravarsi con l’arrivo delle piogge e dell’inverno», denuncia un sindacalista del Sindicato dos Bancarios di Salvador Bahia. «Il sistema sanitario nazionale è precario, al collasso per l’aumento del contagio da Covid, la preoccupazione del Governo è volta all’incremento della vendita di armi e ora ciascun brasiliano ne può avere sei unità per uso personale. Questo è lo scenario da film degli orrori nel quale stiamo vivendo e purtroppo anche morendo a migliaia senza alcuna possibilità di difenderci. Il Covid-19 non può essere sconfitto a colpi di pistola, ma soltanto con una seria organizzazione sanitaria, fatta da medici e da scienziati e implementata da una classe politica onesta, competente e responsabile. A noi brasiliani, in questo momento,  manca appunto quest’ultima».

È l’una di notte passata. L’enorme quantità di piogge cadute nelle ultime 72 ore aveva fatto presagire il peggio. L’acqua rischiava di trascinare a valle le migliaia di baracche che si arrampicano tra le colline, nelle baraccopoli della città. Spaventata, una marea di disperati abbandona la propria casa alla ricerca di riparo e si rovescia sulle strade, sotto la pioggia battente e in piena emergenza pandemica. Molti di loro sono anche malati e devono decidere se rischiare di essere  travolti dal fango o uscire dalle proprie baracche e rimanere sotto la pioggia. E’ l’inferno nell’inferno, l’ulteriore  sofferenza che si aggiunge a chi di sofferenza ne ha già abbastanza, ma è solo l’inizio della stagione delle piogge.

Il prezzo degli alimenti in Brasile è tornato a salire da maggio dello scorso anno e secondo la FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per gli alimenti e l’agricoltura ha avuto una media di 1075 punti di incremento dei prezzi nell’ultimo monitoraggio alla fine del 2020. Nel Paese tutto o quasi tutto deve essere pagato, compreso medicinali e persino la terapia monoclonale Covid-19 da somministrare ai pazienti più gravi in un contesto che colpisce 13,88 milioni di persone in condizioni estreme di povertà. Il presidente Jair Bolsonaro ha gia collezionato oltre 60 richieste di impeachment nel parlamento del Paese. Nelle reti sociali crescono le insoddisfazioni dei brasiliani che chiedono il ritorno di Lula alla guida della nazione sudamericana, da uomo libero, dopo la caduta del giustizialismo nel Paese e di tutte le condanne a suo carico, orchestrate dal’ex-judice Sergio Moro che oggi vive e lavora negli Stati Uniti d’America. «Se avrò salute e sarà necessario,mi candiderò alle elezioni presidenziali e sarò li a combattere» sono le parole dell’ex-presidente brasiliano Luiz Inácio da Silva, più conosciuto come Lula,  che per molti brasiliani suona come un segnale di speranza. Ma intanto la gente continua a morire.

 

 

A AGONIA DA BAHIA, ESTADO DEVASTADO PELA COVID

Nas ruas da capital nordestina, onde as ambulâncias não são suficiente e com as chuvas de outono milhares de pobres vão às ruas para evitar que possam ficar emprisionados em caso de  desabamentos nas favelas. Enquanto isso, Bolsonaro impõe um imposto sobre o botijão de oxigênio. As vacinas estão à venda. Um soro Pfizer custa 17 euros

O Brasil, o gigante doente da América do Sul, agora está à deriva em um oceano de doenças, fome e desespero, agravado pela pandemia, cemitérios já não bastam e o presidente Jair Bolsonaro, acusado pelo Tribunal Penal Internacional de "instigação ao genocídio ”Agora é considerado pela maioria dos brasileiros o principal culpado da enorme tragédia que está se desenrolando no país. Aqui o número de pessoas infectadas pela Covid sobe para mais de 13,5 milhões e o número de mortes é igualmente assustador, o mais alto do mundo: 351.469 mortes, uma média de quase 3.000 mortes por dia, ou um aumento de 16 por cento no número de mortes da Covid-19, em um contexto social, econômico e político dramático.

«O sofrimento é demais. Estamos desesperados ”, relata em um desabafo a aposentada Hildete T. S., de Salvador Bahia, capital de quase três milhões de habitantes com vista para o Atlântico, onde cemitérios agora não bastam. E acrescenta: “Nos hospitais não há vagas disponíveis para acomodar muitos doentes, faltam leitos de terapia intensiva não só para os mais pobres, mas também para aqueles que podem pagar um seguro de saúde excelente. Tudo está faltando, de pessoal médico a máquinas de ventilação e oxigênio. Estamos exaustos, não só com a saúde precária, mas também com as condições econômicas ».

Aline S., 39, sobreviveu a Covid-19 junto com seu marido e filhinho de cinco anos, que também estavam positivos ao vírus. Ele traduz sua raiva em duas perguntas: «Eu me pergunto como é possível que Bolsonaro ainda seja presidente do nosso país e como ele consiga permanecer lá, apesar de tudo. Gostaria de entender quem ou o que está por trás de toda essa situação e por que as pessoas ainda não o derrubaram ». Em plena emergência sanitária, o presidente minimizou fortemente a pandemia e convidou os brasileiros a saírem de casa, a ir trabalhar ou se divertir sem se proteger, nem mesmo com o uso de máscaras, como se nada estivesse acontecendo. Além disso, aumentou os impostos dos botijÕes de oxigênio e os reduziu, em vez disso, aquele das armas, em favor do lobby do armamento. Uma das medidas governamentais (já aprovadas pelo Parlamento de Brasília) mais criticadas na última semana foi a possibilidade de proprietários industriais de empresas comprarem vacinas (Pfizer e BioTech custam 102,80 reais, cerca de 17 euros), uma homenagem à classe empresarial , uma grande apoiadora de Bolsonaro, enquanto no país faltam vacinas até mesmo para a população mais vulnerável.

“Num contexto diário de registros contínuos de mortes que correm o risco de piorar com a chegada das chuvas e do inverno”, denuncia um sindicalista do Sindicato dos Bancários de Salvador Bahia. “O sistema nacional de saúde está precário, entrando em colapso com o aumento da infecção da Covid, a preocupação do governo é aumentar a venda de armas e agora cada brasileiro pode ter seis unidades para uso pessoal. Este é o cenário do filme de terror em que vivemos e infelizmente também morremos aos milhares, sem chance de nos defendermos. A Covid-19 não pode ser derrotada com tiros, mas apenas com uma organização de saúde séria, formada por médicos e cientistas e implementada por uma classe política honesta, competente e responsável. A nós, brasileiros, no momento, o que falta é essa ultima”.

Já passa da uma da manhã. A enorme quantidade de chuva que caiu nas últimas 72 horas foi o prenúncio do pior. A água corria o risco de arrastar para baixo os milhares de barracos que sobem as colinas, para as favelas da cidade. Assustados, uma maré de pessoas desesperadas abandonam suas casas em busca de abrigo e se espalham pelas ruas, sob chuva torrencial e em plena emergência pandêmica. Muitos deles também estão doentes e precisam decidir se correm o risco de serem arrastados pela lama ou deixar seus barracos e permanecer na chuva. É o inferno no inferno, mais sofrimento que se soma a quem já tem sofrimento suficiente, mas é apenas o início da estação das chuvas.

O preço dos alimentos no Brasil voltou a subir desde maio do ano passado e segundo a FAO, a Organização das Nações Unidas para Agricultura e Alimentação teve média de 1.075 pontos de aumento de preços no último monitoramento no final de 2020. No país tudo ou quase tudo deve ser pago, incluindo medicamentos e até mesmo a terapia monoclonal Covid-19 para ser administrado aos pacientes mais graves em um contexto que afeta 13,88 milhões de pessoas em condições extremas de pobreza. O presidente Jair Bolsonaro já recolheu mais de 60 pedidos de impeachment no parlamento do país. Nas redes sociais, cresce a insatisfação dos brasileiros que exigem o retorno de Lula à liderança da nação sul-americana, como um homem livre, após a queda do justicialismo no país e todas as condenações contra ele, orquestradas pelo ex-juiz Sergio Moro que hoje vive e trabalha nos Estados Unidos da América. “Se eu tiver saúde e for preciso, vou concorrer às eleições presidenciais e estarei lá para lutar” são as palavras do ex-presidente Luiz Inácio da Silva, mais conhecido como Lula, que para muitos brasileiros soa como um sinal de esperança. Mas enquanto isso, as pessoas continuam morrendo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
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